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Vaccino trivalente per la rosolia: controindicazioni

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Il vaccino trivalente previene malattie come la rosolia, il morbillo e la parotite. Quando è giusto somministrarlo e a quali soggetti?

Il vaccino contro la rosolia è una tipologia medicinale disponibile solo in forma trivalente e non monovalente. Ciò vuol dire che tale prodotto ha un potere di prevenzione verso tre diverse malattie, per l’appunto la rosolia, la parotite ed il morbillo. Questo vaccino di immunizzazione è anche detto vaccino MPR (sigla che deriva dalle iniziali delle malattie dalle quali protegge). Questo antidoto può essere somministrato in contemporanea con altri vaccini.

Vaccino trivalente: somministrazione

Per quanto riguarda gli elementi costitutivi, esso è formato da virus attenuati (ovvero resi innocui) di tutte e tre le patologie ed è per questo detto trivalente. In quanto a somministrazione del vaccino la modalità è unica, cioè l’iniezione per via sottocutanea. Per neonati fino a 12 mesi la puntura viene effettuata in prossimità della coscia, mentre per gli individui più grandi solitamente sulla spalla. Questo vaccino viene di norma iniettato in due momenti ed in due dosi diverse. Una dopo i 12 e non oltre i 15 mesi di età del bimbo e l’altra nell’arco di tempo compreso fra i 5 ed i 6 anni.

In alcuni casi eccezionali però, per esempio quando un neonato ha appena contratto la malattia oppure sta a contatto con persone malate, la somministrazione si può anticipare prima dei 12 mesi.

Anche in questo caso però il procedimento riguardante le due successive dosi viene effettuato ugualmente durante i periodi sopra citati. In altri casi particolari, ove c’è bisogno di una protezione ulteriore immediata, la seconda somministrazione può avvenire trascorsi 28 giorni dalla prima.

Vaccino trivalente: a chi somministrarlo

Le persone a cui somministrare il vaccino vengono divise in due categorie: i nuovi nati ed i non vaccinati. Per i primi è appunto previsto il trattamento con doppia dose spiegato in precedenza, mentre per i non vaccinati che non hanno mai contratto la malattia, l’assunzione del prodotto entro le 72 ore dal contatto con malati può prevenire lo sviluppo della patologia. Ci sono però anche persone alle quali non deve essere assolutamente iniettato ed altre che devono fare particolare attenzione a quando essere vaccinate. Chi ha reagito alla prima dose di questo medicinale, oppure ai suoi costituenti (solitamente gelatina e neomicina), con grave intolleranza allergica non può essere vaccinato.

Anche coloro che soffrono di gravi alterazioni congenite del sistema immunitario non devono essere vaccinati.

In diversi casi è necessario informare il medico vaccinatore affinché non sorgano gravi problemi. Tra questi casi: quando il paziente si sta curando da una qualsiasi tipologia di tumore, quando egli ha ricevuto trasfusioni di sangue o terapie a base di immunogloboline ed anche quando è stato sottoposto ad un altro vaccino nell’arco dell’ultimo mese. Per le donne che sono in stato di gravidanza si consiglia l’attesa dopo l’assunzione del vaccino di almeno un mese prima del concepimento; evidentemente ciò vale per una gravidanza programmata.

Vaccino trivalente: controindicazioni

Nell’80% dei casi questa operazione di prevenzione si supera senza la contrazione di effetti collaterali nè particolari reazioni. Gli effetti lievi più frequenti sono febbre, comparsa di puntini rossi sul corpo del vaccinato e viso e\o collo gonfi. Anche dolori ed infiammazioni alle articolazioni possono essere un effetto post-vaccino MPR.

Il resto degli effetti rientra nella categoria di effetti collaterali rari e molto rari e comprende principalmente convulsioni febbrili e diminuzione del numero delle piastrine. È molto importante ricordare che molti studi negano qualunque collegamento non solo di questo, ma di qualunque vaccino allo sviluppo dell’autismo.

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