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Quanto si paga all’ora una baby sitter per due bambini

baby sitter per due bambini

Secondo la normativa nazionale una baby sitter deve essere pagata in base alla sua esperienza e alla categoria al quale appartiene. Il tariffario può variare da regione a regione d' Italia.

Sempre più mamme lavorano tutto il giorno e sono piene di impegni. In questi casi è opportuno trovare qualcuno che si occupi dei propri figli in assenza dei genitori. Le mansioni richieste possono essere svariate. Che si tratti semplicemente di riprenderli all’uscita da scuola e accompagnarli a casa, o di aiutarli a fare i compiti e giocare, abbiamo bisogno di qualcuno che si prenda cura di loro.

Trovare una persona di fiducia che possa occuparsi dei propri figli è però molto difficile. Districarsi tra le mille proposte di assunzione di baby sitter può diventare molto stressante. Finalmente però avete trovato una baby sitter che può occuparsi dei vostri due figli mentre siete a lavoro durante il giorno ma non sapete qual è il prezzo per una giusta retribuzione all’ora. Quanto si paga una baby sitter per due bambini? Rispondiamo ad alcuni quesiti riguardo la giusta retribuzione per una baby sitter, anche nel caso che essa si debba occupare di più bambini contemporaneamente.

La normativa nazionale

Fare la baby sitter è un normale lavoro.

Può sembrare un’affermazione scontata ma in realtà non lo è. Troppo spesso infatti, questo genere di lavoro è affidato al precariato e al lavoro “in nero”. È opportuno ricordare quindi che fare la baby sitter è un lavoro vero e proprio. Per questo è soggetto a normale regolamentazione e legislazione.

Per orientarvi sulle caratteristiche contrattuali e i relativi costi potete far riferimento alla normativa nazionale, entrata in vigore a partire dal 1 Gennaio 2012. Essa stabilisce le tariffe orarie per il lavoro di baby sitter e le diverse tipologie contrattuali per la categoria.

Il tariffario nazionale distingue ben 7 fasce diverse di baby sitter, in base all’esperienza e conseguente retribuzione.

Partendo da un livello Bs, baby sitter che hanno alle spalle meno di 12 mesi di attività, si arriva al livello Cs, persone che invece sono delle professioniste del settore, che hanno seguito un percorso specifico di formazione. Quest’ultima categoria comprende persone che possono offrirvi un servizio qualificato ed essere delle vere e proprie educatrici per i vostri figli.

La scelta della categoria a cui fare riferimento dovrà corrispondere al vostro livello di bisogno per i vostri fogli. Se si tratta di un impegno saltuario vi potreste avvalere anche di una baby sitter con meno esperienza, ma se si tratta di una collaborazione duratura si consiglia di rivolgersi a persone più qualificate.

Ad ogni livello corrisponde una determinata e adeguata retribuzione. La retribuzione non può scendere comunque sotto i sei euro all’ora. Possiamo considerare come retribuzione massima nove euro all’ora.

Le tariffe variano molto di anno in anno e tendono ad aumentare con il tempo. Il divario tra le varie regioni d’Italia è comunque da tenere in considerazione. Ad esempio, le zone più care sono regioni del nord Italia come la Valle d’Aosta. Qui la richiesta arriva fino a i nove euro all’ora. Al sud al contrario, ad esempio in Puglia, si registra il prezzo medio minimo di circa sei euro.

Questo importante divario tra aree geografiche è da imputare al diverso grado di ripresa economica che si è avuto nelle regioni italiane e al diverso costo della vita che si registra nelle diverse regioni d’Italia.

Retribuzione baby sitter per due bambini

Come dobbiamo comportarci nel caso i bambini da badare siano due o più? Importante è cercare un giusto compromesso per retribuire una baby sitter per due bambini. Ascoltate le sue richieste e impegnatevi per non scontentarla. Cercate allo stesso tempo di pagare un prezzo che possa essere sostenibile per la vostra famiglia. L’ideale sarebbe dai dieci ai dodici euro all’ora, ovvero sui sei o sette euro a figlio. In questo modo rientrate nelle tariffe previste dalla normativa, offrendo un compenso adeguato per l’impegno necessario a seguire due bimbi. In questo caso, però, l’ideale sarebbe di riuscire a trovare un accordo con la propria baby sitter per un pagamento forfettario. Soprattutto se si tratta di una prestazione duratura nel tempo.

Questo dovrebbe tener conto sia del numero di ore effettuate sia della mole di lavoro effettivo a cui sarà sottoposta la baby sitter; essendo occupata nella gestione di più bambini contemporaneamente.

È importante ribadire in conclusione che spesso il lavoro di baby sitting è pagato “in nero” e non è soggetto a normale regolamentazione e contratto di lavoro. Questa pratica dovrebbe essere esclusa a priori. Anche davanti alla prospettiva di risparmiare qualche soldo.

È importante ricordare però l’alto grado di responsabilità che questa professione comporta. Affidare queste prestazioni a precariato e al pagamento “in nero” potrebbe essere rischioso. In caso succeda qualcosa di spiacevole, infatti, non sarete tutelati in nessun modo dalla legge.

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