Come affrontare il primo giorno quando inizia la scuola

Quando inizia la scuola per bambini e genitori arriva un momento di ansia.Come affrontarlo nel migliore dei modi? Innanzitutto con calma.

Quando inizia la scuola, bambini e genitori potrebbero entrare in panico. La fine dell’estate, il riprendere la routine di un intero anno scolastico è fonte di preoccupazione soprattutto se si inizia un capitolo nuovo nella vita scolastica del proprio figlio. Come saranno le insegnanti, andrà d’accordo con i nuovi compagni, si adatterà agli orari e alle varie implicazione che la scuola comporta, questi gli interrogativi di mamma e papà.

Come affrontare il primo giorno di scuola

Dopo le lunghe dormite, il mare o la montagna, le corse spensierate con gli amici e le serate a giocare, ecco che quando inizia la scuola si è davvero in pieno stress, panico o semplicemente è un momento traumatico. Occorre riprendere un ritmo diverso che proseguirà per i successivi nove mesi. Mesi di compiti, interrogazioni rapporti costruttivi con insegnanti e compagni ma anche attività didattiche di laboratorio e sport. Davanti alla ripresa dello studio e la prospettiva di chiudersi in casa sui libri non è la più allettante per il giovane studente. Specie tra un corso di studi e un altro, ad esempio il passaggio tra la scuola materna e le elementari oppure quello che porta alla scuola secondaria di primo grado.

Come si affronta questo trauma? innanzitutto i genitori devono cercare di contenere la propria ansia ed evitare di contagiare i bambini, rendendoli agitati e irascibili. Qualche settimana prima dell’inizio della scuola è bene dedicarsi all’acquisto del materiale didattico (quaderni, diario, libri, penne, zaini etc…). Se lo zaino ad esempio è dei personaggi dei cartoni animati preferiti, si affronterà con meno tristezza la nuova avventura scolastica. Anche portare a visitare la struttura è un ottimo calmante.

Open day

Durante l’anno ci sono i cosiddetti open day in cui le scuole aprono i battenti a genitori e alunni facendo vedere i vari spazi e le disposizioni interne ed esterne. Un modo per iniziare a prendere la giusta confidenza con le aule che lo ospiteranno per gran parte della giornata. Anche leggere il piano dell’offerta formativa (POF) da modo di familiarizzare con gli orari, i progetti e le materie che verranno insegnate. Il genitore ha anche il ruolo di tranquillizzarlo circa i nuovi compagni di classe. Quando inizia la scuola si apre il momento di socializzazione per eccellenza e dire che farà le gite, visiterà posti nuovi, che ci saranno le recite di Natale e di fine anno così come le attività sportive o teatrali in compagnia non farà altro che far vivere questa nuova esperienza come un’avventura positiva. Quando inizia la scuola, in particolare la mattina del primo giorno è bene svegliarsi con tutta tranquillità e fare una bella colazione insieme, accompagnare il figlio mano nella mano di mamma e papà è la rassicurazione più grande per un bambino.

Grembiule primo giorno

Dopo aver preparato la cartella contenente tutti gli oggetti utili per lo studente non rimane che pensare al grembiule. Ultimamente il web si è infuocato su questo tema scindendo i genitori e l’opinione pubblica generale in due macro filoni, pro e contro. Una della prime scelte da fare, quando inizia la scuola è: il grembiule. Questo indumento caratterizza tutto l’anno scolastico del bambino ma in molti sostengono che sia una spesa non da poco (circa 20 euro) per un capo di abbigliamento che si usa solo a scuola e che andrebbe cambiato spesso a causa di macchie, usura e strappi. Anche da un punto di vista strettamente educativo in molti sono sfavorevoli in quanto sembra di far indossare ai bambini delle divise che tra loro hanno differenze economiche tra chi può permettersi uno firmato a chi non ne ha le possibilità.

Grembiule sì, grembiule no

L’aspetto sociale è quello che davvero preoccupa chi è contro il grembiule a scuola. Infatti, l’omologazione del tutti uguali vieta e castiga la creatività e la possibilità per i bambini di esprimersi attraverso ciò che indossano. Tutto questo si scontra con chi è invece pro grembiule. Perché innanzitutto è comodo, si lava in lavatrice ed è meglio ricomprare un capo di venti euro che magari comprare un maglione da cinquanta. Quindi in qualche modo ripara gli abiti e li mantiene ordinati e puliti. Grazie al grembiule si è tutti uguali: le firme vengono coperte e dal punto di vista psicologico i bambini meno abbienti non devono giustificarsi in presenza di strappi o rattoppi. Inoltre, il grembiule rappresenta l’identità di scolaro e la scuola si sa, ha delle regole precise e chiare dove si va per imparare, comunicare e socializzare.

