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Bonus ragazza madre: come ottenere gli aiuti economici

Bonus ragazza madre: come ottenere gli aiuti economici

Una ragazza madre ha diritto ad un aiuto economico fornito dallo stato italiano, ma come farne richiesta?

Quali sono i diritti di una ragazza madre in Italia? Scopriamo insieme quali sono i bonus per il 2019 e come farne richiesta.

Bonus ragazza madre 2019

In Italia non esiste una legislazione specifica che regoli la condizione lavorativa e sociale di una ragazza madre che si differenzia da una normale madre per due diritti di cui gode: la possibilità di essere inserita all’interno di una casa di accoglienza e il diritto di godere di alcune agevolazioni per l’inserimento del piccolo in un asilo nido. Ma quali sono le caratteristiche che deve avere una ragazza madre in Italia per essere definita tale? Per accedere ai bonus economici la madre in questione deve essere: cittadina italiana, residente in Italia al momento del parto o extracomunitaria munita di permesso di soggiorno. Deve essere una lavoratrice munita di diritto di indennità per maternità, una lavoratrice licenziata o che abbia dato le dimissioni con almeno 3 mesi di contributi versati per la maternità.

Deve essere una lavoratrice disoccupata al momento del parto che abbia già usufruito di agevolazioni da parte di enti come l’INPS. Questi sono i requisiti minimi che la ragazza madre deve soddisfare per accedere ai bonus economici italiani del 2019.

bambino

Assegno ragazza madre: i dettagli

Ma a quanto ammontano gli aiuti economici su cui una ragazza madre può fare affidamento? In caso che la madre soddisfi i requisiti di cui sopra è possibile accedere a due diverse tipologie di assegni: un assegno comunale e un assegno statale. L’assegno comunale viene erogato dall’INPS ed è destinato esclusivamente alle donne che non abbiano mai lavorato prima, studentesse o a chi non ha diritto a nessun aiuto di tipo previdenziale o che non ricevano già un sussidio statale. Per accedere a questo tipo di assegno bisogna inoltrare la richiesta entro i sei mesi dalla nascita del bambino presentando una dichiarazione dei redditi che certifichi l’indigenza della ragazza madre. Lei ed il suo nucleo familiare infatti non deve superare un certo ISEE che non deve essere inferiore a quello che la madre aveva dichiarato al momento della nascita del bambino. Per l’assegno statale invece il discorso cambia.

Possono accedervi le neo mamme disoccupate che al momento del parto abbiano già versato almeno tre mesi in contributi per la maternità in un periodo fino a nove mesi prima del parto. Esiste inoltre un ulteriore bonus per le mamme studentesse: molte università italiana danno la possibilità alla neo mamma di congedarsi dal pagamento delle tasse richiedendo la sospensione degli studi per maternità senza l’incombenza delle more e degli arretrati.

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