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Ciuccio si o no? Quando e come darlo al neonato

ciuccio

Il ciuccio è un ottimo rimedio per far smettere di piangere i nostri piccolini. Ma quando darglielo e come? Facciamo chiarezza.

Parliamo del ciuccio per i bambini, quando darlo? Da sempre esiste una diatriba tra coloro che sono accesi sostenitori dell’uso del ciuccio e coloro che, invece, non lo sono. Cerchiamo di capirne di più, analizzandone anche i pro ed i contro.

Ciuccio

Chiamato in molti modi differenti, tra cui succhietto, tettarella o ciucciotto, il ciuccio è un qualcosa che fa davvero molto discutere le mamme e non solo. Si tratta di un dispositivo che può essere in plastica, in gomma o in silicone. Spesso viene usato per conciliare il sonno nei bambini o per farli calmare in breve tempo, cercando di stimolare il riflesso della suzione. In sostanza, quindi, ricopre il ruolo di capezzolo artificiale. Ovviamente, è più grande di un normale capezzolo, proprio perché così non si corre il rischio che il bambino lo possa ingoiare e soffocare.

Si stima che esso sia nato addirittura 3000 anni fa. Alcuni ritrovamenti, infatti, hanno fatto pensare gli scienziati che esso fosse utilizzato per succhiare il miele.

Fino al medioevo, il ciucciotto è stato utilizzato in questo modo. Intorno al 1900, invece, è stato istituito il ciuccio come lo intendiamo noi oggi. L’invenzione la dobbiamo agli Stati Uniti. Lo chiamavano Baby Comforter.

Ciuccio: quando darlo

Ma quando dovremmo darlo ai nostri bambini? Il ciuccio è sicuramente un ottimo alleato per mamme, nonne o babysitter, ma certo non può essere tenuto in bocca al bambino tutto il giorno. Spesso lo si dà al piccolino come rimedio per provare a calmarlo, ogni volta che piange. E’ pur vero, però, che dovremmo andare all’origine del pianto. Se, ad esempio, il bambino ha fame o sete, non smetterà certo di piangere con il ciuccio. Se, invece, è nervoso o ha sonno, può trarre beneficio dall’uso di esso. La prima regola è, quindi, cercare di capire il motivo del pianto del bambino. Inizialmente si possono provare forme di consolazione come far sentire la propria voce, oppure cullarlo, provare ad allattarlo se possibile o semplicemente prenderlo in braccio.

Se ciò non funziona, possiamo provare a vedere se il bambino ha ad esempio sete. In caso contrario, possiamo pensare di usare il ciuccio.

Uno dei più grossi timori dei genitori, da ormai alcuni anni, è che esso possa dare noia ai dentini che si formano. Le nostre nonne, infatti, dicevano che chi usa il ciuccio avrà poi i denti storti. In realtà, si tratta di credenze popolari. Fino ai due o tre anni, infatti, l’uso del ciuccio non interferisce con la formazione delle arcate dentarie. E’ pur vero, però, che un uso prolungato nel tempo, soprattutto dopo i tre anni, può portare a qualche problema di malocclusione. Cercare di eliminarlo entro i tre anni ci pone al riparo da ciò. E’ dannoso, invece, intingerlo in sostanze dolci prima di darlo al bimbo: esso, infatti, così può provocare la formazione di carie. Una tantum è concesso, ma che non diventi la regola è necessario.

Il ciuccio dovrebbe essere dato dopo un mese dalla nascita, secondo i medici.

Ciuccio: pro e contro

Analizziamo, adesso, i pro e i contro derivanti dall’uso del ciuccio. Si stima, infatti, che usarlo possa essere utile per evitare la morte in culla. La suzione del dispositivo, infatti, sembra tener lontana la pericolosa sindrome. Come succede ciò? Esso facilità la capacità del bambino di svegliarsi in caso di apnea. Si stima, infatti, che tra le linee guida contro tale sindrome venga specificato proprio l’uso di un succhiotto quando il bambino si addormenta. Ecco un punto in favore del ciuccio, oltre alla possibilità di farlo ovviamente calmare ed addormentare.

Tra gli svantaggi del suo uso, ricordiamo che esso può diventare un vizio. Il bambino, infatti, potrebbe diventare dipendente da questo prodotto. I pediatri sono concordi sul fatto che, oltre 10-12 mesi di età, specialmente se l’uso è intensivo, questo può provocare dei danni. Sembra, infatti, che esso possa favorire l’insorgenza di otiti.

Non si capisce bene come, ma la suzione prolungata potrebbe provocare troppe secrezioni nasofaringee, che si propagano nella tuba di Eustachio.

Ancora, è possibile che esso possa causare disallineamenti dentali e diminuire l’allattamento se dato prima del primo mese di vita. Ancora, è possibile che le infezioni gastrointestinali e le problematiche da Candida Albicans possano aumentare durante l’uso del ciuccio. Come in tutte le cose, ci vuole sempre il buonsenso. Esso non è un qualcosa da demonizzare in assoluto, ma non deve essere certo offerto al bambino ogniqualvolta che piange. Un uso corretto non può che provocare benefici al bambino. Esistono, comunque, bambini che non vogliono il ciuccio a nessun costo: forzarli non è mai bene.

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