Le regole che vigono li un giorno le si ritrovano nel mondo circostante e servono a formare l’adulto del domani. Ovviamente ci sono grembiuli per tutte le tasche, semplici o ricamati di vario colore, con fiocco o senza, con il colletto o senza, ed è la scuola stessa a fornire i dettagli in merito.

Esercizi di rilassamento

Quando inizia la scuola, il livello di stress per genitori e bambini raggiunge picchi elevatissimi. Per far sì che il passaggio dalle vacanze estive al nuovo ciclo scolastico avvenga senza troppi intoppi ci sono degli esercizi di rilassamento presi in prestito dallo yoga.

La meditazione per calmare i bambini e renderli più attenti e creativi. Scritto da due esperte di meditazione e tradizioni orientali, Marina Panatero e Tea Pecunia ed edito da Feltrinelli, il libro si propone come utile per migliorare prestazioni scolastiche, aumento dell’attenzione ma anche è utile ai fini di diminuire casi di comportamenti ipercinetici e aggressivi che molto spesso sfociano in bullismo.

Meditare attraverso gli esercizi di rilassamento, calmano e sviluppano la creatività oltre che infondere coraggio e migliorare l’autostima. Anche i genitori possono guidare i figli con un primo e utile accorgimento: spegnere il cellulare e far sentire il bambino al centro dell’universo delle persone che ama di più, mamma e papà. La voce calma è un altro aiuto in questi casi. Sussurrare frasi dolci che stimolano l’immaginazione portano il bambino a tranquillizzarsi.

Curiosità sul primo giorno di scuola in Italia

Quando inizia la scuola si apre il ciclo più significativo della vita di un bambino. Una curiosità a tal proposito risiede nella scuola più piccola d’Italia. Si trova in provincia di Torino ad Alpette dove la scuola primaria contava fino al 2004 solo una iscritta. In un paesino di circa duemila persone, attualmente il numero di iscritti è cresciuto a quattro. Un’altra curiosità che molti ragazzi non sanno e che fino al 1977 la scuola iniziava il 1 ottobre. Gli alunni erano detti remigini in onore di San Remigio che si celebra appunto in quella data. All’epoca tutti indossavano la divisa, nera per i bambini e bianche per le bambini e con un fiocco azzurro per tutti. Un’unica maestra che insegnava più materie e c’erano classi di soli maschi o di sole femmine. Le classi miste arrivarono più tardi. Anche la rigidità degli insegnanti era degna di nota. Bacchettate sulle dita e punizioni corporali erano all’ordine del giorno perché la disciplina era tutto e per di ottenerla si ricorreva a metodi oggi considerati diseducativi.

Cosa chiedere dopo il primo giorno

Al ritorno a casa, i genitori possono chiedere al bambino come è andata la giornata. Farsi raccontare in tutta calma ora per ora tutto ciò che è accaduto. La calma favorirà l’apertura del ragazzo che troverà terreno sereno in cui versare le proprie emozioni. Come sono i compagni, chi è seduto affianco, ma anche impressioni circa l’aula o l’insegnate. Come si sono svolte le lezioni o in caso di inizio di un nuovo ciclo didattico, quale materia è sembrata più interessante di un’altra. Complessivamente il genitore raccoglie tutte le informazioni.

Un libro utile per guidare i genitori su come affrontare l’inizio della scuola elementare dopo l’asilo è quello scritto da Angelo Petrosino ed edito da Piemme.

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Attraverso gli occhi della protagonista, si capirà che andare a scuola è bellissimo perché si conosceranno tante nuove persone e ci saranno molte avventure e sorprese. Il libro è strutturato in disegni e può essere letto anche dai piccoli come se fosse un fumetto.

Anche il testo di Nicoletta Costa fornisce un valido aiuto alla famiglia si come affrontare il primo giorno senza stress e cosa chiedere al rientro a casa ai propri figli. Incentrato sulla socializzazione, si pone con gli occhi di un bambino che affronta l’ingresso nella scuola elementare, il nuovo rapporto che la persona di cui fidarsi ovvero l’insegnante e una nuova “casa” che l ospiterà per gran parte della sua giornata. Un libro semplice, facilmente leggibile da bambini di età compresa tra i cinque e gli otto anni, ricco di sfumature e consigli.

Il distacco non è solo dei bimbi nei confronti de genitori ma anche il contrario. Per la mamma è difficile salutare il suo bambino senza che una lacrima le righi il viso. Il distacco genera ansie e paura e questo libro si propone di tranquillizzare.

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