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Fertilità: fino a che età è possibile avere figli?

Fertilità donna

A che età le donne non possono più avere figli? La fertilità femminile dopo i 35 anni inizia ad avere un declino.

“A quale età non si possono più avere figli” è una delle domande più frequenti che si pongono le donne che desiderano avere un figlio superata una certa età. Cerchiamo di capirne di più insieme!

A che età non si possono più avere figli?

Le donne che desiderano avere un figlio e hanno superato una certa soglia di età si domandano inevitabilmente se sono ancora in tempo per mettere al mondo un bambino. L’impossibilità di avere figli è legata a diversi fattori: quelli genetici, fattori esterni, fattori legati al nostro stile di vita, alla nostra alimentazione, all’alcool ed al fumo. Ma non sono solo questi: l’età è una condizione che molto spesso viene sottovalutata dalle donne. Esse raggiungono il massimo picco di fertilità tra i 18 ed i 28 anni d’età. A livello fisiologico la menopausa stabilisce il termine naturale della fecondità di una donna, ma in realtà è già dai 35 anni in poi che inizia il tramonto della fertilità femminile.

Passati i 42 anni, essa risulta ridotta drasticamente e cessa dopo i 45 anni.

Ci sono, però, alcuni casi eccezionali di gravidanze portate a termine a 48-50 anni, ma queste sono situazioni rare. Le odierne condizioni di vita hanno senza dubbio allungato la qualità del nostro vivere e di conseguenza l’età produttiva femminile. Anche la medicina oggi, rispetto al passato, permette di superare il limite naturale per avere figli dopo i 40 anni. L’infertilità dovuta all’età è legata al naturale mutamento e alla diminuzione degli ovociti che sono presenti nelle ovaie.

A differenza degli uomini che rimangono fertili a vita, infatti, le donne nascono con un numero di follicoli che poi nel corso della vita non si rigenerano più. All’età di 40 anni si riducono in modo consistente le possibilità che la donna ha di rimanere incinta e la loro riserva ovarica (di follicolo e ovociti) si va ad esaurire, ma ciò non significa che non sia possibile avere figli sani e gravidanze naturali anche oltre i 40 anni.

PMA: un aiuto per le donne

Con PMA si fa riferimento alla procreazione medicalmente assistita e cioè a tutte quelle tecniche che permettono di aiutare gli individui a procreare.

Si va da trattamenti più semplici come l’inseminazione artificiale e la fecondazione in vitro fino alla fecondazione eterologa. La PMA è un valido aiuto per la ridotta fertilità della donna, ma è bene informarvi che non fa miracoli.

Durante il congresso Ebart 2018 (Evidence based assisted reproduction technology – Tecnologia di riproduzione assistita basata sull’evidenza) tenutosi a Barcellona il 5 e 6 aprile dell’anno scorso è stato detto che: “Alle coppie che hanno già affrontato diversi tentativi di PMA omologa con esito negativo, se l’età della donna sia pari o superiore a 43 anni, è giusto prospettare la possibilità di ricorrere alla fecondazione eterologa sfruttando ovociti più giovani“.

L’età della donna può però penalizzare la procreazione medicalmente assistita. Essa è uno strumento utile e vantaggioso, ma che non è in grado di cambiare gli ordini naturali. E’ dimostrato, infatti, che le percentuali di successo delle tecniche della PMA diminuiscono in base all’età della donna e ciò che aumenta invece sono il rischio di sospensione dei trattamenti per un’assenza di risposta ovarica, il rischio di aborto o complicanze.

Proprio per tutti questi motivi, a fronte dell’età avanzata della donna, i medici consigliano di procedere con tecniche di donazione di ovociti.

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