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Gastroenterite da rotavirus nei neonati

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Il rotavirus è molto comune nei neonati e nei bambini al di sotto dei 5 anni. Come riconoscerlo e quali sono le cose da fare per prevenirlo?

Un recente studio elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità, con la collaborazione di professionisti del settore operanti nei reparti di epidemiologia e pediatria, ha evidenziato dati assai significativi circa la diffusione delle gastroenteriti provocate da rotavirus. Vengono segnalati, a livello mondiale, circa 25 milioni di visite mediche con oltre 2 milioni di ricoveri. Nei Paesi in via di sviluppo la patologia è da considerarsi un’emergenza sanitaria con oltre 600.000 decessi soprattutto in prima infanzia ed in particolare sotto i due anni di età. Nei Paesi maggiormente sviluppati, invece, la gastroenterite da rotavirus, nonostante l’impatto considerevole, provoca mortalità soltanto in casi sporadici. Rappresenta comunque un problema da valutare attentamente in relazione alle conseguenze economiche indotte causate dai costi direttamente a carico del servizio sanitario.

Rotavirus nei neonati: i sintomi

L’infezione da rotavirus viene definita endemica e da luogo, soltanto in rari casi, a vere e proprie epidemie. Alle nostre latitudini l’incidenza maggiore di diffusione del virus avviene durante la stagione invernale, mentre nei Paesi tropicali è equamente diffusa durante tutto l’anno solare.

Il rotavirus, responsabile della patologia, è un virus che appartiene alla famiglia delle Reoviridae e suddiviso in più siero gruppi di cui, il più pericoloso, è quello segnalato con la lettera A. Il rotavirus si posiziona nell’intestino tenue aggrappandosi alle sue cellule e si replica violentemente producendo una tossina che ne provoca la distruzione. La trasmissione del virus avviene per via oro fecale. Il virus, espulso con le feci, si reintroduce attraverso l’ingerimento di liquidi o cibi contaminati.

Il tempo di incubazione massimo del virus è di 48 ore al termine delle quali compaiono i primi sintomi. In prima istanza si evidenziano vomito e febbre moderata (intorno ai 38 gradi) ed in seconda istanza diarrea e spasmi dolorosi allo stomaco. La diarrea, solitamente acquosa e non maleodorante, ha un decorso variabile da un minimo di tre ad un massimo di otto giorni, ma può durare anche più a lungo soprattutto nei casi più gravi.

La patologia è invadente soprattutto fra i lattanti e nei bambini mentre fra gli adulti il quadro clinico è assai meno rilevante e può presentarsi anche in forma asintomatica. La maggiore persistenza nel tempo dei fenomeni diarroici, infatti, può condurre con maggior frequenza, e quasi esclusivamente fra i soggetti più piccoli, ad una pericolosa complicanza come la disidratazione.

Rotavirus nei neonati: diagnosi e terapia

La diagnosi di infezione da rotavirus può essere effettuata esclusivamente tramite analisi di laboratorio e quando ritenuta strettamente indispensabile. Soltanto attraverso la ricerca degli antigeni specifici del rotavirus nelle feci del paziente è possibile avere una diagnosi certa. La terapia da adottare in caso di infezione non è troppo complessa. In primo luogo il paziente deve essere reidratato abbondantemente attraverso l’assunzione di acqua a piccoli sorsi e a temperatura ambiente (in commercio esistono anche delle soluzioni specifiche che contengono anche sali e minerali). In secondo luogo, va somministrato cibo quando il vomito sia definitivamente cessato.

Per i neonati ancora in fase di allattamento è consigliabile che siano attaccati al seno quando lo richiedano (anche durante la prima fase di reidratazione).

Per i pazienti più grandi non sono necessarie grandi modificazioni alla dieta salvo l’eliminazione di cibi ricchi di zuccheri semplici che possono aggravare la diarrea.

Rotavirus nei neonati: come prevenirlo

L’infezione da rotavirus può essere limitata seguendo delle semplici norme igieniche e di buon senso. La più importante è quella di lavarsi frequentemente le mani prima di ingerire il cibo. A livello medico, invece, l’unica strategia possibile è sottoporsi alla vaccinazione specifica. I vaccini attualmente disponibili sono due. Uno, il Rotarix, prevede due somministrazioni da concludersi entro le 24 settimane di età e l’altro, il Rotateq, che, invece, prevede tre somministrazioni. Il profilo di sicurezza è buono su entrambe le soluzioni. Gli effetti indesiderati più comuni sono irritabilità, febbre e diarrea mentre il consuntivo clinico post vaccinazione è risultato soddisfacente in entrambe le profilassi con una riduzione di incidenza delle gastroenteriti più gravi intorno al 90%.

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