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Vaccini obbligatori: quando farli

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I vaccini sono uno degli strumenti più affidabili di prevenzione da alcune patologie. Perchè è importante e quando vaccinarsi?

Il vaccino è uno strumento utile a prevenire la diffusione di alcuni tipi di malattie. Il suo funzionamento è piuttosto semplice. Contiene un’agente patogeno che causa la malattia, in quantità tale da scatenare solo una risposta immunitaria del sistema e quindi sviluppare gli anticorpi, ma non la malattia stessa. Il vaccino secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) può essere considerato una delle più grandi conquiste in termini di medicina mai fatta nel corso della storia. Basti pensare che grazie a questa scoperta un grande numero di malattie infettive che nel passato si diffondevano con estrema facilità, sono diventate sempre più rare se non addirittura debellate.

Il primo vaccino fu scoperto da Edward Jenner, che riuscì a sviluppare il rimedio contro il vaiolo. Intuì che i contadini che avevano delle mucche contraevano la forma della stessa malattia ma portata dalle mucche e non dall’uomo. Capì che contraendo questa malattia dagli animali, si sviluppavano degli anticorpi che erano efficaci a contrastare anche la forma di vaiolo che veniva veicolata dagli esseri umani.

Da questo infatti, Pasteur decise di chiamarlo proprio vaccino. Lo stesso Pasteur poi scoprì i vaccini per poliomielite, colera, febbre gialla, difterite; alcune di queste malattie nel tempo sono state debellate, altre invece sono diventate rare o sono quasi scomparse.

Vaccini obbligatori: perché farli

Vaccinarsi è molto importante perché serve a proteggere il proprio organismo da malattie le cui conseguenze possono essere molto dannose per la salute e talvolta anche mortali. Non bisogna però solo considerare questo aspetto della salute puramente personale; vaccinandosi non si protegge solo se stessi, ma anche chi ci sta intorno. Diventando immuni da determinate malattie, non si rischia di contagiare chi per diversi motivi non si è potuto sottoporre alla vaccinazione o chi si è sottoposto ma non ha sviluppato l’immunità. Quindi vaccinarsi non serve solo a salvaguardare la propria salute, ma serve anche a tutelare la salute comune riducendo il diffondersi delle malattie.

Vaccini obbligatori: quali sono i quando farli

Esistono fondamentalmente due tipologie di vaccinazioni: quelle obbligatorie e quelle raccomandate o facoltative.

È comunque consigliato farli tutti per avere una maggiore copertura. Tutti i tipi di vaccinazione da eseguire in età pediatrica sono completamente gratuiti. Le vaccinazioni obbligatorie sono proposte spesso in una forma combinata di più vaccini a cui sottoporre il bambino. Per alcuni di essi non è sufficiente una sola dose, ma è necessario sottoporre il piccolo a più somministrazioni dello stesso, comunemente chiamate richiamo. Le malattie per cui sono previste delle vaccinazioni obbligatorie sono: difterite, pertosse, parotite, poliomielite, rosolia, tetano, epatite B, Haemophilus influenzae di tipo B. Oltre a queste vaccinazioni obbligatorie ce ne sono altre quattro consigliate e totalmente gratuite. Nello specifico si tratta dell’anti-meningococcica B, dell’anti-meningococcica C, dell’anti-pneumococcica e dell’anti-rotavirus.

I vaccini per tutte queste malattie sono raggruppati tra loro in modo da evitare di sottoporsi ad un eccessivo numero di vaccinazioni e rendere più pratico tutto l’iter. Questi vaccini sono raggruppati nella formulazione esavalente composta da: Anti-difterica, Anti-poliomielite, Anti-tetanica, Anti-epatite virale B, Anti-pertosse Anti-Haemophilus o influenza tipo b.

Suddivisa in tre richiami: uno da effettuarsi a circa tre mesi, uno a cinque ed uno tra i dodici e i quindici mesi, con un successivo richiamo a sei anni ed un ultimo richiamo nel periodo dell’adolescenza. Nella formulazione trivalente sono compresi: morbillo, parotite e rosolia o la quadrivalente che copre anche la varicella. In particolare, il vaccino contro la varicella, è obbligatorio per i nati dopo il 2017. La trivalente col tempo lascerà posto alla quadrivalente, che consiste in un primo richiamo a circa quindici mesi ed un secondo a sei anni.

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