Spotting da impianto: sintomi e come riconoscerlo

Lo spotting può essere un sintomo di gravidanza, segnala l'impianto dell'embrione nell'utero. In questo caso si parla di spotting da impianto. Bisogna sempre prestare attenzione perché queste perdite ematiche, talvolta, possono essere causate da un aborto spontaneo.

Lo spotting è un sintomo di gravidanza e segnala l’impianto dell’embrione nell’utero ma a volte potrebbe essere sintomo di aborto. Ecco come capirlo.

Ve lo ricordate il giorno in cui avete scoperto di essere incinte? Sicuramente una giornata ricca di emozioni e, perché no, anche un pochino di timori per la nuova vita in arrivo.

A parte il classico test di gravidanza, quali sono i sintomi che ci dicono che stiamo per diventare mamme? Sicuramente il sintomo per eccellenza e che non lascia spazio ad alcun dubbio è l’amenorrea, ovvero l’assenza del ciclo mestruale. In questo caso non c’è dubbio: aspettate un bambino!

Può capitare, però, che alcune donne, sopratutto nel primo mese di gravidanza, possa avere delle perdite anomale, simili alle mestruazioni. In realtà si tratta di spotting da impianto, ovvero una perdita di sangue anomale, un po’ meno abbondante al normale ciclo, che compare proprio in concomitanza con l’impianto dell’ovulo nell’utero. Il vostro corpo, quindi, in questo caso potrebbe dare questo segnale: non vi spaventate, perché è tutto normale. Ma vediamo nello specifico che cos’è lo spotting da impianto: come riconoscerlo, quanto dura e se bisogna correre dal ginecologo oppure no.

Spotting da impianto: come riconoscerlo

Per capire come riconoscere lo spotting da impianto, dobbiamo capire innanzitutto come avviene e quanto dura il concepimento:

  • l’ovulazione avviene in media 14 giorni prima delle mestruazioni. Una volta avvenuta gli spermatozoi hanno a disposizione un paio di giorni per poter fecondare l’ovulo;
  • il concepimento, invece, avviene nella tuba (la parte più vicina all’ovaio) e all’embrione occorreranno circa 5-6 giorni per percorrere la tuba e arrivare così all’utero;
  • ora che l’embrione ha raggiunto l’utero, ci metterò circa un paio di giorno per trovare il luogo migliore per annidarsi e cominciare così la sua crescita in nove lunghi mesi che lo faranno diventare prima feto e poi bambino;

L’impianto, quindi, è il momento in cui l’embrione finisce il suo viaggio nella tuba e uno dei sintomi che indica la fine di questo viaggio è proprio lo spotting: molte donne ad inizio gravidanza, infatti, dicono di aver notato queste piccole perdite mucose e striate di sangue. Un fenomeno che sicuramente può spaventare un po’: da una parte si può avere il timore che la gravidanza non sia andata in porto perché si confonde lo spotting con il ciclo mestruale, dall’altra invece, alcune donne collegano le perdite di sangue all’aborto spontaneo. In linea di massima, lo spotting da impianto, è una normale reazione fisiologica del corpo della donna ma, come sempre, vi consigliamo sempre di non sottovalutare mai nulla e, nel dubbio, chiedere sempre un parere medico.

Sintomi da impianto: quali sono

Accorgersi fin dai primissimi giorni di aspettare un bambino non è certo cosa facile. Generalmente ci si accorge di essere incinta in caso di amenorrea. Questo è il sintomo più eclatante che non lascia certo spazio a dubbi. Ma ci sono altri sintomi che potrebbero farci sospettare una possibile gravidanza? Sì, assolutamente, anche se per molte donne le prime settimane di gestazione sono assolutamente asintomatiche. Per altre, invece, può capitare di avvertire dei doloretti al basso ventre, molto simili a dei crampi che sono facilmente confondibili con i dolori da ciclo. Oppure, si può avvertire un fastidio al seno e ai capezzoli piuttosto che un lieve senso di nausea. Solitamente però, a meno che non abbiate programmato la gravidanza, questi sono tutti sintomi che una donna conosce molto bene e può essere molto facile quindi confonderli con il classico malessere da ciclo mestruale. Un altro sintomo da impianto, come dicevamo prima, è proprio lo spotting: perdite di sangue anomale, e meno cospicue delle mestruazione, che compaiono proprio nel momento in cui l’embrione ha terminato il suo viaggio nella tuba.

Spotting da impianto: quando preoccuparsi

Il periodo della gravidanza è un periodo delicato per tutte le donne, sopratutto per chi per la prima volta si relazione con questa avventura meravigliosa. Quindi, qualsiasi elemento “disturbante” può essere fonte di stress e ansia sopratutto nelle primissime settimane di gestazione. Per esempio, quando si parla di perdite di sangue (spotting) nelle prime settimane di gravidanza in molte hanno il timore che possa trattarsi di un aborto spontaneo. Allora, in questo caso, è bene fare un po’ di chiarezza: le perdite da impianto, in alcune donne, sono assolutamente normali e spesso compaiono qualche giorno prima del previsto arrivo delle mestruazione (o proprio a cavallo delle stesse), sono di breve durata e hanno un colore roseo o marroncino. In questo caso non c’è assolutamente da preoccuparsi perché, come vi abbiamo spiegato sopra, significa solo che l’embrione si è annidato.

Diverso il discorso se queste perdite sono di rosso vivo, abbondanti e la vostra gravidanza è già avviata: in questo caso è opportuno che vi rechiate immediatamente in ospedale oppure dal vostro ginecologo di fiducia perché ci potrebbe essere una minaccia di aborto. A volte, con un aborto spontaneo, si avverte anche un forte dolore al basso ventre.

Spotting da impianto: quanto dura

Le perdite da spotting sono molto diverse da quelle del ciclo mestruale, per colore e flusso. Ma anche per la loro durata. Infatti, se il ciclo normalmente dura dai 5 ai 7 giorni, lo spotting da impianto è molto breve, anche solo 2 giorni e le perdite sono sporadiche, poco abbondanti e non hanno il caratteristico colore rosso vivo del ciclo mestruale.

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