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Quali sono i sintomi dell’endometrio sottile in menopausa

endometrio sottile

Ecco tutti i sintomi e le cause dell'endometrio sottile in menopausa

L’endometrio è quella mucosa che riveste internamente le pareti dell’utero. Esso si compone di due strati: una mucosa, che aderisce direttamente al miometrio, un uno strato di epitelio ghiandolare. La mucosa, soprattutto nella parte più superficiale, subisce diversi mutamenti nel corso del ciclo mestruale. La parte più interna viene invece definitiva basale e l’essenziale funzione che svolge riguarda soprattutto la rigenerazione. La mucosa risente dunque dei cambiamenti ormonali che intervengono con il ciclo mestruale.

Per tale ragione, in alcuni momenti del mese potrebbe risultare più sottile oppure più spesso del solito. Se si tratta di mutamenti ciclici, come vedremo, essi non devono destare preoccupazione, poiché rispondono a precisi bisogni ormonali di natura fisiologica. Solo in alcuni casi particolari di assottigliamento, al contrario, questo fenomeno segnala una condizione patologica. In questo caso, si rende invece necessario un intervento.

Endometrio sottile

Per una donna in età fertile, lo spessore dell’endometrio oscilla tra uno e sette millimetri.

Tuttavia, nel corso del ciclo mestruale tale misura può variare secondo i cambiamenti ormonali che avvengono. Come? Innanzitutto, la mucosa si ispessisce nel momento dell’ovulazione. Ciò accade al fine di preparare l’utero a una possibile gravidanza che comincerebbe se durante i giorni fertili l’ovocita maturo venisse fecondato.

Se la fecondazione non avviene, due settimane dopo l’ovulazione si assiste allo sfaldamento dell’endometrio, che fuoriesce dalla vagina in forma di mestruazioni. Esse sono originate dalla sospensione della produzione di ormoni che consentivano alla mucosa di rimanere intatta. Essa, quindi, durante il mestruo diventa più sottile. Questo assottigliamento risulta completamente fisiologico e come tale non deve destare preoccupazioni.

Ciclo anovulatorio

Esiste però una particolare condizione che vede lo spessore endometriale particolarmente ridotto anche prima delle mestruazioni. In questo caso si parla di ciclo anovulatorio. Tale condizione dovrebbe essere tenuta sotto controllo poiché, come indica il termine stesso, implica che durante il ciclo mestruale in questione l’ovulazione non è avvenuta.

Potrebbe trattarsi di una condizione casuale e fisiologica ma, in alcuni casi, potrebbe al contrario costituire una spia di infertilità della donna.

Sindrome ovaio policistico

Le cause dell’endometrio sottile possono essere diverse e dovrebbero essere sempre stabilite da uno specialista dopo una visita ginecologica e la prescrizione degli esami del caso. In queste circostanze non è assolutamente possibile procedere con una auto-diagnosi poiché l’origine del problema non può essere indagata prescindendo dalle necessarie conoscenze e apparecchiature. La causa più frequente del suddetto assottigliamento risiede nella Sindrome dell’ovaio policistico, un problema di natura prettamente ormonale.

Essa può essere risolta con cure ormonali, che devono sempre e comunque venire prescritte da un ginecologo. In ogni caso, un ruolo centrale è giocato dallo stile di vita della paziente, e in particolare delle abitudini alimentari di quest’ultima e dall’esercizio fisico svolto. Ovviamente, oltre a questo, esistono molti altri disturbi ormonali che potrebbero originare la condizione di cui parliamo.

Potrebbe trattarsi altresì di un problema di circolazione sanguigna che riguarda gli organi pelvici e che non consente una sufficiente irrorazione di sangue nell’utero. Altre cause potrebbero consistere in aborti frequenti oppure in anomalie congenite che riguardano l’utero.

Raschiamento

Infine, l’assottigliamento può rivelarsi la conseguenza di un raschiamento. Con questo termine si indica la tecnica con la quale si procede a rimuovere uno strato della mucosa dell’utero. La terapia prescritta per risolvere la situazione di endometrio sottile dipende strettamente dalla causa alla sua origine. Ad esempio, se la suddetta mucosa si è assottigliata in seguito a un’operazione di raschiamento, la terapia sarà specifica per la ripresa dopo l’intervento. Dovrà essere inoltre accompagnata da una quantità adeguata di riposo. Questi fattori consentiranno, nel giro di qualche tempo, un ritorno alla situazione di normalità.

Endometrio in menopausa

Esiste anche una ulteriore possibile causa dell’assottigliamento dell’endometrio: si tratta della menopausa. Si tratta di un periodo delicato, caratterizzato da molti cambiamenti ormonali e dalla scomparsa, che può essere improvvisa ma nella maggior parte dei casi risulta progressiva, del ciclo mestruale e quindi delle mestruazioni stesse.

Proprio a causa del mancato ciclo, la mucosa che riveste internamente l’utero tenderà ad assottigliarsi. Inoltre, non sarà più soggetta alla ciclicità dei cambiamenti ormonali, dato che ovviamente questi stessi risulteranno assenti. Dunque, il suo spessore si stabilizzerà attestandosi intorno ai cinque millimetri.

