Spotting premenopausa: come si manifesta, quando preoccuparsi

quali sono le malattie gravi causate da spotting

Lo spotting è riconoscibile dalle perdite di sangue molto scuro lontano dal ciclo. A volte, questo fenomeno è un campanello d’allarme per malattie gravi.

La premenopausa è una fase femminile che colpisce gran parte delle donne, solitamente tra i 35 anni e i 45, anche se questo non è una dato fisso perché, come per tutte le cose che riguardano il nostro corpo, non c’è mai una regola fissa. E’ un periodo di naturale transizione che precede quello della menopausa. Tanti i fattori che indicano il periodo di premenopausa: gonfiore generale, depressione, cambio di appetito, continui sbalzi di umore, irritabilità ecc.

Spesso, con la premenopausa, la donna conosce anche il fenomeno dello spotting: piccole perdite marroni (ovvero si sangue ossidato) che compaiono solitamente durante l’ovulazione o qualche giorno prima dell’arrivo del ciclo mestruale. Ma c’è da preoccuparsi? Lo spotting non è nulla di assolutamente grave, anzi, è un fattore fisiologico e ormonale che non ha conseguenze ma, come per tutti i piccoli segnali che il nostro corpo ci manda, è sempre bene non sottovalutarli perché, in alcuni casi, potrebbe nascondere qualcosa d’altro.

In certe circostanze, quindi, è meglio consultare il proprio ginecologo di fiducia che saprà consigliarvi la soluzione più adatta a voi.

Spotting ematico in premenopausa

La sindrome premestruale indica l’insieme di sintomi, fisici e psichici, che ci segnalano che il nostro ciclo mestruale non sta più funzionando nel giusto modo: si può avvertire un forte dolore al basso ventre durante l’ovulazione, o una forte tensione al seno qualche giorno prima dell’arrivo del ciclo mestruale (mastodinia), mal di schiena, gonfiore generale, mal di testa e nausee. Tutti sintomi che andranno ad intaccare anche il vostro stato mentale: vi sentirete sempre stanche, depresse, ansiose e il vostro umore cambierà repentinamente.

Uno dei sintomi, poi, che potrebbe comparire in premeopausa è, appunto, lo spotting: perdite di sangue molto scuro che arrivano con qualche giorno di anticipo rispetto al ciclo mestruale oppure durante l’ovulazione. Non è quasi mai un problema anche se è sempre meglio, come dicevamo prima, cercare di tenere tutto sotto controllo evitando quindi l’insorgere di patologie più pericolose che se non controllate, o prese in tempo, potrebbero anche sfociare in qualcosa di più grave e fastidioso.

Perdite marroni: cosa sono

Spesso molte donne si spaventano alla vista di quelle macchie scure sullo slip ma non è detto che sia qualcosa di grave, anzi, solitamente si tratta di un normale funzionamento fisiologico del corpo femminile, soprattutto in età fertile.

Nello specifico, quando si parla di perdite marroni, si parla di spotting: cosa sono? Semplicemente sangue.

Durante il normale ciclo mestruale, infatti, la donna è abituata a vedere perdite di sangue color rosso vivo perché il flusso è molto veloce e abbondante. Diversa, invece, la situazione in caso di spotting: la fuoriuscita ematica è scarsa e lenta, il sangue quindi sta più tempo in vagina è ha dunque il tempo di ossidarsi ecco perché poi alla vista, le perdite sono molto scure, quasi marroni.

Può capitare di avere queste perdite ematiche anche in gravidanza e spesso molte donne si spaventano perché lo leggono come un allarme, in realtà, anche in questo caso è una normale reazione fisiologica del nostro corpo all’impianto dell’ovulo nell’utero. Però, lo spotting, come vedremo tra poco, può nascondere qualche problematica più seria.

Quando preoccuparsi

Come dicevamo: lo spotting è un fenomeno molto frequente nella maggior parte delle donne, soprattutto in età fertile. Non è un problema grave ma, in alcuni casi, è meglio recarsi immediatamente dal ginecologo di fiducia perché lo spotting potrebbe nascondere qualche problemino che sarebbe meglio non sottovalutare, motivo per cui per ogni donna è fondamentale l’esame del Pap Test che andrebbe, di norma, essere effettuato una volta all’anno.

Ma vediamo insieme quali sono le patologie che potrebbero essere anticipate dalla presenza di spotting:

  • Cisti ovariche: se lo spotting compare in concomitanza con l’ovulazione, quindi circa a metà del ciclo, è il segnale di un brusco cambiamento nella produzione ormonale e indica lo sfaldamento dell’endometrio. Se però si ripete in più cicli, può indicare appunto la presenza di cisti: in questo caso è importante sottoporsi a una visita ginecologica e un’ecografia pelvica.
  • Ectopia del collo dell’utero: in pratica, una parte del tessuto di rivestimento della cervice si sposta verso l’esterno dell’utero e si impianta sull’epitelio vaginale. Si può diagnosticare con una semplice visita ginecologica. Oltre allo spotting, può provocare una maggiore perdita di secrezioni vaginali oppure piccole fuoruscite di sangue dopo il rapporto sessuale.
  • Endometriosi: si manifesta quando parti dell’endometrio si trovano al di fuori di quest’organo, ad esempio sull’ovaio, nella tuba o in altri organi extraddominali. E’ molto dolorosa.
  • Polipi e fibromi: piccoli tumori benigni che possono essere diagnosticati attraverso una semplice ecografia, sarà poi il vostro medico a consigliarvi la terapia adatta per la loro rimozione.
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