Come spiegare il tempo ai bambini: i consigli

Come spiegare il tempo ai bambini: i consigli per parlare di un concetto complesso e astratto in modo molto chiaro ed efficace.

Il tempo è un concetto astratto e complesso, difficile da far comprendere ai bambini. Servono molti anni prima che un bambino costruisca il proprio concetto di “tempo”. Spesso, quando in seconda elementare viene proposto l’argomento “orologio”, alcuni bambini non sono ancora pronti.

Come spiegare il tempo ai bambini? Scopriamolo insieme.

Come spiegare il tempo ai bambini

“Mamma ma domani è adesso?”. Tante volte abbiamo sentito i bambini fare domande sul concetto di tempo. D’altronde, arriva un momento in cui la dimensione del tempo deve per forza assumere una forma chiara e concreta. 

Il concetto di tempo è molto astratto e quindi difficile da comprendere per i bambini. Purtroppo si ritrovano a lottare con l’orologio e la fretta dei genitori fin da piccolissimi.

Per questo, è bene evitare di parlare di ore e minuti, privi di ogni significato. Con i bambini è importante dare dei riferimenti sulla loro giornata o routine. Il trascorrere del tempo va declinato in modo personalizzato sulla giornata del singolo bambino. Fino agli 8-9 anni la concezione del tempo è molto diversa da quella di un adulto. Infatti, il bambino è concentrato sul qui e ora e non gli è naturale fare proiezioni in avanti. 

I bambini fino ai 6 anni percepiscono lo scorrere del tempo, l’organizzazione della giornata, hanno in mente episodi singoli, situazioni specifiche, ma non riescono a comprendere la durata del tempo perché necessitano di ragionare sulla concretezza e tangibilità delle cose.

Quando parliamo ai bambini è costruttivo rifarsi a questi momenti fissi: “appena finiamo la pappa, andiamo in bagno”, “quando finisci il riposino possiamo andare al parco”.

Abituarli al concetto di un presente che si può comporre di un poco fa e tra poco è utile. Possiamo dire frasi come: “prima eravamo a casa, adesso stiamo camminando, tra poco andiamo al parco”. O di un ieri, oggi e domani, raccontando di aneddoti avvenuti in un arco temporale circoscritto.

Con i più piccoli, come per molti altri concetti, gli esempi pratici e tangibili sono quelli più efficaci. Per esempio, per spiegare al bimbo quanto tempo dovrà aspettare prima di poter giocare o dedicarsi all’attività preferita, può essere utile utilizzare una clessidra. Con questo semplice espediente, anche l’attesa può diventare divertente.

L’importanza della routine

Altra storia, invece, è quella che riguarda il concetto di ciclicità del tempo, ovvero l’alternarsi del giorno e della notte, delle ore e delle stagioni.

Questo concetto è difficile da comprendere nei suoi termini astratti, ma è facile da seguire grazie all’adozione di una routine familiare che, oltre a essere rassicurante, aiuta il bambino a scandire il tempo con ritmi sani e abitudini positive.

I bambini in età prescolare, ovviamente, scandiscono il tempo secondo pochi parametri: giorno e notte, mattina e sera. Prima della scolarizzazione, infatti, è impossibile pretendere che un bambino abbia chiaro in mente il concetto delle ore e ancora meno dei giorni che si susseguono. Per comprendere e accettare il concetto di ciclicità del tempo, l’adozione di una routine può rivelarsi una strategia vincente: è un’abitudine sana stabilire degli orari in cui i piccoli si dedichino a determinate attività.

Le giornate scandite secondo dei rituali familiari, oltre ad aiutare i bambini ad affrontare senza ansia il tempo che passa, li agevolano nella comprensione del concetto di ciclicità, attraverso le attività che si susseguono durante le ore della giornata e che si ripetono ogni giorno. Grazie alla routine e ai riferimenti certi che essa permette di imprimere nella mente del bambino, è possibile rivolgersi al piccolo rimandando le sue richieste, per esempio, all’ora della merenda o della cena.

Scritto da Francesca Belcastro
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