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Cause salivazione eccessiva in gravidanza

cos'è lo ptialismo o la scialorrea gravidica

Uno dei sintomi caratteristici della gravidanza è l’aumento delle salivazione, non si manifesta in tutte le gestanti, ma è più frequente in quelle che soffrono di nausea. L’ipersalivazione può essere un problema molto fastidioso, specie se è accompagnato da difficoltà di deglutizione e da un leggero rigonfiamento della lingua e delle guance, a volte anche doloroso, dovuto all’ingrossamento delle ghiandole salivari. Tale condizione viene chiamata tecnicamente ptialismo o scialorrea gravidica e si manifesta soprattutto durante i primi tre mesi di gestazione per poi scomparire nei mesi successivi, ma ci sono casi in cui perdura fino al parto.

Le cause dell’insorgere dello ptialismo sono di natura ormonale, è provocato dal fisiologico innalzamento del progesterone, che può causare un malfunzionamento della valvola che separa l’esofago dallo stomaco, dando origine ad episodi di reflusso gastroesofageo e alla forte stimolazione della produzione della saliva.

Per placare la salivazione eccessiva può essere utile adottare alcuni accorgimenti, come succhiare una fetta di limone o un cubetto di ghiaccio più volte durante la giornata e non rimanere a digiuno per molte ore, ma fare dei piccoli spuntini con biscotti secchi, cracker o qualche fetta biscottata. Anche masticare delle mentine o delle gomme può essere una strategia efficace per ridurre gli effetti della scialorrea, così come evitare il consumo di latticini e di alimenti a base di amido e mangiare molta frutta.

Se il problema diventa davvero invalidante e interferisce con la vostra serenità e con la vostra vita sociale, è opportuno consultare qualche esperto di omeopatia che possa suggerirvi il rimedio naturale più adeguato al caso vostro, oppure potete provare a seguire un programma di riflessologia o di chiropratica che, secondo il parere di molti studiosi, possono apportare diversi benefici e promuovere il corretto funzionamento delle ghiandole salivari.

Nei casi più gravi si può ricorrere all’uso della Biochetasi, un farmaco che contiene potassio citrato e sodio citrato, ma deve essere assunto solo dopo aver consultato il medico e sotto il suo controllo.

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