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Disturbi del linguaggio: come riconoscerli

Disturbi del linguaggio: come riconoscerli

Il linguaggio di solito è un processo che viene acquisito nei primi anni di vita, tra il primo mese ed i 3 anni.

Generalmente, intorno ai ventiquattro mesi, un bambino vanta un lessico di circa 100 parole con le quali inizia a formare le prime frasi che diverranno man mano sempre più articolate.

L’età di 3 anni rappresenta la fase in cui si può iniziare a valutare se un bambino è affetto da un probabile disturbo del linguaggio, oppure è un semplice “parlatore tardivo”.
I disturbi del linguaggio sono un gruppo eterogeneo di disfunzioni che riguardano le abilità linguistiche e che si possono suddividere in due grandi categorie:

  • disturbi primari o disturbi specifici di linguaggio (DSL), caratterizzati dall’assenza di problemi cognitivi, relazionali, neuromotori e sensoriali.
  • disturbi secondari del linguaggio dovuti alla presenza di condizioni patologiche quali problemi uditivi, epilessie, ritardi mentali più o meno gravi.

Che cos’è il DSL?

Il disturbo specifico del linguaggio rappresenta un insieme di disagi che compromettono l‘abilità linguistica del bambino. É frequente nel 5/7% dei casi in età prescolare, tendendo a ridursi nel tempo in età scolare raggiungendo circa l’1/2% ed è considerato un disturbo transitorio dello sviluppo a prognosi favorevole.

Come riconoscerlo

Il DSL si manifesta con continue difficoltà nell’acquisizione e nell’impiego delle differenti modalità di linguaggio (orale,scritto o gestuale) come:

  • complicazioni nel comprendere parole e costrutti sintattici complessi;
  • scarsi risultati nel memorizzare parole (e quindi ad ampliare il vocabolario a disposizione) rispetto ai bambini della stessa età;
  • assenza della lallazione;
  • ritardo della combinazione gesto-parola:deittici (9 mesi), sono ad esempio dare, mostrare, indicare; referenziali (12-14 mesi) come ad esempio il gesto del ciao, telefonare ecc.
  • lentezza nella comprensione di istruzioni date al bambino non troppo contestualizzate;
  • evidente disordine fonologico nel linguaggio.

Diverse sono le teorie riguardanti le cause di questo fenomeno:

  • fattori genetici: è frequente,infatti, che ci siano più casi di DSL nella storia familiare;
  • ritardo maturativo di specifici sistemi neuronali.

Trattamento

Nei trattamenti riabilitativi consigliati in casi di disturbi del linguaggio di solito è coinvolta un’equipe multidisciplinare che è comunemente costituita da un neuropsichiatra infantile, da uno psicologo e da un logopedista.

Per di più, le ultime ricerche confermano l’efficienza degli interventi di recupero erogati a livello scolastico e domestico (programmi di Parent Training che descrivono al genitore la migliore attitudine per stimolare l’apprendimento del bambino).
Generalmente si prevedono terapie diverse in cui il bambino tende a migliorare:

  • il controllo nell’articolazione dei fonemi per produrli correttamente (training motorio);
  • la percezione dei suoni,dunque memorizzandoli ed elaborandoli (training percettivo);
  • la padronanza nell’utilizzo corretto dei suoni, comprendendo quindi che un uso errato di questi può cambiare il significato delle parole (training cognitivo linguistico).

É sempre consigliata una valutazione specialistica per distinguere nell’acquisizione del linguaggio una situazione tipica (come ad esempio la semplificazione di ”nana” per ”banana”) da una atipica. Inoltre,bisogna tenere a mente che il ritardo del linguaggio (Late Talker) e Disturbo Specifico del Linguaggio non sono due situazioni analoghe, in quanto si riferiscono a due condizioni cliniche differenti.

Infatti,in molti casi il ritardo del linguaggio si risolve in modo spontaneo senza necessità di un intervento diretto. Tuttavia, in caso di dubbi è importante rivolgersi al pediatra che può correttamente indirizzare al medico specialista di riferimento. Il disturbo del linguaggio va affrontato per evitare che il bambino vada incontro ad un’altra disabilità evolutiva, come la “Dislessia” e la “Disortografia” che ostacolano la correttezza e la rapidità nella lettura e nella scrittura.

© Riproduzione riservata

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