Gravidanza e alimentazione, la corretta alimentazione con il San Daniele DOP

Molto spesso ci si domanda se un alimento come il Prosciutto di San Daniele possa essere mangiato durante la gravidanza: ecco tutto quello che devi sapere.

Durante i nove mesi che anticipano il primo incontro della neo mamma con il suo bambino si deve prestare grande attenzione a moltissimi aspetti della vita quotidiana. Quest’ultima, infatti, è sempre pronta ad essere stravolta. Il tema che è più al centro del dibattito in questa fase così delicata è senza dubbio quello relativo all’alimentazione.

Molto spesso ci si domanda se un alimento come il Prosciutto di San Daniele possa essere mangiato durante la gravidanza. La risposta è sì: un alimento completo e gustoso come il San Daniele DOP non è un prodotto da evitare. È ovvio che, come per qualsiasi altro cibo, sarà necessario ricorrere a un surplus di attenzione e prendere sempre i necessari accorgimenti per seguire una dieta varia e ricca di sostanze nutrienti.

Perché il San Daniele DOP è perfetto per le mamme di domani

Sono davvero tanti i controlli che il Consorzio del Prosciutto di San Daniele esegue affinché il prodotto finale sia caratterizzato da elevati standard qualitativi. Controlli che riguardano sia il prosciutto stagionato che, naturalmente, la materia prima e l’alimentazione dei suini. È l’intera filiera del San Daniele DOP a risultare certificata: allevamenti, macelli e prosciuttifici sono sottoposti a un accurato iter di controlli che garantisce al consumatore (e alle neo mamme) di portare a tavola un prodotto simbolo di alta qualità.

Caratteristiche nutrizionale di un’eccellenza del Made in Italy

Il San Daniele DOP è un prodotto della nostra tradizione, un simbolo del Made in Italy nel mondo. La regola aurea qui è ‘less is more’, infatti sono soltanto tre gli ingredienti necessari per produrre i prosciutti. Si tratta delle cosce di suino italiano selezionate, sale marino e lo speciale microclima di San Daniele del Friuli. Qui avviene l’incontro tra i venti freddi di montagna e la brezza adriatica frizzante, con il fiume Tagliamento che si pone come naturale elemento regolatore. La stagionatura, non inferiore ai 13 mesi, fa il resto.

Il San Daniele DOP è caratterizzato da un’alta digeribilità per cui è adatto a qualsiasi tipologia di dieta. Oltre che per le future mamme è perfetto anche per anziani, bambini e per coloro che fanno abitualmente sport. È del tutto privo di nitriti, nitrati e conservanti mentre per quanto riguarda la sua composizione è principalmente proteica.

Le proteine contenute nel Prosciutto di San Daniele sono di alta qualità biologica e assicurano una rapida digeribilità. Anche i sali minerali sono presenti in abbondanza, in particolare fosforo, zinco, ferro e magnesio ma anche potassio e rame. La presenza degli oligoelementi assicura il benessere e il corretto funzionamento del nostro organismo.

Infine, non bisogna dimenticare l’alto apporto di vitamine in particolare quelle appartenenti al gruppo B (B1, B2 e B3): esse agevolano la respirazione cellulare e il metabolismo dei carboidrati, inoltre sono di supporto durante la sintesi e la demolizione di colesterolo, acidi grassi e amminoacidi. Nella routine alimentare di una donna in gravidanza è importantissimo inserire una corretta quota di lipidi e anche in questo caso il San Daniele DOP si dimostra un cibo “virtuoso”, assicurando la giusta dose di grassi saturi e insaturi per soddisfare il personale fabbisogno energetico.

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Il Prosciutto di San Daniele in gravidanza: le cose da sapere

Abbiamo parlato dell’importanza e dell’assoluta unicità del processo produttivo del Prosciutto di San Daniele, con una stagionatura mai inferiore ai 13 mesi. In questo modo diventa possibile scongiurare del tutto la proliferazione del protozoo responsabile della toxoplasmosi (si tratta del Toxoplasma Gondii). Quest’ultima è ritenuta una patologia piuttosto pericolosa nei nove mesi della gravidanza.

Il Prosciutto di San Daniele può essere mangiato in gravidanza? Assolutamente sì e vi spieghiamo il perché è possibile inserire nella propria dieta questo alimento dal gusto unico.

In primis, come accennato, grazie alla prolungata stagionatura. Che cosa succede in questo caso? Il protozoo responsabile della toxoplasmosi si secca in presenza di concentrazioni saline del 2% a temperature di refrigerazione. La presenza di sale è un elemento importantissimo e uno studio dell’ISS, l’Istituto Superiore di Sanità, ha confermato come carni salate e stagionate per più di 30 giorni siano sicure (100 grammi di San Daniele DOP contengono circa 4,4 grammi di sale).

Infine non bisogna dimenticare che è stato lo stesso Ministero della Salute, nell’ambito delle indicazioni diffuse in merito ai cibi da evitare in gravidanza, a non indicare il prosciutto crudo. Viene anzi incoraggiato il consumo di cibi stagionati.

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