Notizie.it logo

Come curare il virus del mollusco contagioso nei bambini

mollusco contagioso

Ecco cosa comporta il mollusco contagioso nei bambini e quali sono le terapie più adatte

Quando si parla di mollusco contagioso, si fa riferimento a un’infezione virale estremamente contagiosa che colpisce la pelle e le mucose. L’infezione in questione è provocata da un pox-virus. L’infezione si manifesta con una malattia benigna della pelle, caratterizzata da piccole lesioni, che si presentano come escrescenze e che possono comparire in qualsiasi zona del corpo. Il contagio avviene tramite il contatto della cute infetta e, negli adulti, le zone più colpite risultano cosce, inguine, basso ventre, natiche e, in qualche caso, genitali esterni ed area anale.

Mollusco contagioso

Il mollusco contagioso può colpire sia gli adulti, sia i bambini. Se per gli adulti le zone maggiormente colpite sono quelle che abbiamo elencato nell’introduzione, la aree a rischio dei bambini risultano soprattutto gambe, braccia, viso e tronco, fermo restando che anche qualsiasi altra parte del corpo può essere interessata dall’infezione. Pur non comportando rischi per la salute, l’infezione può rivelarsi fastidiosa.

Nel caso dei bambini e dei ragazzi poi, essa può creare disagi psicologici, in quanto provoca timore di essere presi in giro, a causa delle lesioni visibili, nel contesto scolastico e sportivo.

Mollusco contagioso bambini

Sebbene chiunque possa venire colpito, i bambini di età compresa tra uno e quattro anni risultano maggiormente a rischio. Li accompagnano i pazienti affetti da dermatite atopica e quelli con sistema immunitario indebolito. Il virus che causa il mollusco contagioso può essere trasmesso in due modi. Il primo è il contatto diretto con la pelle di un soggetto affetto. Il secondo risulta invece il contatto indiretto con qualsiasi oggetto contaminato: rientrano in questa categoria abbigliamento, asciugamani, giocattoli, spugne, biancheria, corredo da piscina. Non esistono invece prove, ma solo sospetti, che ambienti caldi e umidi, come ad esempio il bagno turco, possano favorire il contagio. Si riscontra invece l’esistenza dell’autocontagio, che avviene toccando o graffiando dapprima una lesione e successivamente una parte diversa del corpo.

In questo modo il virus si diffonde anche nelle aree toccate.

Uno dei principali veicoli dell’autocontagio risulta essere il rasoio. Inoltre, negli adulti, il mollusco contagioso può essere trasmesso per via sessuale, sebbene questo non sia l’unico modo in cui si resta contagiati. Anche se non esistono ancora certezze assolute in merito, i ricercatori suggeriscono che un soggetto rimanga contagioso fino a quando il virus non viene completamente eliminato.

Il periodo di incubazione del virus risulta estremamente variabile. Esso infatti può spaziare da un minimo di una settimana fino a un massimo di sei mesi, ma in genere si attesta tra i due e i tre mesi. Le lesioni che caratterizzano l’infezione vengono chiamate molluschi, e il loro aspetto è quello di piccole papule in rilievo e con una piccola fossetta al centro. Il loro colore può essere bianco, rosa o color carne.

Le papule in questione normalmente si presentano lisce al tatto e parlate alla vista. Le lesioni, che appaiono come piccoli rigonfiamenti, potrebbero anche ingrandirsi con il passare delle settimane.

Le papule possono causare gonfiore, prurito, bruciore, fastidio e rossore e le loro dimensioni variano due due fino a cinque mm di diametro. Se particolarmente grosse o infiammate, le papule potrebbero lasciare cicatrici.

Mollusco contagioso terapia

Il mollusco contagioso, in genere, dovrebbe risolversi spontaneamente in un lasso di tempo compreso tra i sei mesi e l’anno, senza lasciare cicatrici. In alcuni casi particolari, tuttavia, l’infezione potrebbe persistere persino per quattro anni. Sebbene a seguito della guarigione nell’organismo non rimangano tracce del virus, la malattie non conferisce immunità, e non esistono dunque garanzie di non contrarla una seconda volta. Per quanto riguarda le terapie, nessuna risulta indispensabile, poiché si tratta di una malattia autolimitante. In genere, tuttavia, si procede con qualche cura proprio a causa della natura contagiosa delle papule, del fastidio e del disagio psicologico che queste possono provocare.

Esiste innanzitutto la rimozione delle papule. Essa può essere praticata attraverso critoterapia con azoto liquido oppure con curettage, due opzioni che il dermatologo ha continuamente a disposizione.

In alcuni casi, invece, si può anche ricorrere al laser. Normalmente le lesioni di rimuovere risultano numerose, dunque si procede a rimuoverle senza anestesia, ma questa può essere effettuata per ridurre il disagio nel paziente.

Al contrario è vietato procedere personalmente alla riduzione delle papule, poiché questa operazione potrebbe risultare pericolosa. Per i bambini, purtroppo, la rimozione si rivela sempre un processo doloroso. Un’alternativa consiste nella terapia topica contro il mollusco contagioso. Si tratta di preparazioni topiche, liquide o semisolide, al fine di trattare le papule. Nel caso in cui queste fossero numerose e diffuse, però, questa opzione non sarebbe indicata, poiché poco agevole.

© Riproduzione riservata
Leggi anche
  • Zenzero contro la nauseaLo zenzero è utile per combattere la nausea che di solito è una conseguenza della chemioterapia, dell’avvelenamento da ...
Littlelife Mini Trolley Coccinella - LittleLife
79 €
Compra ora
Mukako Scenario Brick Tower "Castello" - MUtable
19 €
Compra ora
Y Not? Borsa Donna a Tracolla Y NOT J-331 Champs Elysees
43 €
86 € -50 %
Compra ora
Burberry Cofanetto Regalo Profumo Burberry Weekend For Men + ...
39.5 €
Compra ora