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Incinta con il ciclo: è possibile con le mestruazioni?

incinta con il ciclo

Incinta con il ciclo mestruale? La domanda che molte donne si pongono è se tale situazione sia possibile. Ovviamente, se la si intende in senso stretto, la risposta risulterà necessariamente negativa. Infatti, il ciclo mestruale si interrompe quando avviene il concepimento e la gravidanza prende avvio. Tuttavia, tale interruzione potrebbe non essere subito evidente, a causa delle cosiddette finte mestruazioni. Il mestruo vero e proprio, prima fase del ciclo mestruale completo, termina necessariamente insieme al resto del ciclo.

Ma ciò non implica necessariamente la fine delle perdite ematiche. Al contrario, è possibile continuare a perdere sangue mensilmente nei giorni durante i quali avrebbero dovuto presentarsi le mestruazioni canoniche. Potrebbe sembrare un controsenso, ma si tratta in realtà di un fenomeno tanto frequente da riguardare tra il 20 e il 30% di tutte le gestazioni. Analizziamo meglio la situazione e impariamo a riconoscerla.

Cosa sono le false mestruazioni

Le false mestruazioni costituiscono il motivo per il quale una donna può pensare di essere incinta con il ciclo o, spesso, di non essere incinta affatto.

Esse consistono in perdite vaginali ematiche, le quali avvengono solitamente proprio in corrispondenza dei giorni durante i quali, in assenza del concepimento, avrebbe dovuto presentarsi il classico mestruo.

Le false mestruazioni presentano molti punti in comune con quelle vere, ma altrettante differenze che consentono di discernerle senza lasciare spazio a troppi dubbi. Tali perdite potrebbero non rappresentare un pericolo per la gravidanza, né per la salute della gestante o del feto. Tuttavia, il caso opposto è più frequente. Perdite di sangue abbondanti rappresentano in genere il sintomo di un problema in corso. Dunque, durante la gravidanza non è possibile avere vere e proprie mestruazioni. Ciononostante, risulta piuttosto frequente il caso in cui si manifestino invece perdite simili -ma non identiche- a esse.

Qual è la durata

Una delle principali differenze tra il classico mestruo e la condizione di donna incinta con il ciclo risiede nella durata delle perdite. Mentre le mestruazioni normali hanno una durata variabile che può essere compresa tra i tre e gli otto giorni circa, la false mestruazioni risultano alquanto più brevi.

Le perdite che si manifestano durante la gravidanza, infatti, raramente sostengono una durata superiore ai due giorni consecutivi. Possono estinguersi in un lasso di tempo persino minore di questo e in ogni caso non si protraggono a lungo. La stessa durata permette di distinguere questo evento anche con lo spotting premestruale, che può presentarsi in alcuni casi. Quest’ultimo, infatti, può durare sino a cinque giorni e presenta una intensità crescente con il loro trascorrere.

Per quanto riguarda invece la durata delle false mestruazioni in relazione a quella della gravidanza, essa dipende essenzialmente dalla loro natura e dalle cause che ne sono alla base. Potrebbe trattarsi di un evento unico oppure ripetuto di mese in mese. In quest’ultimo caso, le perdite possono protrarsi anche sino al terzo o quarto mese di gravidanza. A questo punto, esse cessano e possono rivelarsi innocue oppure fatali per la gestazione stessa.

Quando fare il test

Come si capisce che è giunto il momento di sottoporsi a un test di gravidanza per scoprire se effettivamente si è incinta con il ciclo? Le false mestruazioni, non temete, sono piuttosto facili da identificare.

Oltre alla loro durata insolitamente breve, esse risultano chiaramente riconoscibili anche grazie al loro aspetto, che le differenzia da qualsiasi altra perdita vaginale ematica. Descriveremo nel dettaglio come appaiono le false mestruazioni nel corso del penultimo paragrafo. Occorre comunque considerare un altro aspetto importante. Pur essendo l’amenorrea (essenza di mestruo) il primo sintomo della gravidanza in corso, esso non è certo l’unico. Se quindi si sospetta che le perdite ematiche a cui si assiste corrispondano a false mestruazioni, occorre prestare particolare attenzione agli altri eventuali sintomi.

In particolare, potreste rilevare alcune nausee mattutine che, tuttavia, non sono necessariamente presenti. Il sintomo più rilevante, in questo senso, corrisponde alla temperatura basale della donna. Essa, ovviamente, deve essere rilevata con un termometro preciso, più di una volta durante lo stesso mese. Perché? La temperatura basale subisce alcune variazioni nel corso del ciclo mestruale.

Temperatura basale

In particolare, essa si innalza (seppur di poco) qualche giorno prima dell’ovulazione, dunque durante i giorni più fertili.

Quindi mantiene il proprio livello sino alla fine del ciclo in corso per poi abbassarsi con l’intervenire delle mestruazioni e dunque con l’inizio del ciclo mestruale successivo. Ovviamente, ciò non accade nel corso della gravidanza. Rilevate la vostra temperatura basale con e senza le perdite ematiche. Se essa si abbassa in corrispondenza delle perdite, è probabile che il test risulterà negativo. Se, al contrario, non si rilevano cambiamenti nella temperatura, è possibile che sia avvenuto un concepimento.

