Come comportarsi durante il travaglio e cosa fare

Il travaglio è forse la fase più delicata della fine della gravidanza. Ecco cosa fare e come comportarsi durante il travaglio.

Il travaglio è probabilmente la fase della gravidanza che preoccupa più di tutti, scopriamo allora con questa mini-guida come comportarsi durante il travaglio e cosa fare. Ma perché il travaglio spaventa così tanto? Alzi la mano chi durante la gravidanza non si è mai chiesta “Che devo fare durante il travaglio?”, ” Posso urlare?” oppure “Sarà doloroso?”.

Tutte domande normalissime, soprattutto per chi si trova ad affrontare il travaglio per la prima volta.

Di sicuro il travaglio non è una passeggiata, è un momento molto impegnativo per la donna ed è importante che scelga una struttura ospedaliera dove è presente del personale medico di cui si fida. Anche se in fase di travaglio, il lavoro maggiore viene svolto dalla donna, è anche vero che ostetrica, infermieri e dottori hanno la loro parte di importanza.

Sono infatti proprio loro a guidare la donna durante tutto il travaglio, a rassicurarla nei momenti di sconforto e ad incitarla quando è quasi tutto finito e sta per prendere in braccio per la prima volta il suo bambino. Ecco allora esattamente che cos’è il travaglio, come comportarsi e cosa fare.

Il travaglio

Esattamente, quando inizia il travaglio? Quando si sta per partorire, ovviamente questo vale solo in caso di parto naturale e non cesareo, si rompono le acque ovvero si rompe la sacca che tiene il liquido amniotico.

La rottura delle acque può avvenire all’improvviso, non è dolorosa e segna l’inizio del travaglio che coincide con la dilatazione dell’utero. Quando questo avviene è bene rimanere prima di tutto calme, mettersi un assorbente ed andare in ospedale.

Il travaglio è iniziato, ma non pensare subito al fatto che questo possa essere chissà quanto doloroso o lungo. Sappiamo bene quanti bambini nascono all’anno con parto naturale e se le donne li hanno partoriti vuol dire che si può fare.

Il travaglio può durare poche ore o molte ore, questo dipende dalla donna e dalla sua conformazione fisica e dal grado di dilatazione della cervice per far passare il bambino. Pensate anche che il bambino dentro di voi, sta spingendo anche lui per farsi strada e venirvi ad abbracciare. E le contrazioni come si riconoscono?

Le contrazioni servono a dilatare il collo dell’utero così che il piccolo riesca a passare attraverso il canale del parto. Esse iniziano ancora prima che si verifichi la rottura delle acque e quando diventano intense, regolari e frequenti e sembra quasi che manchi il respiro…il bambino sta per nascere. Inizialmente le contrazioni sono deboli e si avvertono ogni tanti minuti, poi diventano più forti e si avvertono ogni tanti secondi. Anche la loro durata varia, da pochi secondi fino a 25/30 secondi.

Come comportarsi

Non è facile dire come comportarsi in caso di travaglio, è giusto però affermare che ogni donna dovrebbe essere libera di comportarsi durante il travaglio come vuole. La donna deve quindi essere libera di urlare, di respirare, di camminare, di stare sdraiata o seduta. Deve poter fare tutto ciò che desidera per stare serena ed affrontare al meglio il dolore. Purtroppo però questo non accade. Ogni ospedale ha un suo protocollo e normalmente è l’ostetrica che guida la donna al travaglio aiutandola ad affrontare questa fase.

Non appena, grazie alle contrazioni, si arriva ad una dilatazione dell’utero di dieci centimetri di diametro, vuol dire che il collo dell’utero si è completamente appiattito per far passare meglio il bambino. Non appena il medico vede la testa del bambino, la donna deve iniziare a spingere, seguendo le indicazioni del ginecologo e dovranno essere di pancia. Non appena uscito il bambino le contrazioni si interrompono per poi ricominciare per far uscire la placenta. Questa ultima fase del parto si chiama secondamento.

Cosa fare

Sicuramente la cosa che preoccupa di più del travaglio è il dolore. Tuttavia anche per questo argomento non è facile poter dare delle indicazioni, ogni donna è diversa ed ogni donna ha una propria percezione del dolore. La prima cosa da fare durante il travaglio è cercare di essere tranquilli e sereni, sta per arrivare uno dei momenti in assoluto più belli per una donna e per la sua famiglia. La nascita di un bambino è un vero e proprio miracolo, se si pensa come avviene, come il bambino cresce dentro la donna e quanti felici momenti si trascorreranno insieme.

Quindi meglio focalizzarsi sugli aspetti positivi di questa fase della gravidanza e cercare di annullare i pensieri, i dubbi o le paure. Il personale medico è preparato e sa cosa fare ed il parto procederà sicuramente nel migliore dei modi. Alcune donne preferiscono ascoltare della musica durante il travaglio e quindi meglio organizzarsi per tempo e preparare una playlist con i brani che più ci piacciono, altre preferiscono farsi una doccia calda, altre camminare ed altre ancora vogliono invece stare sdraiate. Ogni donna deve essere libera di affrontare il travaglio come meglio crede.

Il travaglio è inutile negarlo, è un momento davvero delicato ed anche abbastanza doloroso. Sicuramente i corsi pre-parto aiutano molto le future mamme a risolvere dei dubbi sul travaglio e a condividere i loro pensieri con altre future mamme, per questo è importante seguirne uno nella struttura dove poi si andrà a partorire, così da iniziare a familiarizzare oltre che con l’ospedale anche con il personale medico.

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