Ipoacusia infantile: cosa fare per riconoscerla in tempo

L’ipoacusia è una malattia che colpisce molti neonati e bambini ed è importante riconoscerla in tempo affidandosi a degli specialisti.

La sordità è un handicap che molte volte non riceve la giusta attenzione. É una disfunzione dell’apparato uditivo e può essere provocata da lesioni dell’orecchio, malattia, assunzione di particolari farmaci e esposizione a inquinamento acustico. Può essere presente fin dalla nascita, presentarsi successivamente o scatenarsi a seguito a un trauma. È chiamata anche “handicap della comunicazione” ed è una malattia molto invalidante soprattutto in età infantile. Cosa fare in caso di Ipoacusia infantile?

Ipoacusia infantile: le cause

L’ipoacusia è una malattia che colpisce in media il 20% dei neonati, e circa il 5% dei bambini in età scolastica presenta un abbassamento lieve dell’udito. E’ un fenomeno molto invalidante e diffuso che condiziona pesantemente la vita del bambino, influendo sullo sviluppo linguistico, cognitivo e sulle relazioni sociali.

Le cause della ipoacusia sono varie e dipendono molto dalle origini della malattia:

  • Sordità congenita: il cinquanta per cento delle forme di sordità congenita ha origine ereditaria o si può sviluppare nel grembo materno a causa di abuso di droga e alcool della madre oppure può dipendere da infezioni prese dalla stessa durante la gravidanza quali toxoplasmosi, sifilide e rosolia, o ancora problemi legati al parto quali la mancanza di ossigeno;
  • Sordità acquisita: la malattia si può manifestare nei bambini anche dopo la nascita, a causa di infiammazioni e infezioni dell’apparato uditivo o in seguito a malattie esantematiche quali la parotite e il morbillo.

Come riconoscerla

Per i genitori scoprire che il proprio figlio soffre di deficit dell’udito è un’esperienza destabilizzante. Per questo trattare e soprattutto identificare precocemente un calo dell’udito è fondamentale. Osservare tempestivamente la capacità di udito del bambino è possibile fin dalla tenera età:

  • Anche nei primi mesi di vita i neonati quando sentono un rumore forte spalancano gli occhi per riflesso di allarme o si muovono;
  • Verso i 5/6 mesi è possibile osservare meglio la capacità di ascolto dei bambini sussurrando accanto dei suoni lievi. Il leggero rumore porterà il bambino a dirigere lo sguardo verso “il punto da cui” proviene il suono.

E’ bene rivolgersi tempestivamente a un medico specializzato qualora si abbia qualche dubbio sulla percezione dei suoni del neonato. Ricevere aiuti immediati è fondamentale nei primi due anni di vita del bambino importanti per lo sviluppo delle abilità di comunicazione e linguistiche.

Ipoacusia infantile: cosa fare

La perdita può essere lieve, moderata, grave o profonda. La tecnologia ha fatto passi da gigante per andare incontro a persone con disabilità sensoriale, soprattutto nei bambini.

L’utilizzo di protesi specifiche sin dalla tenera età aiutano il neonato a consentire la percezione “dei primi suoni”, stimoli utili a riprodurre “i primi versi” che consentiranno al bambino di iniziare a parlare: fondamentale requisito una diagnosi precoce. Sicuramente un bambino con deficit dell’udito dovrà essere seguito da specialisti e da un logopedista per aiutarlo nei primi passi dello sviluppo del linguaggio.

La tecnologia informatica permette ai bambini non udenti l’utilizzo di didattiche specifiche quali software di supporto all’apprendimento, “editor testuali”, vocabolari multimediali e sistemi dinamici interattivi che consentono ai bambini di poter seguire le lezioni in classe e facilitare l’integrazione sociale.

Come devono comportarsi i genitori

Il ruolo del genitore di un bambino con deficit dell’udito è alquanto delicato. Devono superare moti ostacoli e allo stesso tempo trattare il bambino con quanta più normalità possibile:

  • Parlare al bambino con naturalezza in maniera chiara e non veloce, senza scandire e fare pause tra una parola e l’altra;
  • Assicurarsi che il bambino indossi l’apparecchio acustico e che funzioni correttamente;
  • Interagire con il bambino su tutte le attività giornaliere che svolge;
  • Sfruttare la routine quotidiana del bambino per ampliare il suo linguaggio;
  • Utilizzare giocattoli e libri aiuterà il bambino a utilizzare un linguaggio verbale dei suoi gesti e movimenti;
  • Non lasciare il bambino per troppo tempo davanti alla tv, pc o tablet, il linguaggio lo impara interagendo con le persone non guardando un monitor;
  • Stimolare il linguaggio con la lettura e con il canto, magari anche seguendo un ritmo, lo aiuterà a seguire una melodia e a riconoscere il parlato;
  • Supportate e incentivate le relazioni sociali, accresceranno la sua autostima.

Nell’età adulta sarà possibile prendere in considerazione con otorini specializzati, la possibilità di inserire un impianto cocleare, di grande aiuto in persone affette da sordità profonda.

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