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Al centro commerciale con il bambino!

Dunque, il tuo piccolo ha sei mesi (quando è accaduto?) e non sei ancora riuscita ad andare al centro commerciale. No, non parlo del piccolo centro commerciale locale, con il supermercato e il chioschetto dei fiori, ma il centro commerciale inteso come tale, uno di quelli grandi, conosciuti e frequentati. Hai smesso di andarci quando eri incinta di otto mesi, dopo aver verificato che passavi più tempo in bagno che nei negozi. Una volta arrivato il piccolo, hai ridotto al massimo i viaggi in macchina, a causa dell’intensità incredibile del pianto che arriva dal sedile posteriore. Scappate dal fornaio, la farmacia, il dottore sono diventate le tue avventure principali: metti il seggiolino in macchina, assicuralo alla sua base, e attendi il pianto disperato. Cominci a cantare a squarciagola, pronunci piccole sciocche paroline per catturare la sue attenzione. Arrivi al negozio, prendi il piccolo in braccio, con una sola mano spingi il carrello, vai inevitabilmente addosso agli altri compratori, o finisci per incastrarti in un angolo.

Finalmente dopo sei mesi, capisci che quando è troppo è troppo. Hai bisogno di nuovi vestiti, visto che i 5 kg in più che ti porti addosso hanno deciso di fermarsi ancora per un pò sul tuo corpo, e non lascerai che il tuo piccolo vinca questa battaglia. Sei tu il capo, dopo tutto. Chi ti ha creato, eh? Chi ti ha portato in giro per sei mesi? Chi ti ha partorito con dolore? Chi è che non dorme più e non ha più relazioni con nessun adulto? Nessuno può mettere una mamma all’angolo! Finalmente, indossi un abito serio, e fai mangiare il bambino, in misura precauzionale. Hai una fascia porta-bimbo, ma decidi di non indossarla, dopo tutto hai addosso un vestito reale! Prendi il tuo passeggino, lo metti nel porta bagagli, metti il piccolo in macchina nel suo seggiolino, e vai, venti minuti di viaggio verso l’ignoto! Hai appena parcheggiato dopo una interminabile ricerca, dai una sbirciata al piccolo dietro di te, e vedi che sta sorridendo, mordicchiandosi manine e piedini.

Meraviglioso, è di ottimo umore! Prendi il passeggino, ci adagi il bambino, vieni inghiottita letteralmente dalle grandi porte scorrevoli del tuo centro commerciale. Hai appena visto dove sono gli ascensori, ne hai preso uno al volo, e raggiunto il primo piano, il piccolino comincia con i lamenti… sempre più insistenti. Dopotutto è un bimbo casalingo, abituato al suo tepore familiare, come hai potuto trascinarlo in questo covo di dissolutezza! Cerchi il cellulare nella borsa, nella speranza di ottenere qualche piccola parola di conforto da tuo marito. Niente da fare, il cellulare è rimasto a casa. Geniale!

Cerchi un telefono pubblico, cammini, il bimbo adagiato su un braccio, con l’altro spingi il passeggino. Sembra una situazione familiare vero? Hai trovato il telefono, cerchi una monetina. Ops, c’e’ bisogno di una scheda. Certo, i tempi sono cambiati. Localizzi un negozio, uno di quelli con i camerini per le prove nella speranza che le commesse, mosse a compassione, te lo lascino usare per nutrire il tuo bambino.

Largo e comodo, puoi starci anche con il passeggino. Dopo essere stato sfamato, il piccolino rimane nel suo passeggino, contento e felice giocando con i suo giocattolini, balbettando ed emettendo i suoi simpatici vocalizzi. A quel punto hai bisogno di cercare la tua bella gonna da indossare per il matrimonio di tuo cugino. Ne provi alcune, ti fermi sull’unica che ti entra, paghi e scappi verso un altro negozio. E’ uno di quelli a prezzi economici, qualità media, stile europeo. Prendi qualcosa al volo in saldo, mentre nel passeggino il bimbo comincia a ribellarsi con tutto se stesso. Vai nel camerino, lo lasci gridare nel suo passeggino mentre provi i vestiti alla velocità della luce. Esci dal negozio, è tempo di trovare le scarpe. Conosci il negozio, ce ne sono alcune di molto belle ad un prezzo veramente conveniente. Il bimbo a questo punto ha iniziato con pianto disperato e comportamento isterico, non puoi far altro che tenerlo in braccio mentre provi le scarpe.

Accidenti, che divertimento. Ne prendi un paio ( saldi… tornerò, è una promessa) e ti precipiti fuori dal centro. Cerchi di rimettere il bimbo in macchina, sul suo seggiolino, in un mare di proteste e pianti, esci dal parcheggio, ti sintonizzi sulla solita stazione radio, abitualmente ha il potere di calmarlo. Guidi sconfortata verso casa. Arrivati a casa noti che il bimbo si è addormentato. Possibile? Non dorme mai! A questo punto valuti la possibilità di guidare per un’altra oretta per avere ancora un po di calma, ma niente da fare, la benzina costa troppo. Ti rassegni, lo sollevi dal passeggino, e rientri, stanchissima a casa.

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