Sindrome del bambino scosso: sintomi e cause

Quando il neonato piange, è importante non scuoterlo violentemente, perché potrebbe verificarsi la sindrome del bambino scosso: sintomi e cause.

Il pianto è la prima forma di linguaggio dei neonati e, a volte, questo può essere inconsolabile. Molto spesso, quando si verifica questa situazione, i genitori tendono a prendere in braccio il bambino e scuoterlo. Non bisogna mai avere questa reazione, dal momento che vi potrebbero essere delle serie conseguenze.

Sindrome del bambino scosso: quali sono i sintomi e le cause?

Sindrome del bambino scosso: sintomi

La sindrome del bambino scosso è una delle forme più gravi di maltrattamento fisico del neonato e rappresenta la prima causa di morte per abuso. La maggior parte dei casi si verifica nel primo anno di vita, con una frequenza più alta durante i primi sei mesi. Non ci sono dei veri e propri sintomi, in quanto la sindrome è dettata dall’azione dell’adulto.

Infatti, consiste in un violento scuotimento del bambino con possibile trauma cerebrale e complicanze neurologiche. Soprattutto sotto i 2 anni di vita, il bambino non ha ancora una muscolatura del collo ben sviluppata e quindi non riesce a sostenere in maniera corretta la testa. Se l’adulto scuote il neonato con forza, il suo cervello sbatte contro le ossa del cranio e può quindi subire lesioni gravissime. Tale situazione si può verificare anche con soli pochi secondi di scuotimento, durante i quali il cervello del neonato rimbalza avanti e indietro contro il cranio.

Nonostante non vi siano dei sintomi veri e propri, ci sono dei campanelli d’allarme, tra cui vomito, inappetenza, difficoltà di suzione o deglutizione, estrema irritabilità, sonnolenza, assenza di sorrisi o di vocalizzi, rigidità nella postura, difficoltà respiratorie, difficile controllo del capo, fratture delle costole e delle ossa delle braccia.

Sindrome del bambino scosso: cause

La sindrome del bambino scosso tende a verificarsi proprio a causa del violento scuotimento del piccolo da parte dell’adulto.

Questa forma di maltrattamento è spesso conseguenza del pianto inconsolabile del neonato. Nella quasi totalità dei casi questi bruschi movimenti vengono effettuati senza avere consapevolezza delle gravi conseguenze. Si possono arrecare danni permanenti molto gravi, dal ritardo nello sviluppo neurologico, alla morte. Ci sono dei fattori di rischio che possono condurre a questa delicata e spiacevole situazione, tra cui:

  • giovane età della mamma;
  • stato depressivo;
  • disagio socio-economico;
  • utilizzo di sostanze d’abuso;
  • basso livello culturale;
  • precedenti episodi di maltrattamenti in famiglia.

È importante sottolineare come la sindrome del bambino scosso non si presenta qualora l’adulto agiti il bambino gentilmente e in modo giocoso, come quando lo si fa saltare o si pratica jogging. Inoltre, è molto raro che si verifichi a seguito di incidenti domestici minori, come cadere da una sedia o dalle scale, oppure se accidentalmente il bambino cade dalle braccia dell’adulto.

Scritto da Francesca Belcastro
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