Investi in Notizie.it e diventa editore del tuo giornale ūüöÄ
Notizie.it logo

A chi spetta congedo parentale a ore

Congedo parentale a ore

Le norme previste dalla circolare INPS n.152

In base alla circolare INPS del 18 agosto 2015, n. 152, che fa seguito al Decreto Legislativo del 15 giugno 2015 n. 80, attuativo della delega contenuta nel Jobs Act, il congedo parentale a ore può essere richiesto dai lavoratori dipendenti, genitori di un bambino che abbia fino a 12 anni di età.
Le stesse regole sono valide anche per i genitori adottivi e affidatari; in questo caso, i dodici anni si contano a partire dall’ingresso in famiglia del bambino.
L’utilizzo del congedo su base oraria si traduce, nei fatti, nella facoltà di astenersi dal lavoro per metà giornata. La circolare INPS spiega infatti che, “in mancanza di altre indicazioni frutto di contrattazione, la fruizione nella singola giornata di lavoro è necessariamente pari alla metà dell’orario medio giornaliero”.
Il lavoratore può fruire al massimo di sei mesi di congedo.
Tale misura, per adesso, è disponibile solo fino al 31 dicembre 2015, anche se il governo si è impegnato a pronunciarsi in modo definitivo su questa possibilità, unitamente con l’entrata in vigore del decreto sugli ammortizzatori sociali.
Le domande di congedo parentale a ore possono essere presentate telematicamente attraverso il sito dell’INPS, nella sezione “Domande di maternità online”, oppure tramite i patronati.

La richiesta va inoltrata al datore di lavoro almeno due giorni prima del congedo.
Nei primi sei anni di vita del figlio, il congedo sarà parzialmente pagato, a prescindere dal reddito del genitore. Al lavoratore spetterà il 30% della retribuzione media giornaliera. Dai sei agli otto anni di età del figlio, l’indennizzo è previsto solo per il genitore al di sotto di una soglia di reddito, fissata per il 2015 alla quota di 6.500 euro circa. Dagli otto ai dodici anni di età non è previsto nessun indennizzo.
Il congedo parentale a ore non risulta cumulabile con altri permessi o riposi, come per esempio i permessi per allattamento, mentre si può sommare con quelli fruiti per disabilità e assistenza ai familiari.

© Riproduzione riservata
Leggi anche