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Perimenopausa: cos’è, quando avviene e quali sono i sintomi

La perimenopausa è una fase di passaggio che annuncia l'avvento della menopausa. Quali sono i sintomi con cui si manifesta?

La perimenopausa corrisponde al periodo precedente alla menopausa in cui la donna convive con una serie di fastidi (cicli irregolari, ormoni rumorosi a causa delle vampate di calore, sudorazione notturna, sbalzi d’umore, insonnia, aumento di peso e cattivo umore). Il termine perimenopausa significa esattamente tutto ciò che gira attorno alla menopausa, ossia a dodici mesi consecutivi senza ciclo mestruale.

Perimenopausa

Un’espressione relativamente moderna con cui si è finalmente individuato l’arco temporale antecedente alla vera e propria menopausa. Un cammino lento e progressivo quello della perimenopausa. Una fase di grande confusione: si manifesta con irregolarità dei cicli mestruali che tendono a ravvicinarsi (polimenorrea) o a diventare meno frequenti (oligomenorrea). Le mestruazioni possono diventare abbondanti e dolorose, e ci può essere anemia da carenza di ferro. La perimenopausa è un periodo decisamente critico per ogni donna, generalmente della durata di circa 5-7 anni, caratterizzato dai tipici segni dell’invecchiamento ovarico: instabilità dell’attività delle ghiandole endocrine, sempre più ridotta fertilità, modificazioni metaboliche che coinvolgono l’intero organismo (evidenti, per esempio, dall’aumento di peso o del giro-vita).
In questo periodo, anche se le mestruazioni rimangono abbastanza regolari, vi è ancora la possibilità di restare incinta. Ecco perché. Il patrimonio di follicoli impoverito fa ridurre nel plasma i livelli dell’inibina B e rende più alti all’inizio del ciclo quelli ematici di gonadotropine ipofisarie (FSH e LH). Anche i livelli di estrogeni subiscono progressivamente una modifica, fino ad arrivare all’assenza di ovulazione con deficit del progesterone.

Perimenopausa cos’è

La menopausa è il momento in cui cessano le mestruazioni ed il periodo fertile, si producono meno ormoni femminili (estrogeni) e nelle ovaie cessa la maturazione di ovociti in grado di essere fecondati dagli spermatozoi. Questa trasformazione, strettamente legata all’orologio biologico delle donne, avviene in media intorno ai 50 anni, ma è un passaggio che si verifica in maniera graduale.
Questa fase di passaggio e il complesso delle modificazioni all’organismo ed alla psiche che porta con sé è proprio la perimenopausa. Ogni donna è un universo a sé e perciò ci possono essere rilevanti differenze nell’esordio e nella durata delle fasi che caratterizzano la menopausa: il ciclo può cessare improvvisamente o variare in modo graduale, anche nel corso di anni.

Sintomi

Di solito le donne cominciano a notare i primi sintomi di perimenopausa verso i 45 anni, causati principalmente dal naturale calo degli estrogeni, che accompagna la donna dall’età fertile alla menopausa. Tra questi vanno annoverati l’irregolarità mestruale; le vampate di calore causate dalla vasodilatazione, la cui intensità, durata e frequenza possono variare da donna a donna, ma anche da un mese all’altro, accompagnate da sudorazione notturna; l’aumento del peso dovuto alle modificazioni metaboliche ormono-dipendenti che può anche essere considerevole arrivando fino a 10-12 kg; disturbi del sonno; sbalzi d’umore, irritabilità o aumento del rischio di depressione; secchezza vaginale (a prescindere da eventuali terapie specifiche, sempre dietro indicazione medica, possono essere utili dei lubrificanti vaginali o dei reidratanti), calo della libido e disturbi urogenitali, anche in questo caso causati dalla riduzione dei livelli di estrogeni, che possono portare i tessuti vaginali a perdere lubrificazione ed elasticità, rendendo i rapporti sessuali dolorosi. I bassi livelli di estrogeni, inoltre, possono anche rendere più sensibili alle infezioni urinarie o vaginali e la perdita di tono dei tessuti può contribuire all’incontinenza urinaria. La diminuzione degli estrogeni ha anche come effetto collaterale la perdita di sostanza e tono per quanto riguarda pelle, capelli ed unghie. La buona notizia è che con l’arrivo della menopausa la maggior parte delle donne finisce di fare i conti con i fastidiosi sintomi della perimenopausa. Il sonno si normalizza, le vampate di calore e le sudorazioni notturne diminuiscono fino a sparire, gli stati d’animo si stabilizzano.

Differenza tra premenopausa e perimenopausa

Il termine premenopausa è utilizzato di solito per descrivere il periodo che segna i primi cambiamenti nel corpo della donna, comprese le avvisaglie di irregolarità nel ciclo mestruale e l’inizio dei fastidi che annunciano l’avvento della menopausa. La durata media è stimata intorno ai 4 anni, ma si tratta di un dato estremamente variabile. La parola perimenopausa, invece, si riferisce, in genere, al periodo immediatamente precedente alla menopausa (quando si evidenziano le caratteristiche endocrinologiche, biologiche e cliniche dell’approssimarsi della menopausa) fino al primo anno dopo.

Oltre alla terapia ormonale sostitutiva, per contrastare i disturbi della perimenopausa è possibile utilizzare dei nutraceutici specifici, ossia degli integratori alimentari realizzati con le tecnologie proprie delle aziende farmaceutiche. Sono composti da nutrienti che hanno comprovate capacità di prevenzione o contrasto di alcuni disturbi e o patologie. Sono in grado rendere rapidamente disponibili la o le sostanze temporaneamente o stabilmente carenti nell’organismo. Nel caso della perimenopausa, ad esempio, un buon nutraceutico deve contenere fitoestrogeni per ridurre i disturbi vasomotori (come ad esempio gli isoflavoni di soia fermentati con equolo e trifoglio rosso); Antiossidanti per contrastare l’aumento di peso e tenere sotto controllo il colesterolo (tra i più conosciuti ci sono quercetina e resveratrolo); Vitamine per integrare quelle mancanti (in particolare D e K per migliorare il tono muscolare e osseo e ridurre i crampi) ed altre sostanze come la passiflora e la melatonina per tenere a bada insonnia e sbalzi d’umore.

Scritto da Stefania Maffeo
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