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Neomamma si ubriaca e soffoca la figlia nel sonno

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L'alcol ha avuto un terribile effetto su una giovane neomamma che, dopo mezza bottiglia di vodka, ha soffocato la figlia di due mesi nel sonno. 

L’alcol ha avuto un terribile effetto su una giovane neomamma che, dopo aver bevuto mezza bottiglia di vodka, si è addormentata con la figlia di due mesi sul divano soffocandola accidentalmente nel sonno.

I fatti

Stacey Atkinson, 30 anni, aveva in corpo il doppio della quantità di alcol consentita alla guida quando si è addormentata con la piccola Chloe tra le braccia. Al suo risveglio, ha trovato la figlia incosciente e, nonostante l’intervento tempestivo dei paramedici, non è stato possibile rianimarla. Le autorità hanno quindi ispezionato la casa per capire cosa fosse accaduto, e hanno trovato una bottiglia di brandy vuota e una di vodka mezza vuota. A quel punto, la donna ha ammesso di aver consumato una grande quantità d’alcol prima di addormentarsi.

Le analisi effettuate sulla bambina hanno rivelato che la sua morte è dovuta a questo. Chloe, infatti, era completamente sana ed è morta schiacciata dal peso della madre mentre dormivano insieme, che l’ha spinta contro il cuscino del divano togliendole la possibilità di respirare.

La madre non si è accorta di nulla proprio perché aveva un tasso alcolico molto elevato, pari a 190 mg di alcol in 100 ml di sangue.

Il processo alla neomamma

Durante il processo in tribunale, la donna, distrutta per via dell’accaduto, si è dichiarata colpevole riguardo l’accusa di negligenza nei confronti di minore. La difesa ha cercato di comprendere l’imputata, commentando che, indipendentemente dall’esito dell’udienza, aver perso la figlia fosse una condanna più pesante di un ergastolo. Inoltre, è stato sottolineato che la madre non aveva cercato di occultare l’episodio, ma che anzi avesse allertato subito il marito e i soccorsi.

In aggiunta a ciò, è stato scoperto che la neomamma soffriva di depressione, ansia, disturbo della personalità e disturbo ossessivo compulsivo. La donna, quindi, viveva già con una condizione difficile, che l’alcol non ha fatto che aggravare.

Una volta raccolti tutti i dati, il giudice quindi si è espresso mostrando una certa empatia verso la neomamma.

“Indipendentemente dal verdetto che pronuncerò, lei ha già subito una terribile punizione come conseguenza di ciò che ha fatto”, ha dichiarato durante l’udienza. Nonostante il reato di negligenza, in caso di “epiloghi tragici”, preveda la reclusione in carcere, il giudice ha deciso di sospendere la pena. La donna ha quindi ricevuto una condanna di 12 mesi, durante i quali sarà sorvegliata, e dovrà seguire un corso di riabilitazione di 20 giorni. Inoltre, non è stata considerata un pericolo per gli altri due figli, di 10 e 13 anni, che rimangono quindi sotto la sua custodia.

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