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Pediatra: scegliere quello giusto

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I medici che si prendono cura dei bambini sono sostanzialmente tre: neonatologo, pediatra e medici di famiglia. Sebbene l’oggetto delle loro attenzioni siano sempre i più piccoli, possono vantare competenze non sovrapponibili.

Pediatra o neonatologo, chi consultare?

Il neonatologo interviene in caso di nascite pretermine e si prende cura sia dei neonati sani che di quelli che presentano malformazioni. Questa figura professionale può essere anche un pediatra ma non è detto che lo sia, quindi mai dare nulla per scontato. Il medico di famiglia viene consultato se sussistono problemi di salute e può quindi stabilire terapie. Se lo ritiene necessario può richiedere accertamenti diagnostici e prescrivere visite specialistiche appropriate.

Il pediatra, invece, segue lo sviluppo del bambino a partire dal primo mese di vita, con visite periodiche e regolari fino ai 14 anni d’età, il cui obbiettivo non è soltanto la cura ma anche la prevenzione. Valuta e corregge gli stili di vita, rilascia certificazioni di idoneità per l’accesso alle scuole e alle attività sportive, sottopone i bambini alle vaccinazioni e li assiste in caso di reazioni avverse.

Se poi si accorgesse di curvature innaturali della colonna vertebrale, problemi uditivi o allergie invalidanti, può richiedere il consulto con ortopedici, otorini ed immunologi.

Importanza del passaparola nella scelta del pediatra

La scelta di un qualsiasi professionista dell’area sanitaria è tutt’altro che scontata. Vi sono genitori fiduciosi, che prenotano una visita tramite il SSN e si recano in ambulatorio il giorno prefissato, senza conoscere il medico a loro assegnato. Ve ne sono altri, invece, che sono molto più scrupolosi e preferiscono affidarsi al buon vecchio passaparola. A volte, tale scelta inizia ancor prima della nascita del bambino, quando la madre è nelle ultime settimane di gestazione.

Amiche, zie e vicini di casa possono infatti conoscere medici specifici che, secondo la loro esperienza, si distinguono per bravura e competenza. Pur non esistendo approcci corretti e sbagliati alla selezione del proprio dottore, vanno fatte alcune considerazioni. È bene valutare la disponibilità del medico prescelto, poiché ognuno di loro non può prendere in carico più di 800 pazienti, salvo particolari eccezioni.

Ad avere il suo perché vi è anche l’orario di accesso alle visite, soprattutto se i genitori necessitano di una certa flessibilità.

Vi sono poi pediatri che vantano ulteriori specializzazioni sul proprio curriculum, quindi possono offrire competenze maggiori. In linea di massima, dare peso alle recensioni è appropriato ma, quando ci si trova faccia a faccia col professionista, va fatta un’analisi più approfondita. Il prescelto, infatti, non dev’essere brillante tanto a livello accademico quanto a livello umano. Deve saper comunicare in modo chiaro con i genitori e deve sapersi rapportare con il minore. È quest’ultimo, infatti, il vero fruitore del servizio.

Distretto sanitario, ambulatori convenzionati e studi privati

Nonostante sia obbligatorio sottoporre all’attenzione del pediatra tutti i bambini sino ai 6 anni d’età, vi sono professionisti che non erogano servizi gratuiti, come accade per gli studi privati. Attraverso i medici di famiglia ed i portali regionali, tuttavia, il Servizio Sanitario Nazionale mette in comunicazione i neo-genitori con gli ambulatori convenzionati.

Per poter usufruire di tali prestazioni, si deve prima richiedere l’iscrizione del neonato, presentando il codice fiscale, il certificato di nascita, un documento in corso di validità ed il certificato di residenza. Ogni distretto sanitario vanta una propria lista di pediatri, che visitano i pazienti anche a domicilio senza spese aggiuntive, ma i genitori possono iscrivere i bambini in ambiti territoriali diversi. Questo accade soprattutto se si viaggia e si necessita di un pediatra temporaneo in una nuova città, oppure se lo specialista dal quale si è già seguiti cambia sede di lavoro.

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