Tablet e bambini: i rischi per l’educazione

A quale età si può iniziare ad usare il tablet?

Il problema che mette in correlazione i bambini e la tecnologia sta pian piano attirando opinioni e pareri di genitori ed esperti. Pochi, tra i genitori sopratutto, ricorrono ad un parere pediatrico in misura preliminare a questo problema o in seguito a delle manifestazioni particolari.

Sono solo il 30% i genitori che ricorrono al pediatra per poter affrontare nella giusta maniera il rapporto che i più piccoli devono instaurare con la tecnologia, più in particolare con smartphone e tablet.

La questione è tuttavia affrontata ufficialmente dalla Società Italiana di Pediatria con una relazione sull’uso della tecnologia di larga diffusione in età comprese tra 0 e 8 anni. Un documento che non demonizza i tablet ma che affronta con una posizione critica e imparziale aspetti positivi e negativi, effetti di un uso prolungato e i modi corretti in cui utilizzare la tecnologia a quest’età.

Come affrontare il problema

La prima domanda che molti tra genitori hanno riguarda l’età giusta per cominciare ad avere dimestichezza con un tablet e per quanto tempo il bambino può giocarci e usufruirne.
Dal documento ufficiale, la sopracitata Società Italiana di Pediatria espone con chiarezza i termini per una fruizione corretta di questi strumenti: tablet e smartphone sono severamente vietati prima dei due anni, ma il documento precisa di evitare in maniera più generale di guardare la tv durante i pasti o prima di andare a dormire.
Se sulla prima raccomandazione la maggioranza dei genitori avrebbe risposto positivamente, sulla seconda si incontrano i primi ostacoli di natura abitudinaria difficili da rimuovere.
Più in generale gli esperti nel redigere il documento in questione precisano di rimanere sui 60 minuti di utilizzo per bambini compresi tra i 2 e 5 anni per arrivare ad un massimo di 120 minuti per età superiori fino agli 8 anni.

Altro argomento delicato, che però va affrontato, è il contenuto dei programmi, dei giochi e più in generale dei contenuti che vengono visualizzati. La Società Pediatrica sconsiglia vivamente la fruizione di contenuti troppo violenti e di difficile interpretazione che potrebbero disturbare il bambino e inficiare la sua mente nell’arco di tutta la giornata. In seguito troviamo raccomandazioni molto importanti su una pratica che spesso viene utilizzata purtroppo da buona parte dei genitori. Ci riferiamo alla situazione in cui il bambino non accenna a calmarsi e si ricorre al telefono o al tablet per distrarre la sua mente. Nel documento si incoraggia invece il rapporto genitore-figlio, si spinge sul rapporto colloquiale assolutamente non mediato dalla tecnologia.

Gli effetti positivi

Nessuna condanna all’uso di tecnologia in ambito educativo quindi. Si tratta solo di utilizzare questo potente mezzo con i giusti modi e nei contenuti più efficaci. L’utilizzo di strumenti digitali come tablet ha infatti dimostrato un notevole impatto positivo sull’apprendimento in età prescolare come canalizzatore dell’attenzione e delle capacità del bambino. Tutto ciò però si basa su un uso mai smodato, eccedere potrebbe infatti violare la salute psicofisica del piccolo.

Quali sono i rischi dei tablet

Un utilizzo che va oltre un’ora di strumenti come tablet e smartphone potrebbe cominciare ad influenzare negativamente molti aspetti della vita del minore. Recenti studi hanno portato alla luce importanti correlazioni tra un utilizzo smodato di tecnologia in età di sviluppo e degenerazioni di carattere fisico e pratico. Il soggetto sembra infatti accusare desiderio maggiormente costante di sonno, una sensazione appesantita della vista accompagnata a disturbi dell’apparato uditivo. La luce stessa dello schermo unita agli effetti multimediali dei contenuti agisce da inibitore del sonno. Questo causa disturbi al riposo del bambino e conseguentemente alle sua capacità di concentrazione.

Sopportare costantemente la luce di uno schermo, non ad una corretta distanza dagli occhi, porta a sintomi di secchezza oculare e quindi situazioni di bruciore.
L’udito inoltre ne risente in quanto non abituato a sopportare per periodi prolungati sollecitazioni e rumori forti derivanti da giochi troppo violenti; questo altera la percezione dei suoni causando interferenze nello sviluppo del linguaggio e nella comunicazione con gli altri.

La Società Pediatrica Italiana incoraggia pertanto alla comunicazione, alle attività che coinvolgono genitori e figli come la cura perfetta per questo tipo di disturbi.

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