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Cinque giochi da fare con i neonati: come stimolare lo sviluppo psicofisico

giochi da fare con neonati

Cinque giochi da fare con i vostri neonati per stimolare lo sviluppo psicofisico e che lo mettono alla scoperta di quello che gli sta attorno.

Il gioco, per il neonato, è di vitale importanza perché lo aiuta a costruire una conoscenza identitaria e una conoscenza di quello che gli sta attorno. Un semplice gioco può fargli conoscere i pericoli, può metterlo a conoscenza di alcune cose a cui deve fare attenzione e può fargli scoprire l’ambiente che lo circonda. Quello che occorre non è un gioco costoso che fa tutto autonomamente, ma un gioco che garantisce un’interattività con lui, catturando la sua attenzione. Infatti, la condivisione con i genitori è importante per il suo percorso di crescita. Lo aiuta con i rapporti familiari e con le sue due persone di riferimento. Esistono moltissimi giochi da poter far fare al neonato. Vediamo i cinque più importanti.

Giochi da fare con i neonati

I giochi per i bambini sono molto importanti e lo mettono alla scoperta di quello che gli sta intorno. Quello che occorre non è un gioco costoso ma un gioco che garantisce un’interattività con lui, catturando la sua attenzione.

Infatti la condivisione con i genitori è importante per il suo percorso di crescita, lo aiuta con i rapporti familiari e con le sue due persone di riferimento. Esistono moltissimi giochi da poter far fare al neonato. Vediamo i cinque più importanti.

Calzino bambolino

Un gioco estremamente semplice che si è solito farlo quando il neonato ha dai 0 ai 3 mesi di vita. Basta prendere un calzino colorato, magari nero, oppure di due colori come il rosso e il bianco e creare un piccolo bambolino da infilare nella mano. Ovviamente, per dare forma e credibilità, basterà fare con il pennarello gli occhi, il naso, la bocca e, con un po’ di fantasia in più, aggiungere i capelli con qualche filo di lana. Basterà muovere in avanti e indietro il calzino, così da attirare l’attenzione del piccolo. Se sta al primo mese di vita, è bene ricordarsi che ha una visione periferica, ovvero che vede solamente con la coda dell’occhio perché quella frontale si sviluppa dal secondo o terzo mese di vita.

Specchietto o foto

Occorrerà un piccolo specchio infrangibile e appenderlo su un lato della culla dove sta il neonato.

Qualche colpetto per fare in modo che il bambino possa essere attratto, e basterà muovere lo specchio nella sua direzione cosicché cercherà di afferrarlo. È un importante giochino che aiuta a stimolare la sua vista e il movimento. Ma qualche pedagogista consiglia di sostituire allo specchietto una fotografia, possibilmente della mamma, del papà o di qualche fratello o sorella e attaccarla su un lato della culla. Visto che il volto umano è la prima cosa che i neonati riconoscono, dopo un po’ che avrà messo a fuoco l’immagine comincerà a gorgheggiare e cercare di prendere la foto con la manina. Oltre che alla vista, stimola anche il ricordo del volto impresso nella foto;

Bagnetto

Verso i 3-4 mesi di vita, è possibile far fare al piccolino qualche bagnetto. Sembrerà banale ma in realtà il bagnetto possiede tanti effetti positivi. Uno tra questi è un po’ un ritorno a quando si trovava nel grembo materno: un posto caldo che lo metterà sicuramente a suo agio.

L’ideale è farglielo fare prima di metterlo a dormire ma, oltre che avere un effetto igienizzante, il bagnetto può essere usato anche come fonte di gioco. Basterà comprare qualche gioco di gomma, come le classiche paperelle o qualche spugnetta piccolina, per stimolare le sensazioni visive e tattili del neonato

Cucù…settete

È un giochino semplicissimo, che lo si fa da chissà quanti anni ma che dietro cela stimoli profondi per il piccino. Verso i 4 mesi di vita è possibile mettere delle mani davanti al viso per coprirlo, per poi dopo pochi secondi spostarle così da far rivedere il vostro viso al neonato. Al momento in cui lo si copre, bisogna dire “cucù”, quando invece esse verranno spostate, si urlerà “settete”. Un gioco all’apparenza banale ma il bambino capirà che anche quando le cose non le vede, in realtà ci sono sempre.

Nascondino con gli oggetti

Basterà prendere un po’ di oggetti come la palla, qualche pupazzetto con cui gioca il piccolino, un sonaglio, qualche oggetto da cucina come un cucchiaino, una presina etc.

Poi basterà mettersi seduti, magari in un posto che mette a suo agio il bambino, come potrebbe essere la sua cameretta e, con una coperta, far vedere a lui che si sta nascondendo l’oggetto. Infine, con una voce vivace che si è soliti fare in presenza di un bambino piccolo, chiedergli dov’è l’oggetto nascosto. Un semplice gioco che lo aiuta a scoprire la permanenza delle cose.

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