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Come aiutare il bambino che non parla: consigli

Bambini non parlano rimedi

I bambini utilizzano diversi metodi per comunicare e non bisogna preoccuparsi se il bambino non parla: alcuni rimedi per stimolare la comunicazione.

Vedere i bambini che già dai primi mesi non parlano, crea sempre molta preoccupazione nei genitori, che si chiedono come possano aiutarli.

Bambino che non parla: dai 9 mesi ai 6 anni

I bambini utilizzano diversi metodi per comunicare, ad esempio usando il pianto quando sono neonati e con i gesti più tardi. Le prime parole compaiono generalmente tra i 9 e i 13 mesi, mentre a 18 mesi si ha una vera e propria esplosione del linguaggio, arricchendo il loro vocabolario sempre di più.

Tra i 2 e i 3 anni i bambini subiscono una vera e propria accelerazione nel linguaggio e riescono a pronunciare le prime frasi. Dai 3 anni in poi la struttura del loro linguaggio diviene sempre più articolata fino a diventare praticamente uguale a quella degli adulti intorno ai 6 anni.

I bambini, però, non sono tutti uguali, per questo può capitare che qualcuno impiega un po’ più di tempo a parlare e non bisogna preoccuparsi troppo, perché nella maggior parte dei casi si tratta di semplice pigrizia.

Bambino che non parla: come aiutarlo

Quando i bambini non parlano, è possibile aiutarli. Se il piccolo non ha alcun problema di ritardo cognitivo e non ha subito nessun danno neurologico ma semplicemente fa fatica a parlare o non parla per niente nonostante abbia superato i 3 anni, è possibile trovare delle soluzioni. La prima cosa da fare, ma questo vale per tutte le età è quella di parlarci molto. Comunicare con loro, infatti, è fondamentale, non solo per stabilire un solido rapporto, ma anche per aiutare lo sviluppo delle capacità linguistiche. Ogni occasione è buona per comunicare con loro, perciò, se non siete dei grandi chiacchieroni, è importante sforzarsi.

Leggere racconti e favole

Molti logopedisti consigliano di leggere loro racconti e favolette, cercando di coinvolgerli il più possibile nella lettura.

Utilizzando un libro di favole illustrato, ad esempio, potete fargli delle domande sui nomi dei personaggi o potete chiedergli di dirvi il nome di determinati oggetti e illustrazioni presenti sul libro. Se volete migliorare la vostra abilità nel raccontare delle storie, potete informarvi sulla presenza di asili nido nella vostra città, ludoteche o librerie che organizzano incontri di lettura collettiva di favole o che organizzano corsi ad hoc per genitori.

Oltre alle favole, anche le filastrocche e le ninna nanna sono molto importante per i bambini, poiché contengono delle rime o assonanze. Per i bambini, infatti, è più semplice ricordare delle parole se fanno rima con altre. Un’altra cosa molto importante da fare è quella di portare spesso il bambino a fare delle lunghe passeggiate.

Gli stimoli ambientali sono fondamentali per il corretto sviluppo di quest’abilità. Inoltre, se portate con voi i vostri piccoli in un luogo pubblico, staranno a contatto anche con altri bambini o persone e saranno più stimolati a comunicare.

Parlare in modo chiaro e cantare insieme

Quando parlate con loro cercate di utilizzare sempre un linguaggio chiaro e comprensibile. Non utilizzare parole inventate, ma solo parole reali e sforzandovi di indicare ogni cosa con il proprio nome corretto. Inoltre, quando comunicate con loro guardateli sempre negli occhi, poiché il contatto visivo è molto importante, cercando di non avere interferenze mentre lo fate, quindi niente TV accesa, radio ad alto volume o altri apparecchi elettronici in funzione.

Per stimolare il linguaggio del bambino in maniera divertente e giocosa, potete cantare insieme. Le canzoni permettono al bambino di rimanere attivo e di poter fare un’attività insieme ai propri genitori.

Le canzoni più adatte a questo scopo sono quelle per bambini, ma non solo, potete provare anche con qualcosa di pop o rock!

Bambino che non parla: errori da non commettere

Insegnate ai vostri bambini ad utilizzare le parole perché gli servono. Se vuole qualcosa o lo fa indicandolo, ignoratelo e prendeteglielo solo quando utilizzerà la parola corretta dell’oggetto.

Infine, un errore da non commettere, è quello di correggerlo sempre. Anche se può sembrare la strategia giusta, questo non farà altro che farlo sentire incapace.

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