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Sindrome del figlio unico: di cosa si tratta e perché esiste

figlio unico

Sono stati condotti importanti studi sula sindrome del figlio unico.

Tutti avranno sentito, almeno una volta, che i figli unici sono viziati, che vogliono fare sempre di testa propria e che sono decisamente più intransigenti. Questo pregiudizio è talmente diffuso, che alcuni credono davvero che sia un fatto assodato scientificamente.

Sebbene la realtà sia assai diversa, è anche vero che esistono alcune differenze tra i figli unici e coloro che crescono n famiglie con fratelli o sorelle.

Questi preconcetti nascono nel 1800 quando un pedagogo dell’epoca, E.W. Bohannon, diffuse un suo studio in cui i figli unici venivano considerati come troppo viziati rispetto a quelli con fratelli e sorelle. Purtroppo quella sua ricerca si collocava in un momento storio molto particolare, caratterizzato da stravolgimenti economico e sociali.

All’inizio del 1900, invece, un’altra credenza associata ai figli unici, era che le eccessive attenzioni loro riservate li rendessero ipocondriaci e troppo sensibili ai problemi.

Tutte queste ideologie, si sono ben presto unite formando la cosiddetta “Sindrome del figlio unico”.

Alcuni studi sulla sindrome del figlio unico

Studi recenti, hanno dimostrato che nulla di tutto ciò ha un riscontro nella realtà, ma che sono solo pregiudizi o preconcetti tramandati di generazione in generazione, senza alcun fondamento scientifico.

Uno dei tanti importanti studi che hanno cercato di dare un senso a questa sindrome, è quello di Toni Falbo, psicologa dell’Università del Texas, anch’essa figlia unica.

Nel 1986 esaminò una grande varietà di studi sulle differenze tra figli unici e fratelli: l’unica differenza che trovò è che effettivamente i figli unici instaurano un legame più profondo e stretto con i propri genitori, rispetto a coloro che hanno fratelli o sorelle.

Una ricerca condotta nel 2018 ha convalidato tali risultati aggiungendo che i fratelli dimostravano differenze anche tra loro. Se il 25% dei figli unici riteneva positivo il legame con i genitori, solo il 24% dei primogeniti condivideva tale idea, percentuale che calava nei secondogeniti (20%) e nei terzogeniti (18%), e così via.

Abbiamo parlato fino ad ora di differenze tra figli unici e fratelli. Un recente studio svolto in Cina ha rivelato che i figli unici hanno due caratteristiche peculiari rispetto a chi ha fratelli: sono meno tolleranti (meno empatici e altruisti) ma sono decisamente più portati al pensiero laterale, ossia un’osservazione del problema da varie angolazioni.

I figli unici sono abili nel ricercare soluzioni creative ai problemi, perché sono stati sempre abituati a farlo da soli, senza contare su un fratello.

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