Sostenere i ragazzi ai tempi del Covid-19: i consigli

Gli ultimi dodici mesi sono stati caratterizzati dall'emergenza sanitaria: come sostenere i ragazzi ai tempi del Covid-19.

L’adolescenza è una fase evolutiva di transizione dall’età infantile a quella adulta, fondamentale per lo sviluppo dell’identità. L’attuale emergenza sanitaria implica un contesto fisico, sociale e culturale che rende ancor più complesso fronteggiare questo delicato momento evolutivo. Tale maggiore complessità riguarda sia gli adolescenti, sia i genitori.

Sostenere i ragazzi ai tempi del Covid-19: i consigli utili ai genitori per stare vicino ai propri figli.

Essere adolescenti durante la pandemia

Il Covid-19 ha letteralmente rivoluzionato la vita di bambini, adolescenti e adulti. Lo stravolgimento delle abitudini di vita, il distanziamento sociale, il senso di incertezza e precarietà sono solo alcuni degli elementi che possono ostacolare la possibilità di sperimentare ed esplorare tipica di questa fase evolutiva.

I bambini e i giovani, come sempre nelle crisi, sono tra i più a rischio e coloro che già vivevano gravi disagi prima della pandemia, adesso vedono gli ostacoli ingrandirsi, acuirsi. Certe sensazioni possono condurre a sperimentare difficoltà di attenzione e concentrazione, desiderio di abbandono, calo dell’impegno e del rendimento scolastico. Oppure, al contrario, ad attuare comportamenti di iper-controllo, soltanto apparentemente meno dannosi. Questi elementi sono fonte di difficoltà per la maggior parte degli adolescenti. Tuttavia, per alcuni, in particolare se vulnerabili o già fragili, possono dar luogo a conseguenze estremamente problematiche e perduranti nel tempo.

Come sostenere i ragazzi ai tempi del Covid-19

Didattica a distanza, vita sociale azzerata e impossibilità di costruire relazioni, di vedere posti nuovi, hanno caratterizzato la vita degli adolescenti degli ultimi dodici mesi. Secondo il recente rapporto di Save the Children ben 6 ragazzi su 10 ritengono che il lockdown abbia avuto e stia avendo ripercussioni negative sulla propria capacità di socializzare e sul proprio stato d’animo e umore. Allo stesso tempo, il 50% dei ragazzi ritiene che anche le proprie amicizie abbiano subito ripercussioni negative a causa dell’impossibilità di andare a scuola.

Sono molti i genitori che si interrogano su quali siano le migliori modalità da utilizzare e su come potersi muovere per rispondere, nella maniera più funzionale possibile, ai bisogni emergenti nelle relazioni coi propri figli.

Sicuramente, di primaria importanza è il fatto di poter comprendere e sostenere emotivamente i propri figli e proteggerli. In tal senso, diventa prezioso accogliere le loro paure e i loro timori. Anche se, talvolta, questi possono apparire eccessivi o ridondanti. È cruciale normalizzare le emozioni che provano e spiegare loro che possono provare emozioni anche molto diverse e contrastanti e che questo è del tutto naturale.

Scritto da Francesca Belcastro
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