L’inserimento alla scuola dell’infanzia: i consigli

Per i bambini che non hanno frequentato l'asilo nido, la scuola dell'infanzia rappresenta il primo step: come affrontare l'inserimento?

L’inserimento alla scuola dell’infanzia rappresenta un importante passo nella vita dei bambini verso l’autonomia e la socializzazione. Soprattutto per chi fino ai tre anni è stato accudito solo dalla mamma oppure dalla baby-sitter, ma sempre e comunque all’interno delle confortevoli mura domestiche, il cambio di abitudini è evidente.

Come affrontare l’inserimento alla scuola dell’infanzia? Ecco i consigli degli esperti.

Inserimento alla scuola dell’infanzia

In Italia, la scuola dell’infanzia rappresenta un percorso pre-scolastico rivolto ai bambini dai tre ai sei anni d’età. Insomma, si tratta di quello che i genitori di una volta chiamavano asilo e che ora invece si schiama scuola dell’infanzia o scuola materna. Rappresenta, per i bambini che non hanno frequentato l’asilo nido, la prima esperienza a contatto con altri bambini al di fuori di casa.

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È uno spazio dove i bambini fanno nuove conoscenze ed esperienze, ma che a volte crea un senso di inquietudine, ansia e paura. Cosa si nasconde di fronte al rifiuto, ai pianti e ai capricci dei bambini? Perché il distacco dai genitori è così difficile? Scopriamo insieme i pareri e i consigli degli esperti.

Fiducia nel bambino

Le mamme che affrontano il distacco dal proprio bambino si pongono moltissime domande sulle capacità del piccolo di integrarsi, farsi capire, abituarsi al nuovo ambiente.

Per vivere serenamente questa fase molto delicata, risulta molto importante avere fiducia nelle capacità del bambino, anche quando può risultare fragile e indifeso. Per i bambini che hanno già frequentato il nido, la principale preoccupazione di mamma e papà riguarda sicuramente il cambio di scuola e di compagni. Al nido, infatti, il processo di scolarizzazione che impone regole da rispettare è stato già completato e quindi i bambini hanno imparato a riconoscere l’autorità degli educatori.

Ascoltare, ascoltare sempre

Il dialogo tra genitori e figli è una componente molto importante del rapporto, a qualsiasi età. Anche quando i bambini sono molto piccoli è fondamentale ascoltarli e mostrarsi entusiasti dei racconti.

Incoraggiarli con il sorriso

Un piccolo vecchio trucco per un ottimo inserimento alla scuola dell’infanzia, che vale per tutti i bimbi, è quello di incoraggiarli, sempre con il sorriso stampato in viso, che per i figli rappresenta sempre una grande sicurezza.

Evitare i paragoni

Non c’è cosa più sbagliata che paragonare il bambino ai fratelli e sorelle, oppure ad altri bambini. Ognuno, infatti, ha un carattere a sé e percorrerà a modo suo il cammino della vita. L’ingresso alla scuola materna, poi, è un’esperienza nuova e forte, sia da un punto di vista emotivo che relazionale e quindi è opportuno non dare nulla per scontato ma essere pronti ad affrontare eventuali problemi senza ansie. C’è, per esempio, chi farà subito amicizia con gli altri bimbi, mentre qualcun altro impiegherà più tempo, ma non bisogna preoccuparsi e soprattutto bisogna lasciare il piccolo libero di agire.

Comunicare le emozioni

Per favorire l’inserimento a scuola del bambino è fondamentale che il genitore lo aiuti a comunicare i suoi sentimenti. Solo in questo modo, infatti, gli adulti capiranno davvero le sue opinioni e impareranno a riconoscere i suoi gusti.

Il pianto è normale

Il pianto è una reazione perfettamente normale, in quanto il piccolo si trova di fronte a una novità alla quale deve adattarsi. Se comincia a piangere, il genitore non deve scappare, ma guardarlo negli occhi e rassicurarlo sul fatto che tornerà a un determinato orario a prenderlo.

Se non smette di piangere, però, dopo saluti e coccole, bisogna farsi forza e andare via.Piano piano il piccolo apprezzerà la nuova scuola e i pianti saranno solo dei brutti ricordi.

I tempi dell’inserimento

In genere, il primo giorno di inserimento l’adulto si ferma per un paio d’ore a giocare e osservare il nuovo ambiente insieme al bambino. Il secondo giorno l’adulto che lo accompagna saluta il bambino e gli dice che tornerà molto presto. Niente bugie a fin di bene, né tantomeno bisogna scappare appena il piccolo si distrae, ma meglio salutarlo spiegando la situazione. Il terzo giorno il tempo si allunga ed è necessario essere decisi nell’andar via.

No alla mamma chioccia

Non sempre è possibile proteggere i propri figli e per questo motivo è utile dare loro la possibilità di sbagliare e imparare dai propri errori.

Scritto da Francesca Belcastro
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