Bambino che respira male, possibili cause

perché un bimbo respira a fatica

La cattiva respirazione è un problema che può affliggere bambini anche molto piccoli, nel caso dei neonati fino ai 2 mesi di età bisogna considerare che essi hanno un respiro molto veloce, la frequenza è di 40-60 inspirazioni al minuto rispetto alle 12-20 volte dei bimbi più grandi e degli adulti. Se notate che il vostro bambino appena nato respira ansimando, come se fosse raffreddato e alterna brevissime pause di apnea, state tranquille, è del tutto normale, dovete preoccuparvi solo se vedete che ha difficoltà nel mangiare e nell’addormentarsi, se il suo volto assume una colorazione bluastra, se vi sono movimenti toracici e addominali di respirazione molto evidenti, questi possono essere segni di un qualche disturbo ed è opportuno chiedere immediatamente un intervento medico.

Vediamo ora quali possono essere le varie cause per cui un bambino respira male, basta riconoscere i sintomi per rendersi conto se è una situazione preoccupante oppure no:

  • congestione nasale, si tratta del cosiddetto “naso chiuso” a causa dell’eccessivo muco che si crea nel corso di un raffreddore, se il vostro bimbo è raffreddato, starnutisce spesso e ha il nasino sempre bagnato, molto probabilmente il pediatra prescriverà un decongestionante nasale per liberare le vie respiratorie dalle secrezioni che le ostruiscono;
  • febbre, negli episodi febbrili la frequenza respiratoria aumenta notevolmente e si verifica un leggero affanno, è una tipica reazione del corpo all’aumento di temperatura;
  • asma, è dovuta ad un restringimento e ad un’infiammazione delle vie aree provocati da allergie o da infezioni, si manifesta di solito con un respiro sibilante e con una tosse persistente che si presenta soprattutto di notte, nei primi anni di vita l’asma viene curata con farmaci per via inalatoria piuttosto che per via orale;
  • laringotracheobronchite o croup, si tratta di un’infezione dell’apparato respiratorio causata da un virus, la parte interna della gola si gonfia e di conseguenza la respirazione diventa difficoltosa, gli altri sintomi caratteristici della malattia sono la tosse abbaiante e la raucedine, in genere la patologia viene trattata con steroidi per via orale;
  • polmonite, può originarsi da un forte raffreddore che, anziché attenuarsi nel corso dei giorni, si aggrava ed è accompagnato da febbre alta, tosse, respiro veloce e affannoso alternato a momenti senza respiro, mal di testa, forte sudorazione e inappetenza.

    La polmonite può presentarsi anche senza febbre, ma se il piccolo accusa dei dolori al torace quando tossisce è molto probabile che abbia qualche affezione bronco-polmonare ed è opportuno rivolgersi al pediatra.

Un modo per prevenire influenze e problemi respiratori è mantenere un buon livello di umidità all’interno della casa, che deve essere del 40% d’inverno e del 55% o del 60% in estate, grazie all’utilizzo di un deumidificatore o di umidificatore. Un ambiente troppo secco può essere causa, specie nei bambini, di secchezza della gola, irritazione e infiammazione delle vie aeree con conseguente difficoltà di respirazione e un ambiente troppo umido favorisce la proliferazione di batteri e di muffe che sono responsabili di allergie e di malattie respiratorie.

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