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Sindrome della morte in culla: cos’è e come si può prevenire

Sindrome morte in culla

Cos'è, quali sono i fattori di rischio e come si può prevenire la sindrome della morte in culla

La sindrome della morte in culla, conosciuta anche come morte bianca, si può prevenire. Ma come? Seguendo tutta una serie di accorgimenti che rendono il sonno del neonato sicuro.

La sindrome della morte in culla: cos’è?

SIDS è l’acronimo che identifica la sindrome della morte improvvisa del neonato durante il sonno. La sindrome, conosciuta anche come morte bianca, colpisce molti bambini di età inferiore a un anno, i quali vengono trovati morti nelle loro culle. Non persistono dati nazionali certi sul numero di morti bianche in Italia, ma si stima che possa colpire indicativamente lo 0,5‰ (1 neonato su 2000). Purtroppo le cause che portano al decesso dei neonati durante le ore di sonno sono difficili da identificare, anche dopo indagini accurate come l’autopsia. La causa principale che gli esperti attribuiscono a quanto accade sono: la nascita prematura del neonato e il basso peso che il nascituro presenta quando viene al mondo.

I fattori di rischio

La ricerca non ha ancora dato una risposta precisa circa le cause della SIDS, ma si pensa che possa essere il risultato di un insieme di fattori che colpiscono l’organismo del neonato che purtroppo, data la sua tenera età, è incapace di reagire a determinati stimoli esterni.

Inoltre, difetti di maturazione dei circuiti cerebrali che gestiscono la capacità di risvegliarsi dei bambini, in particolare in condizioni pericolose come la carenza di ossigeno, sono un’altra causa che potrebbe essere riferita alla morte in culla.

I fattori di rischio che risultano essere correlati con la sindrome della morte in culla sono: il basso peso del bambino alla nascita (meno di 2,5 kg), la prematurità, il vizio di fumare e l’assunzione di alcool da parte della madre durante la gravidanza. E ancora: far dormire il bambino a pancia in giù o di lato, il fumo passivo, l’alimentazione con latte artificiale, le malattie febbrili e dormire su superfici non appropriate e con troppe coperte o cuscini sono altri fattori che possono portare al manifestarsi della sindrome in questione.

Come dare un sonno tranquillo al neonato?

Per rendere sicuro il sonno del bambino, ecco alcuni consigli che i genitori dovrebbero tenere a mente quando mettono a letto il proprio figlio!

Prima di tutto è bene coricare il neonato a pancia in su (in posizione supina) evitando di farlo dormire su divani, cuscini troppo imbottiti e letti ad acqua.

Evitare temperature superiori ai 20° nella stanza da letto e non coprirlo con coperte o piumoni troppo pensanti è fondamentale per la salute del neonato, come anche accertarsi che il neonato non abbia, intorno alla testa, cuscini e oggetti morbidi. Dormire in stanza con i genitori, secondo diversi studi, permette un miglior sviluppo dei bambini rispetto a quelli che non dormono vicino alla mamma e al papà.

Evitare di dormire con il proprio figlio se si è assunto alcool, se si è fumatori, se si è fortemente in sovrappeso e se si assumono farmaci che rendono il sonno pesante sono altre regole fondamentali da seguire. Situazione poco conosciuta dai genitori, ma estremamente pericolosa riguarda il far dormire il bambino nel lettone in mezzo ai due adulti: questo può rappresentare un fattore di rischio, in particolare per i lattanti molto piccoli. La soluzione più sicura è quella di unire, alla stessa altezza del letto dei genitori, un lettino per bambini.

Durante il sonno, avere in prossimità il proprio bambino, specialmente durante il primo mese di vita, permette alla madre di tenere sotto controllo alcune funzioni fisiologiche ancora immature del neonato, come ad esempio il ritmo respiratorio, la frequenza cardiaca e la temperatura corporea.

Inoltre, la vicinanza con il proprio bimbo, permette alla madre di fortificare il legame con lui e di rassicurarlo.

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