Primi due anni di vita del bambino: cosa sapere

I primi due anni di vita del bambino sono fondamentali per lo sviluppo di quello che un giorno sarà un adulto in salute.

Fino a qualche decennio fa, si pensava che le caratteristiche fisiche, biologiche e i comportamenti prendessero origine esclusivamente dai geni ereditati da mamma e papà. Oggi, invece, è chiaro a tutti che l’ambiente, le persone e gli stimoli psicologici sono in grado di regolare il funzionamento dei geni.

I primi due anni di vita del bambino, ma non solo, sono fondamentali per il suo futuro: cosa sapere.

I primi due anni di vita del bambino

Una volta si pensava che un neonato si limitasse a mangiare, dormire e di tanto in tanto giocare. Oggi la ricerca ci mostra come un bambino molto piccolo sia già un individuo straordinariamente sofisticato e complesso. Infatti, già in sala parto è in grado sia di distinguere che di preferire il volto, l’odore e la voce della madre.

Inoltre, riconosce persino l’odore del latte materno e già a sette giorni è in grado di girarsi nella direzione da cui proviene.

Intorno ai 3-4 mesi il bambino inizia a creare una serie di aspettative sugli stimoli visivi, le quali tendono a organizzare il suo comportamento. Incomincia così a crearsi attese sugli eventi e sugli stimoli ambientali, che raffigurano anelli di congiunzione importantissimi nell’organizzazione delle rappresentazioni della prima infanzia.

Inoltre, i neonati hanno una memoria straordinaria e come negli adulti essa può fin dalla nascita essere influenzata dalle emozioni e dagli affetti.

D’altronde, partendo dal presupposto che il neonato è già un essere straordinariamente complesso, è doveroso sottolineare che per poter crescere serenamente è importante per lui sentirsi amato e compreso.

L’ambiente in cui vive il bambino influenza tantissimo gli organi, gli apparati e i tessuti perché la plasticità, del cervello e di altri organi, è notevole. Lo stile di vita del bambino è molto importante: dall’allattamento, allo svezzamento, agli stimoli che riceve quotidianamente. Non solo, il rapporto tra i genitori può diventare fondamentale: il bambino risente molto di un clima familiare favorevole. E poi naturalmente ci sono tante altre componenti: il bambino, tra le altre cose, deve essere lasciato libero di muoversi. Man mano che cresce, dopo che è passato un anno, il bambino deve fare almeno tre ore al giorno di movimento fisico. Tutto questo, e tante altre cose, incidono profondamente proprio su quella che è la programmazione di crescita.

La teoria dei primi mille giorni di vita

I primi mille giorni di vita del bambino riguardano il periodo che inizia nei momenti precedenti al concepimento e, passando per i 9 mesi di gravidanza, termina al compimento dei due anni di vita. Si tratta di un periodo fondamentale nella definizione dello stato di salute del futuro adulto.

La teoria dei primi mille giorni ci fa capire come la nostra salute e il nostro benessere quando cresciamo, da adulti e anche da anziani, dipende in larga misura da ciò che succede prima del concepimento e durante i primi mille giorni di vita. Questo è legato al modo in cui l’ambiente esterno influisce sui nostri geni: in altre parole, all’epigenetica. Per esempio, una persona sedentaria, obesa e che mangia male, influenza alcuni geni in modo tale che la predisposizione al diabete, alle malattie cardiovascolari o anche a qualche tipo di tumore aumenta anche nel bambino che poi diventerà un adulto.

Il comportamento materno durante la gravidanza è sicuramente fondamentale, a partire dall’ambiente in cui vive. È importante è che la madre riesca a vivere in un ambiente sereno, nel quale non ci sia stress o ce ne sia il meno possibile. Lo stress è una delle cause più importanti di
problematiche sull’embrione e poi sul feto. Inoltre, è importante stare attenta a tenere comportamenti attenti in tre aspetti della propria vita: l’esercizio fisico, l’alimentazione e lo stress. È importante ogni giorno deve fare almeno 30 minuti di camminata veloce, mangiare in modo adeguato e averne meno stress possibile. Tutto questo influenza in modo estremamente importante lo sviluppo del sistema nervoso e la programmazione fetale, cioè la programmazione della funzione di tutti gli organi del feto e di conseguenza di quando il feto sarà diventato prima un bambino e poi un adulto.

Scritto da Francesca Belcastro
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