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I sintomi e le fasi del travaglio. Consigli utili

I sintomi e le fasi del travaglio

Una lettura veloce e pratica per conoscere tutto sul travaglio, quali sono i sintomi, le fasi ed alcuni utili consigli su come comportarsi.

Se vuoi ricevere qualche informazione in più sul travaglio o sei in procinto di partorire ecco quali sono i sintomi e le fasi del travaglio ed alcuni consigli utili su questa importante e delicata fase della gravidanza. Se i nove mesi sono quasi trascorsi, si avvicina sempre di più il giorno del travaglio e pensare a quel giorno mette sempre un pò in agitazione la futura mamma.

Se ci si trova alla seconda gravidanza si è già consapevoli di che cosa vuol dire il travaglio, di cosa bisogna fare o cosa ci aspetta. Ma per chi è alla prima gravidanza i dubbi sono molti e con essi anche molte paure sul dolore, sulle spinte su cosa è meglio o peggio fare. Sicuramente al primo posto tra le cose che bisogna fare, o almeno provarci, mettiamo la tranquillità.

E’ inutile farsi prendere dal panico, dall’agitazione. Sicuramente non è facile, ma cerchiamo di concentraci sull’idea che dopo poche ore finalmente riusciremo a tenere in braccio il bimbo che per nove mesi è cresciuto dentro di noi e che abbiamo sentito muoversi ad ogni ora del giorno.

Il bambino sta per nascere e noi dobbiamo essere forti e dare il massimo per aiutarlo a venire al mondo.

Come riconoscere i sintomi

Molte future mamma si chiedono quali sono i sintomi del travaglio e se saranno in grado di riconoscerli e quindi essere coscienti del fatto che si è entrati in travaglio. Prima di tutto ricordiamo sempre che ogni donna, ogni gravidanza, ogni travaglio ed ogni parto sono diversi, quindi diffidate dai racconti di amici, parenti e vicini di casa. Voi avete avuto la vostra gravidanza, avrete il vostro travaglio, il vostro parto e naturalmente il vostro bambino.

I primi sintomi del travaglio sono le contrazioni. Già un paio di settimane prima della data del parto si iniziano ad avvertire delle contrazioni, dei doloretti molto simili a quelli mestruali, che di solito si avvertono di sera, ma che passano da sole. Le contrazioni vere e proprie e quindi quelle che vi faranno capire che siete in pieno travaglio, sono dolori più forti e con una frequenza iniziale di circa 25 minuti.

Le contrazioni sono del tutto naturali e sono opera dell’utero che si contrae e si rilassa perché si sta preparando al parto. Durante le contrazioni pre parto l’utero si assottiglia per far creare una specie di passaggio per il bambino. Quando le contrazioni si verificano la pancia si indurisce, come quando si hanno dei crampi in una qualche parte del corpo, ed inizialmente sono leggere, poco dolorose e con una frequenza relativamente lunga. In prossimità invece del parto le contrazioni sono più vicine, dolorose e più frequenti 25/30 secondi tra l’una e l’altra.

Oltre alle contrazioni, altro sintomo dell’imminente travaglio è la perdita del tappo mucoso. Questo tappo è una specie di gelatina che fino al momento della sua perdita serve per chiudere l’utero e di conseguenza proteggere il bambino da eventuali batteri o malattie esterne. Man mano che le contrazioni vanno avanti ed il collo dell’utero si appiattisce per il parto, il tappo mucoso non riesce più a sostenersi e viene quindi espulso.

Anche in questo caso, la perdita del tappo mucoso è diversa da donna a donna. C’è chi lo perde andando a fare pipì e a momenti neanche se ne accorge, chi lo perde alcuni giorni prima del parto.

Le fasi del travaglio

Riferendoci ad una classificazione prettamente medica, le fasi del parto sono 4 e si dividono in fase di preparazione, fase dilatante, fase espulsiva e fase di secondamento, durante la quale avviene l’espulsione della placenta. Scopriamo insieme in cosa consistono esattamente queste 4 fasi del parto naturale.

La fase di preparazione come dice la parola stessa è la fase in cui mamma e bambino si preparano al parto. Questa fase inizia alcuni giorni prima del parto, non è possible indicare una esattamente quando inizia, perché i segnali non sono né precisi né evidenti. In questa fase i tessuti della mamma, in particolare l’utero inizia ad appiattirsi per far spazio al passaggio del bambino. Quindi si avvertono le prima piccole contrazioni e si perde il tappo mucoso.

Nella fase dilatante inizia il travaglio vero e proprio.

Le contrazioni diventano più forti e più regolari e normalmente è la fase in cui si mette in macchina la borsa dell’ospedale, preparata già da diverse settimane e si va in ospedale. In questa fase la futura mamma sceglie cosa fare. C’è chi ascolta la musica, chi passeggia, chi si fa una doccia calda per alleviare il dolore e infine chi preferisce rimanere sdraiata a letto. La fase dilatante è la più delicata, perché il questa fase l’utero si appiattisce ad ogni contrazione fino a che non si arriva ad una dilatazione massima di 10 centimetri. I tempi di questa fase sono diversi da donna a donna e dipendono da molti fattori, come la conformazione fisica, le dimensioni del feto, ma anche una condizione psicologica. Come dicevamo sopra stress e nervosismo sono purtroppo sentimenti in questa fase del parto piuttosto frequenti, ma che possono negativamente influire sul travaglio. Tuttavia questa fase non dovrebbe durare più di 18 ore, se ciò dovesse avvenire i medici prenderanno tutte le misure necessarie per velocizzare il parto vero e proprio.

In questa fase la testa del bambino inizia a scendere e spingere lungo il canale del parto.

La terza fase del parto naturale, quella espulsiva è il momento in cui il bambino esce, quindi prima con la testa e poi con tutto il corpo il bambino attraversa il canale del parto ed esce. Prima dell’uscita del bambino c’è la fase chiamata latenza, una sorta di pausa di riposo del tutto naturale che dura dai 20 ai 30 minuti, durante la quale tutto sembra fermarsi, niente più contrazioni o dolori. In realtà è una fase in cui i tessuti della mamma piano piano si preparano al passaggio del bambino e terminata questa arriva la vera e propria fase espulsiva durante la quale la donna sente la necessità di spingere. In questa fase normalmente guidata dal medico o dall’ostetrica la donna, dovrà effettuare un paio di spinte, fino a quella finale che comporta l’uscita del feto e quindi la vera e propria nascita del bambino.

Ma non è finita. Manca ancora la fase finale quella di secondamento. Niente paura però è una fase che si verifica dopo 15-20 minuti dal parto e coincide con l’espulsione della placenta. Non è solitamente una fase dolorosa.

Indubbiamente il travaglio è la parte in un certo senso che segna la fine della gravidanza, anche perché è normalmente la parte più lunga ed intensa, le altre tre fasi sono tranquille ed in molte casi veloci. Per tutto il travaglio è importante stare tranquilli ed affidarsi al personale medico. Ecco perché è importante conoscere la struttura ospedaliera dove si andrà a partorire ed il personale medico, per poter porre tutte le domande che si vuole e conoscere le persone che ci assisteranno durante questo importante e delicato momento.

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