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Bambini disabili: come portarli sulla neve con il dualski

dualski

Anche i bambini disabili possono divertirsi sciando, grazie ad un guscio ausiliario, il dualski. Scopri cos'è e come funziona su Mamme Magazine.

Portare i bambini a sciare significa regalare loro un momento magico. Soprattutto se possono lanciarsi sulle piste a bordo di un guscio speciale. Dal 9 gennaio di quest’anno, a Cutigliano, i bambini diversamente abili sfrecciano nella neve grazie a Benedetta Cappelli e a suo marito, che con la loro “Fondazione Marta Cappelli Onlus” hanno dotato la stazione sciistica della Doganaccia di un dualski.

Cos’è il dualski

Il dualski rientra nel cosiddetto equipaggiamento flessibile per gli sport all’aperto: consiste in un seggiolino – che sostiene la parte superiore del corpo come un guscio – montato sugli sci. Gli ammortizzatori facilitano la discesa, il telaio è disponibile in diverse altezze per principianti ed esperti, e i pistoncini a gas aiutano ad alzarsi dalla seggiovia. Si può mettere o togliere una barra di appoggio per le mani, che serve a dare sicurezza a chi è alle prime armi.

Il prototipo è stato lanciato nel 1996 con l’idea che tutti potessero sciare in autonomia, rendendo i movimenti più fluidi, imparando più rapidamente… insomma, divertendosi di più.

Oggi si può scegliere tra vari modelli a seconda delle esigenze: quello di base si presta alle discese in solitaria, eventualmente usando anche un buon paio di racchette; quello doppio permette al maestro di sci o ad un accompagnatore di sistemarsi alle spalle dell’allievo per guidare la discesa. E c’è anche una versione estiva per lo sci d’acqua.

I bambini che sciano

Lo sci dà al bambino tutti i benefici dell’attività fisica, all’ennesima potenza. Rende il fisico più resistente alle malattie, complice l’aria pulita che si respira in montagna. Combatte il sovrappeso e fortifica la costituzione, perché richiede un buon dispendio di energie – e con un po’ di fortuna, sotto il sole delle piste si fa una scorpacciata di vitamina D per le ossa.

Aiuta il corpo a svilupparsi armoniosamente, con esercizi di equilibrio, potenza, e agilità.

Ma i vantaggi più importanti sono quelli per la psiche: il bambino diventa sicuro di sé, impara a cadere e rialzarsi, con tutte le soddisfazioni che si hanno facendo progressi. Sciare è anche un modo per stare insieme alla famiglia e agli amici, per costruire uno spirito di squadra, abituarsi alla disciplina e a rispettare le regole. Insomma, a vincere i nostri limiti.

Sciare è per tutti

Col dualski la tecnologia per lo sport supera uno dei tanti ostacoli che i disabili di tutte le età incontravano in passato sul loro percorso. Tutto è cominciato quando le associazioni sportive e le scuole di sci si sono dotate dei primi ausili meccanici ed elettronici, organizzando anche dei corsi mirati per i maestri di sci.

Testati e pubblicizzati in occasione dei Giochi paralimpici, hanno fatto il loro debutto sulle piste degli amatori prima il monosci – col guscio montato su uno sci solo – poi il bisci – un monosci in cui il maestro spinge lo sciatore come in tandem – gli stabilizzatori – per sciatori amputati – i collegamenti audio con l’accompagnatore – per i ciechi – e altri strumenti compensativi per lo snowboard. A proposito di gare, uno dei prossimi obiettivi alla Doganaccia è organizzare un “Trofeo Marta Cappelli”, in onore della figlia di Benedetta, morta a soli 9 anni. La fondazione stessa è nata per ricordarla e non lasciare sole le famiglie che devono affrontare le stesse difficoltà della famiglia Cappelli. L’altro piccolo di casa, il fratello di Marta, scia ancora nella stessa stazione.

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