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Abusi su minore: 11enne violentata e costretta a partorire

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Altro caso di abusi su minori: stavolta il fatto è accaduto in Argentina, dove una ragazzina undicenne è stata costretta a partorire.

Gli abusi su minori sono purtroppo all’ordine del giorno nel mondo. Stavolta la vittima è una ragazzina di appena undici anni, violentata e costretta a partorire.

Bimba di 11 anni incinta: ha subito una violenza

Il fatto è avvenuto nella lontana Argentina. Dopo un abuso, malgrado la denuncia della violenza subito, la bambina non ha potuto abortire. Ad appena 23 settimane, quindi, la mamma-bambina ha dovuto partorire. Ma si tratta di un vero e proprio scandalo, dato che l’aborto nel paese del Sud America è in via di principio illegale, fatta eccezione per una fattispecie. Nel sistema giuridico argentino, infatti, la donna può interrompere volontariamente una gravidanza dopo aver subito una violenza. Nel caso della ragazzina undicenne, invece, l’eccezione non è stata rispettata, anche secondo le disposizioni della Corte Suprema, pronunciata nell’anno 2012. Qui, i giudici, hanno sollecitato le province ad adattarsi ai loro protocolli per le donne che non vogliono essere madri, limitatamente a determinate circostanze.

Undicenne mamma-bambina: cos’è successo

Tali circostanze si rifanno a due casi, appunto: quando la vita o la salute sia a rischio o quando la gravidanza è causata da un abuso.

La piccola ha espresso la volontà di farsi “togliere dal corpo ciò che il vecchio le aveva messo dentro”, ovvero il bambino che stava nascendo nel suo grembo. La stampa argentina, inoltre, ha anche parlato di un possibile tentativo di suicidio della piccolina, proprio nell’imminenza dell’imposizione del parto.

La notizia ha fatto il giro di tutto il mondo. Tutti hanno cercato di fare luce sulla verità che si celava dietro la nascita del bambino da parte di un’undicenne incinta a seguito di una violenza sessuale. Il parto è avvenuto a circa 23 settimane di gestazione. E’ possibile, secondo gli esperti, che il parto sia avvenuto senza il consenso della famiglia, che ci voleva data la sua condizione di minorenne. La decisione, quindi, sarebbe arrivata su istanza del giudice, con lo scopo di cercare così di salvare due vite: quella della giovanissima mamma e quella del piccolino in grembo.

Nonostante l’abuso denunciato, la piccolina non ha avuto il diritto di abortire.

La gravidanza è stata anche definita dai medici precoce, così da provocare anche dei rischi fisici ed emotivi. La ragazzina undicenne ha, infatti, generato una vita umana senza che il suo corpo e il suo cuore lo desiderassero. E’ possibile che dei segni psicologici rimangano permanenti nella sua mente.

Il fatto è avvenuto l’11 febbraio, vicino al centro di Tucuman, nella località di Buyurracu. La bambina, attraverso il taglio cesareo, ha messo al mondo un piccolino, dopo aver scoperto la gravidanza il 28 gennaio scorso. In preda a dei dolori lancinanti al ventre, la ragazzina si era recata in ospedale. I medici con orrore avevano constatato l’avanzato stato di gestazione. Il neonato, nato prematuro, pesava soltanto 660 grammi di peso. La bambina ha subito la violenza da parte del nuovo compagno della madre ed era stata affidata alla nonna, dopo che anche le sue due sorelle avevano subito abusi dalla stessa persona.

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