Giorni fertili: come individuarli con i test di fertilità

I giorni fertili della donna sono quelli che corrispondono all'ovulazione e che la precedono e seguono di poco.

I giorni fertili della donna sono quelli durante i quali è possibile il concepimento. Il picco di fertilità corrisponde, nella femmina, all’ovulazione, ovvero il momento in cui l’ovocita che si trova nell’ovaio giunge a maturazione. L’ovulazione si situa circa a metà del ciclo mestruale, dunque stimarla grazie al calcolo dei giorni è possibile solo per coloro che presentano un ciclo regolare. L’ovulazione, tuttavia, non rappresenta l’unico giorno fertile: questa categoria comprende anche le giornate immediatamente precedenti e successive all’evento.

Durante questi giorni, in seguito a un rapporto eterosessuale completo, è possibile che avvenga il concepimento, ovvero che la donna rimanga incinta. La fertilità può essere rilevata anche attraverso indicatori diversi dal conteggio dei giorni. Uno dei sintomi più affidabili risulta, ad esempio, il muco cervicale. Questo, in prossimità dell’ovulazione, diventa più fluido, trasparente e abbondante e si presenta in perdite più abbondanti. Esistono poi metodi di rilevazione tecnologici e sofisticati attraverso i quali calcolare il periodo fertile.

Cosa è un test di fertilità

Infatti, i giorni fertili possono essere calcolati attraverso i cosiddetti test di fertilità, o test di ovulazione. Ne esistono ormai in commercio di molti tipi, al costo medio di 10 euro. Vedremo nel prossimo paragrafo quali sono quelli maggiormente consigliati. Ma come funzionano i test di ovulazione? Innanzitutto, occorre sapere che l’ovulazione nella donna viene indotta dall’ormone LH, sigla per ormone luteinizzante. I test di fertilità si basano dunque sulla rilevazione del livello di tale ormone per stabilire a quale stadio del ciclo mestruale ci si trova. La concentrazione di LH aumenta infatti prima di ogni ovulazione, e raggiunge un picco massimo tra le 24 e le 48 ore precedenti l’ovulazione stessa. Il test misura la concentrazione di tale ormone nelle urine.

Il bastoncino del test, infatti, viene inzuppato nell’urina e subito dopo riposto in un apposito contenitore. Dopo solo tre minuti, il risultato diventa visibile. Non esistono limitazioni sul momento della giornata durante il quale effettuare il test. L’unica indicazione a cui attenersi è quella di trattenere la pipì per almeno quattro ore prima di sottoporvisi, di modo che la concentrazione di ormoni nell’urina risulti sufficiente. Per poterlo effettuare correttamente, comunque, è necessario conoscere il proprio ciclo mestruale (quindi, anche in questo caso, le donne con ciclo regolare risultano avvantaggiate). Il ciclo mestruale inizia con il primo giorno di mestruazione e termina con l’ultimo giorno prima della mestruazione successiva. L’ovulazione avviene tra i dodici e i sedici giorni prima di questo ultimo evento. Il test deve essere effettuato durante questo intervallo di tempo. In teoria, bisognerebbe sottoporsi a esso per cinque giorni consecutivi. Tuttavia, appena si rileva un aumento della concentrazione di ormone LH non si rende più necessario ripetere il test, poiché ciò indica che ci troviamo già nei giorni fertili.

Inoltre, il campo di controllo segnala se il test è stato effettuato correttamente, così come avviene nel test di gravidanza. Sono presenti dunque due linee: se la seconda risulta più marcata rispetto alla linea di controllo, significa che il livello di LH è al picco e che l’ovulazione avverrà tra le 24 e 48 ore successive. La massima probabilità di concepimento si riscontra tra il giorno in cui la concentrazione di LH comincia ad aumentare e quello successivo.

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Il test descritto nel paragrafo precedente corrisponde al test di ovulazione classico. Esistono poi altri due strumenti simili, che ricoprono la medesima funzione. Il primo è il test di ovulazione digitale, il cui funzionamento è praticamente identico a quello classico. L’unica differenza significativa consiste nella dotazione di un display digitale che mostra l’aumento dell’ormone luteinizzante. Il simbolo dei giorni fertili corrisponde quindi a un ovulo sbarrato: in questo modo, non è più necessario interpretare le linee. Il test digitale presenta un costo di circa 20 euro.

Il test di ovulazione digitale più diffuso sul mercato è probabilmente quello di Clearblue. Esso, come abbiamo spiegato, misura i livelli di ormone luteinizzante presenti nell’urina e restituisce risultati chiari sul proprio display, con lo scopo di individuare i due giorni più fertili. I risultati sono chiari proprio grazie al display digitale di cui lo strumento è dotato, e il risultato consiste nel poter tentare il concepimento proprio nei due giorni migliori per il suo successo. Inoltre il ‘test stick’, ovvero il tipico simbolo lampeggiante, indica che il test digitale di ovulazione è in corso. Prima di effettuare il test, occorre sempre leggere attentamente le istruzioni riportate sul foglietto illustrativo. Prima di entrare in contatto con l’urina, lo stick di rilevazione deve essere inserito nell’apposito portastick e scattare in posizione. Il test di ovulazione può essere effettuato quando compare il simbolo “test pronto”.

