Depressione post-partum: cosa NON fare

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I neo-genitori spesso credono di essere totalmente preparati alla nascita di un figlio. Ma cosa succede quando si deve aver a che fare con la fantomatica “depressione post-partum“? La si conosce, se n’è sentito parlare. Ma si è in grado di affrontarla, quando sopraggiunge? Questo problema riguarda tutti, dalla coppia alle rispettive famiglie, tutti in dubbio su come comportarsi e come agire.
Bene, se siete genitori, amici, parenti, fidanzati, mariti di una donna in depressione post-partum, sappiate che non c’è nulla che voi possiate fare per migliorare la situazione. Ma sicuro, c’è qualcosa che NON dovete assolutamente fare, o dire, per non peggiorare la situazione, in questo delicato periodo. Ecco qualche esempio:

1) Mai dire: “Prova a liberartene!” – Ogni mamma desidererebbe liberarsi da questo fastidio, ma ciò non è possibile perchè non dipende dalla sua volontà. La depressione post-partum, è un misto di sensazioni tra la tristezza, il senso di colpa, la confusione ed il sentirsi totalmente sopraffatto da impegni, responsabilità.

A tutto questo si aggiunge il poco sonno, gli ormoni ancora in subbuglio ed i postumi del parto. NON è facile liberarsene”.

2)Mai dire: “Dovresti essere felice! Hai un bambino bello e sano!” Non solo amici e parenti ricordano alla neo mamma di avere tra le braccia una fonte di gioia e felicità, ma anche la società, i media, tutto ciò che la circonda suggerisce alla mamma che tutto ciò che deve provare in quel momento è una gioia immensa ed infinita.
C’è una grandissima pressione psicologica per la madre, che deve dimostrare al mondo di essere la madre perfetta, quella che tutti chiedono e reclamano. È ovvio che una madre è felice di avere un bimbo bello ed in salute, ma semplicemente non riesce a indossare il suo sorriso migliore per il resto del mondo. E questo la distrugge nel profondo.

3) Mai dire: “So come ti senti” – Non è vero. Non lo sai.

Non potrai mai sapere cosa prova una madre che soffre di depressione post partum, a meno che non l’abbia sofferta anche tu in passato. E non conta il racconto dell’amico dell’amica che ci è passata. In ogni caso, se davvero siete reduci di tale disturbo, la cosa migliore da fare è dire: “All’inizio è difficile, ma andrà sempre meglio”. Tutto ciò che c’è da sapere è che non durerà in eterno.

4) Mai dire: “Sei una mamma bravissima”. Quasi sicuramente una mamma che lotta con la depressione, provano, cercano di essere delle mamme perfette, che amano alla follia i propri bambini. Ma, in questi casi, nei primi periodi, la mamma non si sentirà all’altezza dell’ideale che si era prefissata. Si sentirà una madre orribile. Si sentirà come se non riuscisse a capire i bisogni del proprio piccolo e a prendersene cura, come se il bambino non l’amasse e stesse meglio senza di lei.

Dire ad una mamma che si sente (non lo è!) un “fallimento” che è una madre perfetto suonerebbe alle sue orecchie come una gran bugia.

5) Mai dire: “Non c’è bisogno di piangere!” È una delle cose peggiori che si possano dire ad una mamma. La DPP da tantissime ragioni per piangere. Deve essere così. Dire “non ci pensare”, “smettila di piangere” è completamente inutile. Una neo-mamma ha bisogno di imparare ad accettare la sua nuova situazione, ed il pianto è la migliore valvola di sfogo per far fronte alle sue frustrazioni.

In breve, basta ricordare che la depressione post partum non è facile da “curare”. Tutto ciò che bisogna fare è stare vicini alla mamma, darle supporto e stare attenti a cosa si dice e come si dice. Ora come ora le vostre parole potrebbero davvero migliorare la situazione. O peggiorarla.

Ovviamente, se notate che tale disturbo perdura per più tempo o ha difficoltà a scomparire, convincere la madre a parlare con il proprio medico è la soluzione più adeguata.

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