Brachicefalia nel neonato: le cause e cosa fare

Brachicefalia nel neonato: cos'è, quali sono le cause di questa malformazione e cosa è possibile fare.

Al momento del parto, l’organismo del piccolo non è ancora del tutto formato. Per esempio, la testa del bambino è ancora “molle” dal momento che le suture craniche – i punti in cui si fondono le ossa della testa – non si sono ancora formate. In questo caso può avvenire quella che i medici chiamano brachicefalia nel neonato: cos’è e quali sono le cause.

Brachicefalia nel neonato: le cause

Sentir parlare di brachicefalia fa scattare il panico in molti genitori. Le malformazioni del cranio perciò mettono in allarme, ed è normale. La brachicefalia comunque è un problema principalmente estetico e molto raramente può portare a delle complicanze. Si tratta della forma più rara di craniostenosi, ossia tutto quel gruppo di deformazioni craniche che possono interessare i neonati alla nascita e fino al primo anno di vita.

Con il termine brachicefalia, in particolare, si indica una deformazione cranica che interessa simmetricamente tutta la parte posteriore, che risulta schiacciata su entrambi i lati in egual misura. Lo schiacciamento posteriore viene compensato con una deformazione di tutta la testa, che risulta più corta del normale e più larga che lunga. Tutta la parte posteriore della testa risulta verticale, segnando una sorta di continuità dal collo fino alla sommità del cranio.

La brachicefalia è caratterizzata da una chiusura precoce delle suture craniche, ossia di quegli spazi che esistono tra le varie ossa craniche. Non si tratta di spazi di contatto, ma di spazi di accrescimento, che permettono al cranio di espandersi e lasciar spazio al cervello che cresce molto velocemente soprattutto nei primi due anni di vita. Per quel che riguarda i casi meno gravi, quelli che vengono denominati brachicefalia posturale, ossia quando la deformazione deriva solamente dal mantenere a lungo una posizione, la causa è il numero di ore complessive che il neonato trascorre appoggiato sulla parte posteriore della testa, soprattutto per dormire.

Brachicefalia nel neonato: cosa fare

Nei casi più gravi, valutabili solamente da una equipe di esperti, è necessario intervenire chirurgicamente già nei primi mesi del bambino. Nei casi meno gravi di brachicefalia può essere utile l’intervento di un osteopata specializzato. Anche l’adozione di un caschetto appositamente creato allo scopo di guidare il cranio a raggiungere la giusta simmetria risulta utile.

Esistono anche dei cuscinetti fatti a ciambella che permettono al bambino di dormire supino, come deve essere per prevenire il rischio di SIDS, ossia la morte improvvisa in culla, senza però insistere con tutto il peso della testa sulla parte posteriore del cranio.

Quando la brachicefalia posturale è di lieve entità, è la crescita stessa del neonato a ridurne la deformità. Con il passare dei mesi il neonato riesce ad assumere diverse posizioni. Infatti, non passa più la maggior parte della giornata in posizione supina a dormire e le ossa del cranio ritrovano la loro simmetria.

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