Infine, esiste il computer Persona. Esso, individuando i giorni fertili, può essere impiegato sia per cercare un figlio, sia come metodo anticoncezionale. Si tratta in questo caso di un monitor di fertilità dotato di bastoncini. Anche in questo caso, lo strumento monitora i livelli di ormoni presenti nelle urine e indica quali sono i giorni fertili della donna. In particolare, attraverso un semplice test dell’urina, il monitor rileva la concentrazione in essa di due ormoni: ormone luteinizzante ed estrogeno. Il computer Clearblue indica chiaramente quali sono i giorni durante i quali si possono avere rapporti sessuali senza rischio di gravidanza (in verde) e in quali giorni invece è più probabile andare incontro al concepimento in seguito a un rapporto non protetto (giorni rossi). “Persona” non comporta alcun effetto collaterale per chi lo usa; al contrario, agisce in armonia con il corpo. Esso consiste in un monitor e in un set di stick per il test delle urine, venduti separatamente.

Attendibilità

I test di ovulazione nascono per aiutare le coppie in cerca di un figlio ad aumentare le proprie probabilità di concepire, e non come metodo anticoncezionale. In questo secondo caso, infatti, fatta eccezione per il monitor “Persona”, essi sono sconsigliati: meglio ricorrere a contraccettivi studiati a questo scopo. Per quanto riguarda invece la loro applicazione alla ricerca dei giorni fertili, la loro affidabilità è variabile e può giungere sino al 99%. I test, dunque, non possono mai garantire un successo sicuro. Tuttavia, si tratta di un metodo scientifico che nella grande maggioranza dei casi funziona. Gli esperti consigliano comunque alle coppie che cercano un figlio di non limitare i rapporti sessuali ai presunti giorni fertili, ma comunque di intensificarli in questo periodo.

Naturalmente, per garantire la maggior attendibilità da ogni test, le istruzioni per la sue esecuzione devono essere attentamente lette e seguite. I test risultano indolori, e la loro affidabilità media è stimata intorno al 90%. Sebbene si basino su una rilevazione scientifica, i risultati potrebbero essere falsati da differenti fattori. Ad esempio, se la donna si è precedentemente sottoposta a un trattamento di stimolazione dell’ovulazione, oppure se ha ingerito molti liquidi, potrebbe facilmente incorrere in falsi positivi. Per avere la certezza assoluta che l’ovulazione sia in corso è necessario servirsi di altri strumenti. Infatti, con il solo picco dell’ormone LH costituisce condizione necessaria ma non sufficiente perché il concepimento possa avvenire. Anche con test positivo, infatti, potrebbe succedere che il ciclo si riveli anovulatorio. Ciò può essere verificato solo tramite dosaggi ormonali o monitoraggi ecografici.

Quando farlo

Come abbiamo già accennato, non esiste un momento della giornata esclusivo in cui effettuare il test. Tuttavia, perché la concentrazione degli ormoni nelle urine sia soddisfacente, occorre che la donna che si sottopone al test non faccia pipì da almeno quattro ore. Prima di cominciare, inoltre, occorre conoscere la durata del proprio ciclo, così da cominciare i test nel giorno corretto. In base alla durata del test, si calcola come di seguito il giorno in cui effettuare il primo test (inteso come distanza dalla fine del ciclo precedente). Un ciclo mestruale completo inizia con il primo giorno di mestruazione e si conclude con il giorno precedente l’inizio della mestruazione successiva.

Se il vostro ciclo completa consta di 22, 21 o meno giorni, dovete iniziare a effettuare i test a partire dal quinto. Per un ciclo di 23 giorni, cominciate dal sesto e per un ciclo di 24 dal settimo. Fino a quaranta giorni, continuate ad aggiungere un giorno alla volta: ottavo giorno per un ciclo di venticinque, nono giorno per un ciclo di ventisei, decimo giorno per un ciclo di ventisette, undicesimo giorno per un ciclo di ventotto, dodicesimo giorno per un ciclo di ventinove, tredicesimo giorno per un ciclo di trenta, quattordicesimo giorno per un ciclo di trentuno, quindicesimo giorno per un ciclo di trentadue, sedicesimo giorno per un ciclo di trentatré, diciassettesimo giorno per un ciclo di trentaquattro, diciottesimo giorno per un ciclo di trentacinque, diciannovesimo giorno per un ciclo di trentasei, ventesimo giorno per un ciclo di trentasette, ventunesimo giorno per un ciclo di trentotto, ventiduesimo giorno per un ciclo di trentanove, ventitreesimo giorno per un ciclo di quaranta. Se il vostro ciclo consta di quarantuno o più giorni, iniziate a effettuare i test di ovulazione a partire dal diciassettesimo giorno prima dell’inizio del ciclo successivo.

Come abbiamo spiegato, al fine di calcolare i giorni fertili, il test può essere effettuato in qualsiasi momento della giornata, Tuttavia, poiché esso richiede di sottoporvisi per più giorni di fila, sino alla rilevazione dell’aumento di LH, occorre che avvenga ogni giorno alla stessa ora.

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