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Le arti marziali fortificano il carattere dei bambini

arti marziali

I bambini che praticano le arti marziali hanno un carattere più forte e sono pronti ad affrontare le sfide della vita. Scopri perché su Mamme Magazine

“Per allenare la marzialità prima si deve allenare la morale, per insegnare all’uomo prima si deve insegnare al cuore”. La scuola di arti marziali del maestro Khawam a Bergamo apre le porte anche ai bambini. Perché imparare a combattere secondo le regole è la via per costruirsi una personalità sana e ricca.

I bambini di oggi

I bambini di oggi spendono le loro giornate tra scuola, lingue straniere e strumenti musicali, recite e laboratori, impegni di famiglia e – fa bene alla salute – attività sportiva. Non ci chiediamo spesso se tutti questi impegni abbiano un significato anche per loro. Fare i compiti non serve se non si è capito l’importanza di imparare e di cosa si impara; le attività di gruppo non servono se le si vive come un’imposizione; gli impegni di famiglia e lo sport non servono se non si capisce come coltivare le relazioni e affrontare la fatica.

Perché questi momenti siano altrettante occasioni per il bambino di sviluppare la propria personalità, è ovviamente fondamentale che ci sia una personalità da sviluppare.

Avere una personalità vuol dire mostrarsi curiosi nei confronti della vita, nutrire delle aspirazioni, essere consapevoli dei propri limiti. Ma questo processo, di per sé naturale, rischia di essere ostacolato dalla frenesia delle giornate, cui si sommano il bombardamento da parte dei media con le loro fonti di distrazione, e l’iperstimolazione da parte dei nuovi device come smartphone e tablet.

I bambini del wushu

Secondo il maestro Khawam, i bambini che praticano wushu (le arti marziali cinesi) si costruiscono più facilmente un carattere integro e ricettivo, innanzitutto perché imparano a combattere secondo le 7 regole del wushu:

  1. La vita umana. Il combattimento nasce dall’esigenza di proteggere la vita umana, dunque il combattente riconosce che la vita umana ha un valore.
  2. La morale. La morale non è un insieme di divieti e di limitazioni, ma di punti di riferimento e indicazioni per vivere una vita piena. Il combattente sa dunque qual è il modo migliore per rapportarsi non solo con gli altri, ma anche con se stesso.
  3. La gentilezza.

    Si combatte secondo un vero e proprio galateo, che si impara di pari passo con le tecniche marziali. Ogni tecnica infatti può essere appresa solo se prima si è sviluppata una virtù corrispondente: in senso di giustizia, la diligenza, la persistenza, l’onestà, l’impegno a lavorare con fatica.

  4. La cura del maestro e di te stesso. Il combattimento è un’arte, e come tale deve essere imparata . L’allievo deve dunque essere un combattente disposto a correggersi e ad ascoltare, mentre il maestro deve essere un combattente capace di correggere e insegnare. Entrambi questi atteggiamenti ci richiedono di avere cura di chi ci sta di fronte, qualunque sia il suo ruolo.
  5. L’equilibrio. Combattere bene significa mantenere un equilibrio tra ardore – la forza del sentimento che ci spinge a combattere – e modestia – la precisione del controllo sulla tecnica di combattimento.
  6. La libertà. Combattere bene significa anche rinunciare ad ogni rancore e invidia.

    Il combattente non deve mai offendere l’avversario o dare una dimostrazione di potenza. Si combatte per imparare a difendersi e per migliorare la propria anima a partire dal corpo.

  7. La perseveranza. Imparare l’arte del combattimento richiede tempo ed impegno, perché le singole tecniche vanno memorizzate, fatte proprie, ed eseguite in armonia. Il buon combattente sa essere paziente e perseverare per ottenere i risultati.

Perché combattere fa bene?

I bambini non corrono alcun rischio praticando il wushu. La lezione del maestro Khawam è infatti organizzata come un gioco: prima si fa della ginnastica per migliorare la coordinazione e correggere la postura, poi si studia insieme il programma del combattimento, e infine ci si esercita con l’aiuto di attrezzi innocui. Gli allievi diventano così fisicamente più agili e forti, e psicologicamente più sicuri e concentrati. Il tutto con tanto divertimento.

In generale, le arti marziali aumentano la capacità di attenzione e concentrazione – non stupitevi se anche i voti e il comportamento a scuola miglioreranno – soddisfano la curiosità – i bambini hanno bisogno di imparare – e incoraggiano le ambizioni – con una sana competizione.

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