Amico immaginario dei bambini: chi è e come comportarsi

Il significato dell'amico immaginario dei bambini: chi è e come devono comportarsi i genitori.

Il bambino che usa la sua fantasia per creare un amico immaginario è un bambino che lavora per la propria salute mentale. Amico immaginario dei bambini: chi è e cosa rappresenta? Scopriamolo insieme.

L’amico immaginario dei bambini

Durante la prima infanzia, molti bambini si costruiscono un amico immaginario, una presenza frequente nella loro vita, che inizia a fare la sua comparsa intorno ai 2-3 anni, fino all’inizio della scuola primaria.

L’amico immaginario può assumere le caratteristiche di una persona vicino al piccolo, oppure avere avere le sembianze di un animale o un personaggio inventato. Il bambino crea nella sua fantasia un amico capace di interagire con lui nel confine tra realtà e finzione. Si tratta di un compagno di vita che non lo lascia solo, che lo aiuta a crescere, a conoscersi e ad adattarsi più facilmente al complesso mondo degli adulti.

L’amico immaginario può essere invisibile o un oggetto reale. La cosa che accomuna entrambe le tipologie è che gli amici immaginari hanno pensieri propri e, soprattutto, una vita propria: non sempre, quindi, sono presenti nelle giornate del bambino. I bambini giocano, parlano, confidano segreti e paure al proprio amichetto invisibile e non è raro che, addirittura, ci litighino. Gli amici immaginari, soprattutto quelli invisibili, hanno forme e fattezze varie: possono essere minuscoli esserini o persone enormi e forzute, possono essere molto simili al bambino che li crea o il loro esatto opposto. La cosa che accomuna tutti gli amici immaginari, tuttavia, è la loro capacità di ascoltare il bambino, che può confidargli qualsiasi pensiero.

Amico immaginario: come comportarsi

Gli psicologi affermano che l’amico immaginario non è solo un vezzo. La sua silenziosa presenza nella vita del bambino, infatti, svolge innumerevoli funzioni. Grazie all’amico immaginario i bambini possono manifestare i propri pensieri, e parlarne senza paura che vengano spifferati ad altri: insomma, l’amico immaginario non tradisce mai. Avere un amico immaginario insegna al bambino a relazionarsi con qualcosa di diverso da sé. Inoltre, aiuta i bambini a costruirsi un’identità propria e, allo stesso tempo, a riconoscere il fatto che può esistere un pensiero o una visione del mondo diversa dalla loro. Insomma, avere un amico immaginario è totalmente positivo per la crescita del bambino.

La sua presenza diminuisce con il passare degli anni e tende a svanire completamente entro i 10 anni. Dopo i 6 anni, infatti, i bambini, infatti, cominciano a frequentare la scuola elementare, il loro mondo si allarga e le relazioni diventano reali e importanti. L’amico immaginario, semplicemente, viene sostituito dalla realtà.

Scritto da Francesca Belcastro
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