La menopausa si colloca mediamente in un’età compresa tra i quarantacinque e i cinquantacinque anni, indicazione che comunque nella pratica può variare. In ogni caso, l’assottigliamento dell’endometrio in questa fase corrisponde a un evento completamente fisiologico e naturale. In quanto tale, non è indice di alcuna patologia. Occorre però tenere in considerazione un altro dato importante, e decisamente più allarmante, per quanto riguarda la menopausa. Il periodo che la segue è infatti quello in cui più frequentemente si manifesta il tumore che colpisce l’endometrio.

Purtroppo, i segni del carcinoma che colpisce questa parte del corpo, normalmente compaiono tardivamente rispetto allo stesso. Vediamo comunque in cosa consistono.

In primo luogo, è possibile notare perdita vaginali ematiche di vario tipo, dal rosso scuro, al rosso vivo fino al rosa. Macchie simili, anche se dovessero presentarsi prima della menopausa, ed esempio durante l’età riproduttiva o addirittura adolescenziale, devono sempre costituire un campanello d’allarme e richiedono la visita di uno specialista. A tali perdite se ne possono accompagnare altre, di diversa natura, che si presentano con un colore biancastro (leucorrea) e, talvolta, con un cattivo odore. Infine, in epoca ancor più tardiva, potrebbe avvertirsi un dolore.

Esso avviene in particolare quando la neoplasia colpisce organi della pelvi oppure dell’addome, come colon, retto, vescica o intestino tenue. Una leggera sintomatologia dolorosa potrebbe comunque essere avvertita anche a uno stadio precoce della neoplasia. Essa è dovuta alla proliferazione nell’utero delle vegetazioni tumorali, le quali provocano una distensione dell’utero che a sua volta si trova all’origine delle contrazioni che interessano lo stesso.

Purtroppo, per quanto riguarda il carcinoma dell’endometrio non è possibile attuare uno screening di massa su tutte le donne prima e dopo la menopausa. In fase precoce, esso è comunque rilevabile attraverso il Pap-test, uno screening volto a individuare il tumore che può colpire la cervice uterina.

Parliamo di fase precoce perché le cellule estratte con il Pap-test si trovano appunto nella cervice, esterna alla cavità uterina, mentre il tessuto endometriale si trova al suo interno, fatta eccezione per i casi di endometriosi (una patologia che vede la presenza di tessuto endometriali al di fuori della sua sede naturale). Per rilevare un eventuale tumore all’endometrio è dunque necessario prelevare il materiale direttamente all’interno della cavità uterina. Nel corso degli ultimi anni, si sono sviluppate tecniche che consentono questa operazione senza bisogno di dilatare la cervice. Essa può essere effettuata direttamente in ambulatorio dal ginecologo e senza anestesia.

Lo screening periodico è raccomandato per alcune donne, anche in assenza di sintomi. Tra i fattori di rischio rientra proprio la menopausa o, meglio, l’età avanzata. In effetti, sono considerate a maggior rischio le donne di età oltre i cinquant’anni, ma anche quelle che non sono ancora in menopausa a cinquantacinque anni o più. Rappresentano ulteriori fattori di rischio l’eccesso di estrogeni, il diabete e l’obesità. Il test dovrebbe essere effettuato una volta all’anno o, in casi particolari, ogni sei mesi.

Sintomi endometrio sottile

Il problema dell’endometrio sottile può manifestarsi in modo asintomatico. Tuttavia, nella maggior parte dei casi esso risulta invece accompagnato da un preciso quadro sintomatico. Esso comprende, per le donne che ancora non sono in menopausa, mestruazioni irregolari e che, quando si presentano, provocano forti dolori alla schiena. Lo stesso mestruo, inoltre, causa spesso intensi dolori anche addominali, più difficili da individuare per le persone che ne soffrono anche normalmente durante il mestruo.

Inoltre, in presenza di tale assottigliamento cresce il pericolo di aborto spontaneo. Per tale ragione, un simile evento potrebbe essere la spia di questo problema. In questo caso, l’aborto è spesso accompagnato da altri sintomi, principalmente complicazioni relative alle emorragie interne. Tutti questi rappresentano dunque sintomi sospetti che dovrete comunicare al vostro ginecologo. Lei o lui saprà valutarli prima di prescrivervi esami specifici per inquadrare meglio la situazione e studiare la giusta terapia. Come abbiamo detto, avere l’endometrio sottile aumenta il rischio di aborto spontaneo.

Quali altre conseguenze può provocare tale situazione in relazione a una gravidanza? Innanzitutto, è bene specificare che questa condizione, anche se accompagnata dalla sindrome dell’ovaio policistico, non impedisce in assoluto a una donna di portare a termine con successo una gravidanza. Esistono al contrario diversi metodi che permettono alle persone in questa condizione di avere bambini. Dunque farlo è possibile, seppure con qualche rischio in più rispetto alla norma per la gestazione stessa, a patto comunque che lo spessore dell’endometrio non risulti inferiore ai cinque millimetri.

Nel momento in cui si desidera avere un bambino, quindi, è necessario farsi seguire da uno specialista già da prima ma, soprattutto, dal momento del concepimento (o, meglio, del test di gravidanza che lo conferma) e per tutti i nove mesi successivi, fino al parto. Se, invece, prima di tentare di avere un figlio si intende risolvere questa condizione, occorre sempre rivolgersi a un ginecologo e attenersi alle sue istruzioni per intraprendere una cura.

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