Quando fare l’amniocentesi: costi e procedure

L'amniocentesi è un esame diagnostico che consente di effettuare la cosiddetta diagnosi prenatale. Si tratta di un esame invasivo che comporta dei rischi.

L’amniocentesi è un esame diagnostico che consente di effettuare la cosiddetta diagnosi prenatale. Si tratta di un esame invasivo che comporta dei rischi, bassi ma pur sempre presenti, consigliato o raccomandato ad alcune donne in dolce attesa quando occorrono determinate situazioni, ma non è obbligatorio. Scopriamone di più.

Quando fare amniocentesi

Prima di prendere qualsiasi decisione, ogni donna deve essere consapevole e ben informata su quando fare l’amniocentesi, conoscere quali sono le ragioni per cui è stata consigliata e valutare bene i pro e i contro.

L’amniocentesi si esegue tra la 16esima e la 18esima settimana di gravidanza. L’esame dura circa 30 minuti e consiste nel prelievo transaddominale di una piccola quantità di liquido amniotico mediante un ago sottile, sotto guida ecografica. Attraverso la sonda ecografica l’operatore che esegue l’esame può controllare il percorso dell’ago dal monitor per accertarsi che resti lontano dalla placenta e dal feto.

Durante il prelievo la donna avverte un leggero fastidio, simile a quello di una normale puntura, e dopo potrebbe avvertire dolori simili a quelli mestruali, dovuti a contrazioni muscolari del tessuto uterino causati dal passaggio dell’ago. Effettuato il prelievo, la donna viene tenuta in osservazione per circa un’ora e deve astenersi da attività fisiche impegnative anche nelle 48 ore successive, dopo le quali il pericolo di abortività viene superato.

Le cellule fetali contenute nel campione vengono coltivate in vitro per 10-15 giorni ed analizzate per rilevare la presenza di eventuali anomalie o mutazioni genetiche, anche se per le anomalie più ricorrenti è possibile ottenere un primo rapido risultato a distanza di 24-48 ore dal prelievo.

L’amniocentesi viene proposta alle donne di età pari o superiore a 35 anni al momento del concepimento, alle coppie con familiarità per anomalie cromosomiche (come le trisomie 21, 18, 13 e le alterazioni dei cromosomi X e Y), in caso di malattie infettive (toxoplasmosi, citomegalovirus, ecc.), in caso di un indice di rischio elevato riscontrato con precedenti esami diagnostici, come il duo-test e il tri-test.

Costo amniocentesi

Il costo dell’amniocentesi è variabile o, in alcuni casi previsti dal Servizio Nazionale Sanitario, è gratuita. Negli ospedali pubblici, costa circa 600-700 euro per rilevare le principali malattie cromosomiche e le trisomie, mentre per la ricerca di malattie più rare con esami più approfonditi il costo sale a circa 800-1.000 euro. Il costo dell’esame nelle strutture private varia dai 1.000 ai 1.500 euro.

L’amniocentesi gratuita è prevista per le donne di età pari o superiore ai 35 anni, per le coppie con familiarità per anomalie cromosomiche, per le donne che hanno avuto un esito positivo a precedenti esami diagnostici e per le donne che hanno avuto precedenti gravidanze o altri figli con anomalie genetiche.

Rischi amniocentesi

I rischi legati all’amniocentesi sono bassi, ma comunque presenti, trattandosi di un esame diagnostico invasivo.

L’amniocentesi comporta un aumentato rischio di aborto dello 0,5-1%, cioè 1 caso su 200. Il rischio di perdita fetale è basso, ma comunque inevitabile perché l’esame prevede l’inserimento di un ago nella cavità uterina per il prelievo del liquido amniotico.

Altri rischi che potrebbe comportare l’amniocentesi sono lo sviluppo di infezioni endouterine e la rottura delle membrane. In rarissimi casi, infine sono stati riscontrati errori diagnostici o lesioni fetali.

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