quali sono i maggiori rischi del parto in casa

Nonostante al giorno d’oggi la maggior parte delle donne si rechi normalmente in ospedale per il parto, negli ultimi anni un numero crescente di gestanti ha deciso di restare a casa per partorire, con l’assistenza di un’ostetrica, proprio come ai tempi delle nostre nonne.

Le motivazioni di questa scelta sono dovute principalmente al desiderio di avere accanto i propri cari durante il lieto evento e di vivere il momento del travaglio in un ambiente rilassato e familiare e in maniera del tutto naturale, senza assumere nessun tipo di farmaco. Il parto a casa propria è sicuramente più emozionante di quello in ospedale, ma è necessario che le donne siano consapevoli che potrebbero andare incontro a dei maggiori rischi.

Il dottor Amos Grunebaum, professore di Ostetricia e Ginecologia presso il Weill Cornell Medical College della Cornell University, sostiene che durante un parto casalingo le possibilità che il nascituro muoia sono quattro volte superiori rispetto a quanto avviene durante un parto ospedaliero, poiché nel caso in cui sopraggiungano delle complicazioni, a casa non vi sono mezzi e personale idonei per intervenire in maniera adeguata. Una delle complicanze può essere un’insufficiente respirazione del bambino al momento della nascita, in una circostanza del genere un’equipe sanitaria saprebbe come agire tempestivamente per salvargli la vita, mentre a casa è più difficile che una sola ostetrica possa porre riparo ad un’emergenza di questo tipo, per mancanza di mezzi.

Tra le altre situazioni di rischio c’è il parto podalico, per il quale spesso viene eseguito un taglio cesareo, appunto per evitare che vi siano ulteriori pericolose complicazioni. Il parto cesareo, come si sa, è un intervento chirurgico e pertanto deve essere effettuato necessariamente in ospedale.

Vi sono vari casi per cui è vivamente sconsigliato il parto a casa ovvero: se la partoriente soffre di diabete, di ipertensione arteriosa o di qualsiasi altra patologia cronica, se in precedenza ha avuto un cesareo, se ha vissuto una gravidanza complicata, se il bimbo non è nella posizione corretta per un parto normale e se la gravidanza si è protratta per meno di 37 settimane o per più di 41 settimane. In questi frangenti le possibilità che si verifichino dei problemi durante il parto sono molto alte, per cui è bene affidarsi al personale medico di un ospedale per salvaguardare la salute e il benessere sia della mamma che del neonato.

Scritto da Antonietta Zazzara
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