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Hikikomori: ragazzi chiusi in un mondo digitale

Hikikomori

Hikikomori: così si chiama chi sceglie di isolarsi dalla società, rinchiudendosi in casa. Scopriamo perché è un fenomeno sempre più diffuso

Hikikomori è il nome di una condizione psicologica che caratterizza chi sceglie di isolarsi dalla società, rinchiudendosi tra le pareti della propria casa. Si tratta di un fenomeno particolarmente diffuso in Giappone, al punto che rischia di diventare una minaccia economica e sociale per il paese.

Hikikomori, una forma di fobia sociale?

Hayashi Kyoko ha iniziato a isolarsi dal mondo esterno il primo giorno di scuola, quando la preside del suo liceo ha iniziato a parlare degli esami di ammissione all’università. “La divertente vita liceale che sognavo da anni si era trasformata in un periodo di preparazione agli esami”, ha raccontato la ragazza giapponese alla rivista online Nippon.com. “È stato uno shock enorme, mi ero resa conto che questo sistema educativo rigido non faceva per me. Ho iniziato a sentirmi male anche fisicamente pensando alla scuola, così ho smesso di frequentarla”. Crescendo, Kyoko ha iniziato a lavorare part-time e, di fronte alle pressioni della madre, ha detto di “aver raggiunto il limite” e di non essere più in condizione di uscire di casa o interagire con altre persone.

Kyoko, però, non è sola: è diventata uno dei mezzo milione di Hikikomori, un termine giapponese che si riferisce a persone che decidono di chiudersi in casa per evitare i contatti sociali.

Questa condizione è stata individuata per la prima volta negli anni ’90 in Giappone, ma ormai si sta diffondendo gradualmente in tutto il mondo.

Il governo giapponese definisce ufficialmente Hikikomori coloro che non hanno lasciato le loro case o interagito con altri individui per almeno sei mesi, e che non manifestano interesse per lo studio o il lavoro. I fattori che possono portare una persona a vivere in questa situazione di isolamento sociale sono molteplici: spesso chi arriva a questo punto ha già delle difficoltà nel relazionarsi con gli altri, oppure può essere vittima di bullismo. Tra gli adolescenti, poi – che rappresentano la fascia d’età più interessata da questa condizione – subentrano sentimenti come la sensazione di non sentirsi all’altezza degli altri, la paura del giudizio altrui e altri elementi di fragilità.

Rifugiarsi nel mondo digitale

Ad ogni modo, la condizione di Hikikomori può manifestarsi in diverse forme: alcune persone non hanno nemmeno la forza necessaria per alzarsi dal divano e andare in bagno, altre invece soffrono di disturbi ossessivi compulsivi e passano ore a farsi la doccia o strofinare le piastrelle del bagno.

Un elemento che, però accomuna moltissimi Hikikomori è la ricerca di un mezzo per evadere dalla realtà – vale a dire Internet.

Sono tanti, infatti, i ragazzi che si chiudono nella loro camera rifugiandosi davanti allo schermo del computer, proprio come conseguenza del rifiuto di qualsiasi tipo di interazione reale. Internet, i videogiochi o i social media diventano l’unico mezzo con cui sono in grado di intrattenere dei rapporti – anche se di natura virtuale: online possono infatti costruirsi una realtà parallela, che riescono a gestire tranquillamente dalla loro stanza – e in cui possono trovare un’opportunità per riscattarsi.

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