Buone abitudini alimentari per bambini: come costruirle

Buone abitudini alimentari per bambini: come abituare i più piccoli a un corretto comportamento alimentare per far sì che crescano in salute.

Il comportamento alimentare, cioè la quantità, il tipo e le sensazioni legate al cibo sono aspetti molto importanti della crescita di ogni bambino. Le buone abitudini alimentari per i bambini sono un comportamento molto complesso, che deriva da numerosi fattori: come costruirle.

Buone abitudini alimentari per bambini

Mangiare non è solo un atto meccanico o una necessità fisiologica del nostro organismo. Mangiare può avere altri significati: può esprimere emozioni, preoccupazioni o problemi. Per questo, è molto importante che i genitori educhino i bambini a un’alimentazione sana e tengano sott’occhio eventuali variazioni del comportamento alimentare.

Molto spesso, capita che il genitore proponga al bambino del cibo per calmarlo nei momenti di disagio. Il bambino stanco e annoiato tende a esprimere il suo disagio con un capriccio o un lamento e a quel punto il genitore offre il cibo come distrazione.

La sensazione di piacere che ne consegue fa sì che il piccolo si abitui a richiedere cibo ogni qual volta sente che qualcosa non va.

Nel caso in cui le famiglie si trovino ad avere figli che chiedono spesso da mangiare, è importante un consulto con il pediatra. Se il bambino chiede sempre da mangiare malgrado la sua alimentazione sia adeguata, è possibile che usi il cibo per regolare le emozioni. Il bambino non sa come risolvere la noia, la tristezza o l’arrabbiatura, e ricerca una sensazione di piacere chiedendo o prendendo da solo da mangiare.

È importante fare in modo che il bambino sia consapevole di quel che mangia. Mangiare distraendosi, magari davanti a un device elettronico, fa sì che il bambino non si renda conto di cosa sta mangiando e di quanto sia sazio. 

Buone abitudini alimentari per bambini: la selettività

Anche la selettività alimentare va tenuta sott’occhio. I bambini, man mano che crescono esprimono i loro gusti e possono cambiare la quantità e il tipo di cibi che prima mangiavano. Quando però gli alimenti che il bambino mangia sono pochi, oppure se il bambino comincia a chiedere alimenti solo di un certo colore, di una certa forma o di una certa consistenza è necessario parlarne con il pediatra.

La selettività alimentare può essere indice di un comportamento oppositivo (cioè ribelle nei confronti dei genitori), della paura di cose nuove (come i cibi diversi) oppure di un comportamento troppo rigido e ripetitivo. D’altro canto, dei brevi periodi di selettività o di inappetenza possono essere normali. 

Buone abitudini alimentari per bambini: occorre attenzione

Ulteriore attenzione va dedicata allo stile alimentare quando i bambini cominciano a crescere e inizia l’adolescenza. I ragazzi sperimentano rapidi cambiamenti corporei ed emotivi. Il comportamento alimentare può diventare il terreno su cui esprimere questo turbine di emozioni. Il corpo è uno strumento per poter parlare di sé e può essere usato per manifestare pensieri, scelte, idee, soprattutto quando non è facile parlare di queste cose con i grandi.

L’alimentazione pertanto può essere modificata per omologarsi alle richieste del gruppo, o per adeguare il proprio corpo agli standard sociali, o ancora per veicolare determinati messaggi: gusti, credenze, orientamenti. Spesso le ragazze decidono di seguire una dieta per perdere peso e raggiungere l’immagine corporea desiderata, i ragazzi cercano di essere muscolosi e prestanti. Le modifiche dell’alimentazione in questa fascia di età sono molto delicate e vanno riportate al pediatra per evitare che un disordine passeggero dell’alimentazione si trasformi in un vero e proprio disturbo del comportamento alimentare.

A volte, anche a fronte di una alimentazione adeguata, i ragazzi possono essere soggetti ad abbuffate, che esprimono un disagio emotivo, un problema con la famiglia o con la scuola, una difficoltà di autostima. Anche in questo caso è importante parlarne con il pediatra. In conclusione, è importante aiutare i bambini e i ragazzi a  riconoscere le loro emozioni e ad esprimerle attraverso canali diversi dal cibo.

Scritto da Francesca Belcastro
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