Come insegnare ai bambini a camminare sulla spiaggia: i consigli

L'idea di vedere il proprio figlio fare i primi passi al mare è sicuramente una bella immagine, ma ci sono alcuni consigli per insegnare ai bambini a camminare sulla spiaggia in sicurezza.

Durante l’estate, la meta prescelta degli italiani è il mare, il quale è preferito dal 60% della popolazione della nostra penisola. Tuttavia, per coloro che hanno dei bambini piccoli può essere difficile farli abituare a questo ambiente, soprattutto se sono nella fase in cui stanno iniziando a camminare da soli.

Nel caso in cui si voglia aiutare il bambino a familiarizzare con questa nuova situazione, elenchiamo alcuni consigli per insegnare ai bambini a camminare sulla spiaggia.

Come insegnare ai bambini a camminare sulla spiaggia

Prima di tutto è importante chiarire che la fase in cui si impara a camminare si sviluppa a circa 12 mesi, ma si può attendere sino ai 18 mesi per il suo completamento. Naturalmente vi sono anche delle eccezioni come bambini che precocemente iniziano a camminare, addirittura dai 9 mesi.

In ogni caso, questo è un fattore psicologico e caratteriale e la tempistica dell’apprendimento dipende dal singolo individuo. I genitori, perciò, non potranno far variare questi elementi.

Uno degli errori più comuni e diffusi è proprio quello di forzare e quasi obbligare i figli a camminare, ma è scorretto. La sicurezza è fondamentale per il pargolo. Dopo un primo periodo iniziale, in cui esploreranno e sosterranno i primi passi, il movimento diverrà naturale, anche lentamente, ma in quasi completa autonomia.

Questo gesto non può essere precluso da fattori esterni particolarmente negativi, in quanto si tratta di una spinta biologica che non può non essere notata.

Familiarizzare con l’ambiente: i primi step

Sicuramente la spiaggia è uno dei luoghi migliori per i bambini che devono abituarsi a camminare. Questo tipo di ambiente sviluppa le prime capacità motorie, proprio come una ginnastica. Infatti la superficie morbida, ma a tratti irregolare, può facilitare la scoperta.

È bene ricordare che i bambini dovranno essere portati in spiaggia nelle ore più fresche, in modo tale che la sabbia non scotti la pelle dei loro piedi delicati. È anche necessario tenere in considerazione che questo nuovo ambiente potrebbe disorientarli le prime volte, in quanto si tratta di un luogo sconosciuto.

Inoltre, il contatto con la sabbia potrebbe creare inizialmente una sensazione di fastidio, malessere o prurito. Per questa motivazione, sarà opportuno bagnare leggermente i piedini, asciugarli adeguatamente e riprovare a far camminare il bambino. Sicuramente, è più semplice la camminata sulla battigia, poiché caratterizzata da sabbia solida e bagnata. Naturalmente, la caduta, nel caso in cui avvenga, sarà fastidiosa, ma convincerà i bambini a non mollare. Un ulteriore consiglio potrebbe essere quello di effettuare brevi camminate con numerose pause, in modo da non stancare il bambino, trasmettendo in lui quasi una sensazione di gioco e divertimento.

Camminare sulla spiaggia: aiuti e consigli

Un consiglio è quello di portarsi un pallone di dimensioni ridotte e adatto ai più piccoli. Rotolando, il piccolo tenterà di seguirlo e ne sarà invogliato, evitando di pensare alla fatica iniziale di questo movimento. Correre dietro a una palla è decisamente molto meglio della semplice camminata, perché viene visto come un diletto. Per creare più attrito e maggiore stabilità, è consigliabile che il bambino cammini a piedi nudi, quindi scalzo e privo di qualsiasi tipologia di scarpina, che potrebbe provocare agitazione oppure seccatura per la sabbia tra i lacci del sandalo.

Tuttavia, sulla spiaggia potrebbero esserci parti pericolose o detriti in cui potrebbero imbattersi. L’attenzione e la vigilanza dei genitori deve essere perennemente costante, in modo da evitare spiacevoli inconvenienti come l’ingerimento di materiali dannosi, tagli oppure piccole infezioni. Poco per volta imparerà anche il bambino, come abbiamo fatto tutti. Tuttavia, è rilevante non lasciarsi scoraggiare da queste situazioni, soprattutto se sono presenti pianti disperati o cadute. Inoltre, il piccolo va premiato. Per esempio, il bambino potrebbe essere gratificato e ricompensato da un bacio dei genitori, dal regalo di un peluche oppure da un dolcetto.

Scritto da Redazione Online
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