In ogni caso, la discriminante maggiore per decidere se procedere o meno con un test consiste nell’avere avuto rapporti sessuali a rischio. Si considerano a rischio tutti quei rapporti avvenuti senza alcun metodo anticoncezionale, basati su un conteggio dei giorni fertili e non o sul coito interrotto (metodi con scarsissima affidabilità contraccettiva) oppure se sono intervenuti incidenti nell’utilizzo degli anticoncezionali (pillole saltate, profilattico rotto o usurato). Se il test risulta positivo, rivolgetevi subito a un ginecologo, sia che vogliate portare a termine la gravidanza, sia che abbiate intenzione di interromperla.

Le cause

Come mai possono intervenire, durante la gravidanza, le false mestruazioni? Le cause per le quali risulta possibile essere incinta con il ciclo sono diverse.

In alcune circostanze, le perdite non devono destare preoccupazioni. Ad esempio, esse potrebbero essere provocate da sangue restato nell’utero dopo l‘impianto, oppure da residui di mestruazioni precedenti che fuoriescono periodicamente anche dopo che il ciclo mestruale si è bloccato.

Un altro caso è quello in cui i sanguinamenti sono la conseguenza di una scarsa predisposizione del corpo della donna all’aumento repentino di ormoni, quali estrogeni e progesterone, che caratterizza lo stadio iniziale della gravidanza. Queste perdite, simili a quelle che si presentano quando si comincia ad assumere un contraccettivo ormonale, possono essere scambiate per mestruazioni. Un altro tipo di perdite, che si manifesta una sola volta, è quello da impianto. Esso si verifica quando l’ovulo fecondato si impianta nell’utero, aderendo alle sue pareti. Tale evento avviene tra i sette e i dieci giorni dopo il concepimento e può dare origine o meno a perdite ematiche.

Altri segnali

Le false mestruazioni potrebbero anche seguire il distaccamento del trofoblasto.

Quest’ultimo consiste in una sorta di placenta che serve a nutrire l’embrione. Si tratta di una condizione molto comune nel corso dei primi mesi e che, nove volte su dieci, si risolve senza creare danni alla gestante né al feto. Tuttavia, è bene rivolgersi al proprio ginecologo per un controllo e seguire le sue indicazioni in merito. Anche la pillola del giorno dopo presenta tra i suoi effetti collaterali, insieme a mal di testa, nausea e debolezza, alcune eventuali perdite ematiche tra i quattro e i cinque giorni dopo la sua assunzione. Ricordiamo che la pillola del giorno dopo non consiste in un metodo abortivo, bensì in un anticoncezionale post coito. Di conseguenza, impedisce un concepimento non ancora avvenuto ma non provoca il fallimento dell’impianto nel caso in cui invece l’ovulo fosse stato già fecondato.

A causare perdite ematiche potrebbero anche intervenire le cisti ovariche. Si tratta di sacche colme di materiale liquido, o meno spesso solido, che possono trovarsi all’interno oppure all’esterno dell’utero. Esse possono provocare dolori pelvici e perdite ematiche. Infine, le perdite di sangue durante la gravidanza potrebbero costituire un campanello di allarme che segnale il pericolo di aborto spontaneo. In ogni caso, è sempre necessario contattare il ginecologo -anche se si intende ricorrere all’aborto volontario- per individuare il problema e, in caso di aborto in corso o patologia, ricevere l’assistenza medica necessaria.

Come riconoscerle

La false mestruazioni non sono individuabili solamente grazie alla differente durata, bensì anche osservandone l’aspetto. Questo infatti differisce notevolmente rispetto a quello del mestruo canonico. Le perdite che avvengono tradizionalmente quando il sangue dei cicli precedenti deve essere ancora smaltito, sono di entità più lieve. Oltre ad risultare più leggere, il loro colore appare molto più chiaro, tendente addirittura al rosato. Inoltre, le false mestruazioni sono di norma molto fluide e infatti, per consistenza, somigliano più al muco cervicale del periodo fertile che non alle mestruazioni classiche. Le perdite causate dalle cisti ovariche, al contrario, appaiono di un colore più scuro (tendente al marrone) e risultano maleodoranti.

Quando sono abbondanti

Tutte le perdite di sangue sopra descritte come fisiologiche, o comunque non rischiose, risultano di entità ridotta. Anche le perdite da impianto, che possono essere scambiate per vere mestruazioni, a un’attenta analisi appaino in realtà meno importanti. Dunque, quando le perdite ematiche in gravidanza risultano particolarmente abbondanti, tale fatto deve costituire un motivo di preoccupazione. Soprattutto se accompagnate da dolore localizzato sul ventre o sui reni, infatti, esse possono segnalare un aborto spontaneo in corso. Anche senza altri sintomi, una gravidanza normale non può prevedere perdite sostanziose. Se esse intervengono, occorre rivolgersi immediatamente a uno specialista che saprà come comportarsi.

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