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Svezzamento corretto solo per 1 bambino su 3

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Come svezzare il proprio bambino? Scopriamo insieme cosa suggeriscono gli studiosi.

Qual è il momento e il modo giusto per iniziare lo svezzamento del proprio bambino? Ci sono delle linee guida da seguire? Scopriamolo insieme.

Svezzamento: come e quando iniziarlo

Lo svezzamento è un momento fondamentale della vita di un bambino, importantissimo per il corretto sviluppo fisico e mentale. In questo delicato momento il bambino smette di bere il latte materno e comincia a nutrirsi per la prima volta con alimenti diversi. Molte mamme però si chiedono quando sia il momento giusto per cambiare le abitudini del proprio figlio, le opinioni sono diverse e spesso le neo mamme brancolano nel buio tra notizie contrastanti e gruppi di sostegno su facebook. Proprio secondo gli studiosi solo 1 bambino su 3 verrebbe svezzato correttamente secondo le linee guida dell’Oms. Ma quali sono quindi le regole da seguire? Giuseppe Di Mauro, presidente della Società italiana Pediatria Preventiva e Sociale e membro dell’osservatorio San Pellegrino, ha confermato l’importanza di iniziare lo svezzamento nel momento più adatto per il bambino.

Il Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics ha pubblicato uno studio dove viene confermato che solamente un bambino su tre viene svezzato correttamente. Secondo gli studiosi svezzare un bambino troppo precocemente potrebbe portare in futuro a problemi più o meno seri. Il latte materno apporta infatti tutti i macro nutrienti e le vitamine necessarie allo sviluppo del bambino e interrompere questa fase troppo presto potrebbe portare allo sviluppo di deficit nutritivi notevoli.

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Mai prima dei sei mesi

Uno dei membri dell’osservatorio San pellegrino e della Stockholm Water Foundation, Alessandro Zanasi, conferma che una volta allattato al seno il bebè non abbia bisogno di altre integrazioni, ne alimentari ne di liquidi. Un alimento perfetto che costituisce una fonte di nutrienti adeguati al il fabbisogno di un neonato e che va interrotta gradualmente non prima dei sei mesi di età. Questo quanto riporta anche il ministero della Salute nel documento di Corretta alimentazione ed educazione nutrizionale nella prima infanzia: ”Non esistono modalità e menù definiti per iniziare il divezzamento. Diversi modelli alimentari possono portare a soddisfare i fabbisogni nutrizionali del bambino tra 6 mesi e 3 anni. Va favorita l’interazione tra le preferenze della famiglia, le indicazioni del pediatra ed il contesto socio-culturale e tradizionale per aiutare il bambino a sviluppare il proprio gusto e le scelte alimentari personali nell’ottica di una alimentazione corretta. Ciò premesso, vari sono gli alimenti che possono essere offerti al bambino come primo cibo solido mettendo da parte il criterio della progressiva introduzione degli alimenti secondo il grado di allergenicità.

I cibi vanno offerti con il cucchiaino, senza forzare il bambino, consentendogli eventualmente di toccare cibo nel piatto e mangiare con le mani. Non si deve insistere se non gradisce qualche alimento ma alternare cibi diversi per colore, sapore e consistenza. Il cibo inizialmente non accettato va però riproposto con pazienza in giornate successive, eventualmente preparato in modo diverso”.

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