Parto cesareo programmato: come funziona e miti da sfatare

Il parto cesareo programmato preoccupa sempre le mamme che non sanno cosa aspettarsi prima e dopo: ecco i pro e contro e miti da sfatare.

Quando a una futura mamma viene prospettata la possibilità di un parto cesareo programmato, è molto probabile che al momento non riesca a porre al ginecologo quella miriade di domande che sorgeranno una volta a casa. Ecco quindi una breve guida per rispondere ai dubbi più comuni su come funziona il parto cesareo, pro e contro e miti da sfatare.

Parto cesareo programmato: come funziona

Il parto cesareo programmato o elettivo viene proposto dal ginecologo quando insorgono o esistono delle condizioni che potrebbero mettere a rischio la salute della mamma o del nascituro ed è quindi ritenuto più sicuro del parto naturale per via vaginale. Sebbene in Italia sia un procedimento molto impiegato (nel 2008, circa il 38% delle nascite è avvenuta con taglio cesareo), non è da considerarsi come un’alternativa al parto naturale.

Le motivazioni che portano alla scelta di un parto cesareo programmato sono di natura ostetrica (per esempio, il feto è in posizione podalica), oppure a causa di patologie materne o del feto. Il ginecologo proporrà quindi di programmare il parto cesareo verso la fine della gestazione, intorno alla 38° settimana di gravidanza: cioè quando il bambino sarà pronto per nascere.

Come viene effettuato il parto cesareo

Ogni ospedale ha le sue procedure e molte strutture hanno dovuto adottare misure anti-Covid che hanno limitato la presenza del papà o di un accompagnatore di fiducia in sala parto.

Tuttavia, è possibile delineare a grande linee il normale svolgimento di un parto cesareo programmato. Innanzitutto il ricovero della mamma avviene prima e dovrà essere a digiuno dalle 00.00 del giorno precedente all’intervento.

Prima di eseguire il parto cesareo, verranno eseguite le normali visite di routine, quali visita ostetrica, visita anestesiologica, esami del sangue ed elettrocardiogramma. Una volta in sala parto verrà praticata l’anestesia, che può essere di diversi tipi: epidurale, spinale o, in alcuni casi, generale.

Si procede quindi all’incisione dell’addome e dell’utero e si passa, infine, alla fase di estrazione vera e propria, che dura circa 5-10 minuti. L’intervento chirurgico dura in totale dai 30 ai 45 minuti.

Parto esareo programmato: il metodo Stark

Negli ultimi anni, la tecnica chirurgica conosciuta come “metodo Stark” o “metodo Misgav Ladach” è sempre più praticata nelle sale parto, poiché considerata meno invasiva del taglio cesareo tradizionale.

Presentata nel 1994 da Michael Stark, chirurgo e ginecologo israeliano, la tecnica prevede un taglio meno importante dell’addome (circa 2 cm), che avrebbe come conseguenza meno dolore per la mamma e una ripresa più veloce. In particolare, non vengono incise le fasce addominali, ma spostate con le mani, in modo che possano tornare naturalmente alla loro posizione originale.

Il parto cesareo programmato: le informazioni utili

Chi ha praticato un parto cesareo comincerà a sentire i primi veri dolori a partire dal giorno successivo. Una volta svaniti gli effetti degli anestetici, la mamma vivrà le normali condizioni post operatorie: oltre al dolore della ferita, potrà avere nausea, vomito e senso di malessere generale. Per sentirsi in forma, la neomamma dovrà aspettare almeno 7 – 10 gg, ma è pur vero che i tempi di guarigione sono estremamente soggettivi.

Una delle principali preoccupazioni di chi dovrà affrontare un parto cesareo programmato è proprio quello di non essere nelle condizioni fisiche di prendersi cura di un neonato. Tuttavia, un parto cesareo non ostacola né l’allattamento, né le capacità di curare il neonato nei primi giorni di vita. Il post-partum è però in tutti i casi una fase molto delicata per la neomamma ed è importante che ci sia supporto e sostegno da parte della famiglia, dei medici e dello staff ospedaliero.

Pro e contro del parto cesareo programmato

Per concludere la nostra breve guida, ecco un riassunto dei pro e dei contro del parto cesareo programmato, ricordando ancora una volta che non si tratta di un’opzione, ma di una strada scelta per valide motivazioni mediche.

I pro:

  • Si può conoscere con precisione la data di nascita del bambino, con relativa organizzazione logistica della famiglia.
  • Il parto dura relativamente poco e l’intervento è indolore.
  • Se il ginecologo lavora nell’ospedale dove si partorisce, sarà lui stesso a eseguire l’intervento con la certezza di essere seguite dall’inizio alla fine da una persona di fiducia.

I contro:

  • Dolori e sintomi post-operatori, che possono durare anche diversi giorni.
  • Rimarrà una cicatrice sull’addome, con il rischio che si formino delle aderenze.
  • Potrebbe essere più difficile eliminare la “pancetta”
Scritto da Elisa Baroncelli
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