Calo ponderale: cosa vuol dire e perché avviene

Il calo ponderale può essere sintomo di numerose patologie o disfunzioni alimentari, ma cosa vuol dire esattamente e come si può riconoscere?

Il calo ponderale o, più semplicemente, la perdita di peso, consiste nell’assottigliarsi della massa corporea, a causa di processi fisiologici o di vere e proprie malattie. Un’improvvisa perdita di peso dovrebbe destare molti sospetti se non è stata volontariamente indotta tramite una dieta alimentare.

Questo fenomeno può essere sintomo di malattie anche gravi, ecco perché è bene sapere che cos’è il calo ponderale e cosa vuol dire esattamente.

Cosa vuol dire calo ponderale

In genere, il calo ponderale (la perdita di peso) avviene perché sono diminuiti i liquidi corporei, a causa della riduzione della massa muscolare oppure perché si brucia parte del grasso accumulato. In quest’ultimo caso, può essere che l’individuo abbia modificato le abitudini alimentari, cambiando la dieta, oppure si sia finalmente deciso a fare un po’ di esercizio fisico.

Quando il dimagrimento avviene molto velocemente vuol dire che una persona è davvero determinata nel perdere peso. Potrebbe anche darsi, tuttavia, che i motivi siano patologici.

In effetti, al di là di coloro che intendono “voltare pagina”, ci si potrebbe trovare in presenza di disturbi alimentari, un cattivo funzionamento dell’apparato digestivo, problemi intestinali o fenomeni depressivi. Non solo: anche infezioni di grave entità, il fumo di sigaretta o l’abuso di alcolici possono essere concausa del calo ponderale.

Se il neonato perde peso

Nel momento in cui il neonato vede la luce, il suo peso comincia a calare. È facile, a questo punto, che le madri cedano ai facili allarmismi pensando a chissà quale causa misteriosa. In verità si tratta di un fatto assolutamente normale. Il bambino deve adattarsi ad un nuovo ambiente, ricco di variazioni e cambiamenti, che poco hanno a che vedere con il precedente setting in cui la temperatura era costante.

Il bimbo, quindi, perde sia liquidi che adipe: basti pensare che, dopo settantadue ore dal parto, il calo ponderale può raggiungere il 10% del peso al momento della nascita. Passati dieci giorni, però, l’aumento diventa una costante: il ritmo di crescita e di sviluppo varia da soggetto a soggetto e a causa di una pluralità di fattori, tra cui l’alimentazione. In linea di massima, la buona alimentazione del neonato permette a quest’ultimo di recuperare peso entro quindici giorni dalla nascita. Da quel momento in poi, il regolare processo di crescita consente un aumento di un etto e mezzo la settimana.

Quando il calo ponderale è troppo veloce

Chi diminuisce di peso troppo velocemente può presentare fastidi quali nausea, dolori all’addome, febbre, una respirazione affannosa, palpitazioni o manifestare minzioni più frequenti. Se il calo ponderale è preoccupante, si procede in genere con il ricovero dell’interessato, al quale vengono somministrati integratori alimentari e vitamine per poi sottoporlo a un esame più approfondito.

Ma è possibile calcolare il calo ponderale? Innanzitutto, è necessario confrontare il peso di arrivo con quello di partenza, ovvero il proprio peso forma ideale. Per quantificare quest’ultimo con precisione è necessario individuare l’Indice di Massa Corporea (BMI). L’operazione è piuttosto semplice: basta dividere il peso corporeo per il quadrato dell’altezza di una persona. Se il BMI è compreso tra le cifre 18,49 e 16,5 si può parlare di “magrezza”. Se il valore, invece, si attesta al di sotto di 16,5 si parla di eccessiva magrezza, ai limiti dell’anoressia.

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